Attualità
Borgomanero

Il giorno in cui venne inaugurato il monumento ai Caduti di Borgomanero fu assaltata la Casa del popolo

L'epilogo di quella giornata è stato raccolto dallo studioso Angelo Vecchi in un libro sull'esperienza della Casa del popolo cittadina.

Il giorno in cui venne inaugurato il monumento ai Caduti di Borgomanero fu assaltata la Casa del popolo
Attualità Borgomanero, 01 Novembre 2022 ore 09:50

E' l'altra parte della storia di quella giornata che lo studioso Angelo Vecchi ha riportato alla luce in un libro sull'esperienza della casa del popolo a Borgomanero.

A Borgomanero il giorno dell'inaugurazione del "Niclin" venne assaltata la casa del popolo

Il giorno in cui venne inaugurato il monumento ai Caduti in quello che ora è piazzale Marazza, il 1° ottobre del 1922, ebbe un epilogo tragico. Per la cerimonia di inaugurazione del monumento infatti si registrò in città la presenza di onorevoli e ministri del governo dell’epoca, oltre che del Duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia. Per la giornata campale, in città arrivarono anche diverse centinaia (stando alle cronache dell’epoca) di camicie nere che, dopo la cerimonia inaugurale del monumento ai Caduti di fronte alla stazione (e dopo - sempre stando alle cronache del tempo - un pranzo annaffiato da parecchio vino) puntarono sulla casa del popolo, costruita su un terreno acquistato appositamente e inaugurata diversi mesi prima. Sbaragliati i carabinieri che erano stati posti a guardia della struttura, i fascisti vi entrarono distruggendo ogni cosa. Anche la «bibliotechina» fu oggetto della furia: i libri vennero cosparsi di benzina e incendiati. Fu distrutta anche la lapide marmorea che, sui muri della struttura, ricordava i Caduti della prima guerra mondiale, posta dalle associazioni combattentistiche che non vollero partecipare alla costruzione del monumento di fronte alla stazione.
Quell’evento è raccontato nel libro «Cronaca di un sogno spezzato», pubblicato dallo studioso Angelo Vecchi e presentato nel pomeriggio di venerdì 21 ottobre nel salone delle conferenze (realizzata dove un tempo era in attività la fabbrica «Osram») della nuova sede della Cgil in via Torrione, in un incontro organizzato dalla sezione «Mora e Gibin» dell’Anpi.

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