Premio nazionale

Il progetto di AVO Novara si aggiudica il secondo premio nazionale con l’iniziativa “Prendersi cura prima di curare”

Un riconoscimento per un'iniziativa che insegna ai futuri medici l'importanza della cura umana prima di indossare il camice.

Il progetto di AVO Novara si aggiudica il secondo premio nazionale con l’iniziativa “Prendersi cura prima di curare”

Il progetto “Prendersi cura prima di curare — studenti di medicina volontari in ospedale”, promosso dall’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) di Novara, presieduta da Danila Finzi, ha ricevuto il secondo premio assoluto alla XII edizione del premio “Persona e Comunità”. Questo riconoscimento celebra la collaborazione tra Università, Azienda ospedaliera e enti del Terzo Settore.

Nella foto la presidente con il direttivo

Un premio che valorizza la collaborazione

Ogni anno, la giuria scientifica del Centro studi Cultura e Società di Torino seleziona i progetti più innovativi nel campo delle buone pratiche sociali, realizzati da Pubbliche amministrazioni, enti sanitari, organizzazioni di volontariato e scuole. La conquista del secondo premio a livello nazionale rappresenta un traguardo significativo per il territorio novarese.

«Questo risultato», sottolinea Danila Finzi, presidente di AVO Novara, «è unico in Italia. Dimostra come istituzioni pubbliche, mondo accademico ed enti del Terzo Settore possano collaborare efficacemente per il bene dei pazienti e della comunità».

La sinergia tra università, ospedale e volontariato

Il progetto nasce dalla collaborazione tra tre realtà del territorio novarese: l’AVO di Novara, la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università del Piemonte orientale e l’AOU “Maggiore della Carità” di Novara. L’iniziativa prevede che gli studenti del biennio preclinico di medicina siano selezionati e affiancati ai volontari esperti dell’AVO negli ospedali, permettendo loro di entrare in contatto diretto con i pazienti prima di iniziare il vero percorso clinico.

In riconoscimento del valore formativo dell’esperienza, l’Università del Piemonte orientale attribuisce 2 crediti formativi universitari (CFU) agli studenti partecipanti al progetto.

Formare medici con umanità

«L’obiettivo del progetto è sviluppare le competenze relazionali con i pazienti in ospedale come volontari, prima di indossare il camice bianco nel terzo anno», spiega Danila Finzi. «Si tratta di un percorso che forma non solo professionisti esperti, ma medici capaci di prendersi cura della persona nella sua totalità. L’empatia, l’ascolto e le abilità relazionali si apprendono vivendo accanto ai malati, ascoltando le loro storie e condividendo i loro momenti di vulnerabilità».

Quest’anno, circa 50 studenti del biennio preclinico hanno partecipato con entusiasmo al progetto, svolgendo turni insieme ai volontari AVO in reparti come Pronto Soccorso, Ortopedia e Traumatologia, Polo Oncologico, Ematologia, Ginecologia, Cardiologia, Medicina Interna 2 e Psichiatria. Questa varietà di esperienze offre agli studenti un contatto diretto con diverse realtà cliniche, ognuna con le proprie specificità umane e relazionali.

«Il successo di questo progetto è stato possibile grazie al supporto della Direzione dell’AOU Maggiore della Carità di Novara e della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’UPO», afferma Danila Finzi, «e alla disponibilità delle strutture ospedaliere ad accogliere studenti e volontari. Questo risultato appartiene a tutti».

«Il riconoscimento nazionale non premia solo un progetto, ma un’idea di medicina che riteniamo fondamentale. Una medicina che inizia dall’ascolto, dall’empatia e dalla relazione umana, prima ancora della competenza tecnica», dichiara il dottor Stefano Scarpetta, direttore generale dell’AOU di Novara. «Siamo orgogliosi di accogliere questi giovani studenti volontari nel nostro ospedale e di vedere quanto questa esperienza li arricchisca come persone, oltre che come futuri medici. Un sentito ringraziamento va all’AVO di Novara per questa visione condivisa».