Nelle ultime settimane, la questione dello sgombero dell’ex Maglificio Mirsa a Galliate ha suscitato ampio dibattito. A fare chiarezza è stato il sindaco Alberto Cantone, che ha voluto ricostruire i fatti per evitare la diffusione di notizie errate.
Un’importante vicenda per il Comune
L’edificio è entrato nella disponibilità del Comune nel 2009 e, dal 2010, è utilizzato dalla Pro Loco come magazzino per materiali e attrezzature, accogliendo anche diverse associazioni locali nel corso degli anni.
Nel 2024, l’Amministrazione comunale ha allocato fondi per la manutenzione e la messa in sicurezza dell’immobile, dopo aver riscontrato il distacco di alcuni calcinacci dalla gronda prospiciente viale Teresa Orelli. Parallelamente, sono state avviate valutazioni per un futuro utilizzo residenziale dell’area, nell’ambito del recupero urbanistico.
Controlli e segnalazioni
Il 13 maggio, il consigliere Bressi ha presentato un esposto ai Vigili del Fuoco riguardante un presunto rischio di crollo. Tuttavia, i controlli non hanno evidenziato situazioni di pericolo. Per precauzione, il Comune ha mantenuto recintata l’area per una settimana, senza ulteriori cadute di materiale.
Un secondo sopralluogo, effettuato il 30 maggio dopo un nuovo esposto, ha confermato l’assenza di rischi strutturali. I Vigili del Fuoco hanno però segnalato una grande quantità di materiale combustibile, tra cui carta, cartone e legno, che rappresenta un elevato rischio incendio in mancanza di adeguati sistemi di rilevazione e spegnimento.
Disposizione di sgombero
Di conseguenza, è stata disposta l’interdizione dell’accesso all’immobile e lo sgombero dei materiali entro 15 giorni. Tuttavia, l’Amministrazione ha fatto sapere che tale termine potrebbe essere difficile da rispettare e verrà richiesta una proroga, accompagnata da un piano per la riduzione progressiva del rischio.
Il Comune ha già avviato un dialogo con Pro Loco e associazioni per pianificare le operazioni di svuotamento in condizioni di sicurezza. Sono state coinvolte anche il Consorzio Rifiuti e alcune aziende per supportare le attività di movimentazione e smaltimento dei materiali non più utilizzabili.
L’ente si occuperà della gestione dei beni di proprietà comunale e di quelli non riconducibili a nessuna associazione, mentre le realtà coinvolte dovranno trasferire il materiale di loro proprietà.
Il sindaco Cantone ha concluso dichiarando che, al momento, il Comune non dispone di spazi idonei per ospitare quanto verrà rimosso dall’ex Mirsa, ma sono in corso valutazioni per trovare soluzioni parziali. «Gli eventi sono stati più rapidi e intensi di quanto potessimo prevedere», ha affermato il primo cittadino.