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65 anni

Interlinea ricorda Paolo Taggi: un novarese prestato ai media e alla Rai

Il suo decesso causato dal Covid.

Interlinea ricorda Paolo Taggi: un novarese prestato ai media e alla Rai
Attualità Novara, 25 Gennaio 2022 ore 12:03

Si è spento ieri al Policlinico Gemelli di Roma, dove viveva da tempo, Paolo Taggi, scrittore e autore televisivo nato nel 1956 a Novara, che nel 2000 l’aveva insignito del riconoscimento di cittadino dell’anno.

Paolo Taggi

A Novara aveva mosso i primi passi verso la sua professione, prima come animatore di Telebassonovarese, la prima emittente televisiva del territorio e fra le prime tv private in Italia, poi aiuto regista dello sceneggiato Rai tratto da Una Topolino amaranto del veterinario scrittore Dante Graziosi, riproposto come primo titolo della casa editrice Interlinea che ha in catalogo due opere di Paolo Taggi: i racconti Di niente, del mare e l’intervista ad Alda Merini Più della poesia (libro + dvd). Ha firmato programmi di successo come “Io confesso”, “Stranamore”, “Per un pugno di libri”, “Turisti per caso”, “La Talpa”, oltre a diverse edizioni di “Domenica In” e “Buona Domenica”. Taggi era anche un apprezzato studioso di linguaggi dei media e aveva insegnato in università tra a Milano Cattolica e Iulm), Roma (alla Sapienza) e la Svizzera italiana.

 

In Di niente, del mare ci sono vari protagonisti. Un pescatore che si veste da marinaio e parla con i gabbiani. Un mancato cantante che ha trovato sulla riva un diario e si fa compagnia con la vita di un altro. Due coniugi che, dopo averlo tanto sognato con i loro figli, partono da soli con una piccola barca, ma forse non ritornano più. Per decifrare la realtà occorre immaginazione: ecco la chiave per seguire tre storie che all’inizio scorrono parallele per poi incontrarsi in un finale sorprendente. Nel libro Paolo Taggi ripropone tre incontri indimenticabili avvenuti nella trasmissione Radiodue 3131, con un capitolo inedito. Un piccolo libro di culto che ha ispirato spettacoli teatrali, mostre di pittura e presto diventerà un film perché, scrive l’autore, «il mare non porta regali ma scava in questo passato che sta sotto di me».

Con Più della poesia invece Taggi aveva raccolto, a un anno dalla morte di Alda Merini, un libro-verità scritto con lui che l'aveva portata la prima volta in tv: «era prima di molte cose. Del suo infinito successo mediale, prima di tutto. La televisione non era ancora diventata il confessionale riconosciuto di segreti coltivati fino al momento di rivelarli, il capolinea delle storie vissute per poterle raccontare». La poetessa dei navigli si racconta in due momenti della propria «vita più bella della poesia»: «la poesia è un paio di scarpette rosse. Spesso si balla sulle braci, sul fuoco. È così. È una condanna». Un libro-testamento per ascoltare la voce della Merini al di là delle apparizioni e dell'immagine inflazionata: «anch'io sono vittima del mio stesso mistero».

Paolo Taggi non è nato sul mare, ma pensa di sì. Novarese, autore televisivo, regista e teorico dei media ha ideato e realizzato tra gli altri Io confesso (RaiTre); Per un pugno di libri (RaiTre), Il grande talk (Tv2000, RaiTre); La talpa (RaiDue, Italia 1), Black Box (Mtv), Il gioco del mondo (Rsi).  Ha firmato Stranamore (Canale 5), Turisti per caso (RaiTre) e decine di altre trasmissioni. Tra i suoi docu-film Terza A. Affettuosamente compagni (RaiTre), I migliori anni della nostra vita (RaiTre), Più della Poesia. Due giorni nelle vite di Alda Merini (RaiTre, libro + dvd Interlinea, Novara 2010); L’anno senza giorni (Rsi, RaiTre); L’inatteso (Rsi), Ricette di vita a Puntarossa (Real Time). Il suo film Storia probabile di un angelo. Fernando Birri, rea­lizzato con Domenico Lucchini, è stato presente a molti festival internazionali nella stagione 2016-2017. Già direttore del laboratorio creativo Endemol e della scuola autori Rai, collabora con molte università italiane, in particolare l’Università Cattolica di Milano, dove si è specializzato con Gianfranco Bettetini in Scienze dello Spettacolo. Ha tenuto per conto di Ebu, Rai e Copeam per sei anni il corso di format televisivi per i dirigenti delle tv arabe aderenti all’Asbu, a Damasco. Critico cinematografico, ha collaborato con “Avvenire”, “Corto Maltese”, “La Stampa”, “Segnocinema”, “Duel”, “Bianco e Nero”, “Letture”. Attualmente scrive sul settimanale svizzero “Il caffè” e su “Satura. Lo stato della satira”. Alterna libri di saggistica a quelli di narrativi. Tra i primi i più noti sono I fantasmi del dialogo (con Giorgio Simonelli, Bulzoni, Roma 1985); Il manuale della televisione (Editori Riuniti, Roma 2003, poi Gremese, Roma 2011); Un programma di. Scrivere per la tv (Pratiche, Milano 1997, poi Il Saggiatore, Milano 2005); La scatola dei format (Rai-Eri, Roma 2009); Storie che guardano. Andare al cinema tra le pagine dei libri (Editori Riuniti, Roma 2000); Vite da format (Editori Riuniti, Roma 2000) e il recente In che film stai vivendo? Le sceneggiature invisibili della nostra vita (Luca Sossella editore, Bologna 2015). In ambito narrativo, ha pubblicato Quasi noi (Nuova Eri, Torino 1993); Kentucky va in tv (Editori Riuniti, Roma 2002). Di niente, del mare, pubblicato a trent’anni da Sellerio, gli è rimasto nel cuore. Per questo dopo tanti inviti ha deciso di ripubblicarlo con Interlinea. Hanno scritto dell’autore, tra gli altri: Aldo Grasso («Paolo Taggi è insieme coiffeur di narrazioni televisive e teorico di questo narrare. Ma invece di scrivere libri seriosi, saggi accademici, si diverte a riflettere di tv inventando altre storie»), Luciano Tarversa («Drammaturgia è la parola chiave del suo approccio al mezzo televisivo»), Simona Sparaco («Solo Taggi poteva mettere insieme cinema televisione e letteratura e farne un’opera meravigliosamente poetica»).

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