Processo va avanti

La Azzolina non accetta le scuse dell'odontotecnico torinese che l'ha offesa

Parla il legale dell'imputato, che ha anche fatto una cospicua donazione in beneficenza per "convincere" l'ex-ministra delle proprie scuse.

La Azzolina non accetta le scuse dell'odontotecnico torinese che l'ha offesa
Attualità 07 Giugno 2021 ore 13:11

L'ex-ministra M5S  Lucia Azzolina non ha accettato le scuse, con contorno di cospicua donazione in beneficenza, da parte dell'odontotecnico di Torino che l'aveva offesa su Facebook. La vicenda risale al maggio scorso, quando la Azzolina era nell'occhio del ciclone per le sue scelte politiche in seno al Governo Conte.

Fra inefficienze e sprechi

In particolare i banchi a rotelle, uno scandalo che si trascina ancor oggi, avevano scatenato le critiche di molti detrattori. L'odontotecnico torinese, al pari di molti altri, se l'era presa per le inefficienze (qualcuno dice sprechi) statali nella gestione della scuola in un momento peraltro difficile di pandemia. Chi critica civilmente, ovvio, non rischia nulla. Peggio è scadere nella provocazione o addirittura nell'insulto, come in questo caso. L'uomo, che ha 50 anni, aveva invitato l'allora ministra a compiere atti sessuali all'interno del Parlamento. Cattivo gusto, volgarità, mancanza di stile e di argomenti. Tutto vero. Ma. C'è questo "ma" su cui si potrebbe riflettere per cambiare la prospettiva da cui giudicare l'accaduto. Ci si può arrabbiare e, sbagliando, perdere il controllo. Sono cose che possono succedere a chiunque: l'importante è poi accorgersene subito e porre rimedio. Come? Scusandosi, innanzitutto, in modo sincero. Poi magari anche attestando in concreto che si è capito l'errore.

Capire in concreto l'errore

Un esempio: se offendo una mia collega, oltre alle scuse sincere e ben espresse, starebbe bene un gesto simbolico come il dono di un mazzo di fiori. In questo caso, evitando qualsivoglia fraintendimento, l'odontotecnico ha deciso di... "rafforzare" le sue scuse con una sostanziosa donazione in beneficenza. Ecco quindi che è partito un bonifico al Telefono Rosa, sull'entità del quale al momento non vi sono indizi, così da dare più peso alle scuse. La Azzolina, però, non si è fatta intenerire e il processo al momento va avanti.

LE PAROLE DELL'AVVOCATO DELLA DIFESA QUI.