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La Regione dice no al cibo sintetico e sostiene le richieste di Coldiretti

Coldiretti: "Quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare"

La Regione dice no al cibo sintetico e sostiene le richieste di Coldiretti
Attualità Novara, 07 Dicembre 2022 ore 07:00

La Regione ha approvato in Consiglio a Palazzo Lascaris un regolamento che prevede il no al cibo sintetico e il sostegno a una petizione presentata da Coldiretti.

Il Consiglio vota compatto

Il Consiglio regionale del Piemonte ha detto no al cibo sintetico impegnandosi a “sostenere la petizione promossa da Coldiretti contro il cibo sintetico e tutte le iniziative di sensibilizzazione al riguardo sostenute dal mondo agricolo, accademico e scientifico finalizzate a richiamare l’attenzione sui rischi della diffusione del cibo da laboratorio; difendere, in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei rapporti con il MIPAAF, le filiere agrozootecniche piemontesi minacciate dalla diffusione del cibo sintetico”.  E’ quanto fa sapere Coldiretti Piemonte a seguito della votazione che si è tenuta a fine novembre e che fa emergere la volontà di difendere il patrimonio enogastronomico piemontese e la salute dei consumatori.

Il commento dei vertici locali di Coldiretti

"Un’azione fondamentale e tangibile che sostiene la grande mobilitazione di Coldiretti contro il cibo creato in provetta. Le multinazionali approfittano della crisi – evidenziano la presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il direttore Luciano Salvadori – per imporre sui mercati “cibi Frankenstein”, dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” che potrebbe presto inondare il mercato europeo poiché già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte, a livello Ue, le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue. Nel il primo semestre 2023, invece, negli Usa potrebbero entrare in commercio i primi prodotti sintetici".

Una scelta, quella dei cibi sintetici, che non salva nessuno

"Per quanto riguarda la carne da laboratorio - proseguono Baudo e Salvadori - la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore, non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato. Le bugie sul cibo in provetta confermano – continuano Baudo e Salvadori - che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni di marketing puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione. Per questo siamo pronti a dare battaglia poiché quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare”.

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