Dati sotto la lente

Legambiente: "Nei prossimi anni difficile che il lago Maggiore mantenga le tre Vele"

Il documento, come da tradizione, è stato preparato in collaborazione con il Touring Club

Legambiente: "Nei prossimi anni difficile che il lago Maggiore mantenga le tre Vele"
Attualità Arona, 21 Giugno 2021 ore 07:00

Legambiente ha di recente pubblicato il suo rapporto sulla qualità delle acque e sull'ospitalità turistica: 4 Vele sono andate al lago d'Orta, 3 al Basso Verbano.

Legambiente pubblica la Guida blu

Legambiente e il Touring club italiano, come da tradizione, hanno presentato “Il mare più bello 2021”, la guida annuale che identifica i comprensori più belli e sostenibili della Penisola. Gli esperti delle due associazioni considerano sia le zone balneari marittime che quelle lacustri. E le novità non mancano nemmeno per quanto riguarda la zona del lago Maggiore. La guida racconta 45 tra le più belle zone balneari italiane, selezionate tra i 98 comprensori turistici valutati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e la qualità dell’ospitalità. In totale sono state prese in considerazione 342 località di mare e 78 di lago, poi raggruppate in comprensori più grandi.

Le "pagelle" dei laghi piemontesi

Nella sezione della guida dedicata ai laghi sono le località del Trentino Alto-Adige a farla da padrone, con ben tre laghi su sei a 5 Vele. Il massimo dei voti è stato riconosciuto anche al lago dell’Accesa in Toscana, a quello di Avigliana Grande in Piemonte, al lago di Mis in Veneto e alla riva occidentale del lago di Garda. Le classifiche vengono realizzate considerando 20 indicatori per le località di mare e 16 indicatori per quelle di lago. Si tratta di valutazioni quantitative, e quindi verosimilmente oggettive, basate su dati come la qualità delle acque, la raccolta differenziata, la gestione del verde e la presenza di parchi naturali, integrate con valutazioni qualitative provenienti dai circoli locali di Legambiente. Vengono quindi analizzate essenzialmente due categorie di parametri: la qualità ambientale e la qualità dei servizi ricettivi. La scelta degli indicatori e la loro attribuzione a differenti macroaree tiene conto dei requisiti chiave, definiti in ambito europeo con il contributo della rete delle Ecolabel. I comprensori delle provincie di Novara e Vco sono suddivisi in Basso Verbano (che comprende la zona da Castelletto Ticino a Belgirate), Medio Alto Verbano (da Stresa a Cannobio) e Cusio (lago d’Orta). E se Medio Alto Verbano e Cusio hanno ottenuto entrambi 4 Vele su 5, il Basso Verbano è stato valutato con 3 Vele.

Il commento di Legambiente

Il circolo locale di Legambiente di Arona, Gli Amici del lago, ha quindi commentato la vicenda dicendosi pessimista sul risultato futuro. "Quest’anno i due distretti lacustri del Medio-alto Verbano e del Cusio - dice il vicepresidente del circolo di Legambiente di Arona, Gli Amici del lago, Roberto Signorelli - hanno confermato l’ottima posizione con 4 Vele su cinque disponibili. In funzione del ruolo sempre più importante che la sostenibilità ambientale sta assumendo nel Cusio, nell’ambito del contratto di lago, il prestigioso obiettivo delle 5 Vele per il lago d’Orta inizia a diventare una possibilità molto concreta già dal prossimo anno. Purtroppo la situazione del comprensorio del Basso Verbano è più complessa e inizia a diventare critica. Per quest’anno sono state confermate le 3 Vele grazie all’ottimo risultato della raccolta differenziata dei rifiuti e alla presenza di due aree naturali di interesse europeo della rete Natura 2000. (il parco dei canneti e il parco dei Lagoni). Per gli anni futuri sono pessimista sulla possibilità per il basso Verbano di riuscire a mantenere l’attuale classificazione. Le conseguenze di alcune politiche di turismo mordi e fuggi, finalizzate a richiamare un elevato volume di turisti giornalieri, scardina le relazioni e gli equilibri tra la comunità ospitante e la comunità ospitata. Questa situazione che porta ad una eccessiva pressione antropica sull’ambiente, compromette non solo la qualità della vita dei cittadini residenti e i vari parametri di impatto ambientale, ma soprattutto comporta una minore capacità di attrazione per un target di turisti stanziali, che intendono trascorrere alcuni giorni nella pace e nel relax dei territori lacustri. Una tendenza locale che si aggrava di anno in anno e si pone in direzione opposta all’evoluzione della domanda sempre più crescente di un turismo sostenibile, che vede nelle risorse naturali e culturali i principali asset di richiamo dei vari territori".
"La natura incontaminata - aggiunge il presidente locale di Legambiente, Massimiliano Caligara - il paesaggio, l’ecosistema lacustre e la biodiversità sono valori per territori a forte vocazione turistica, come i nostri. Ma questo capitale deve essere gestito con attenzione con una visione a lungo termine in grado di preservarlo. Invece purtroppo, in alcuni politici e settori dell’imprenditoria locale prevalgono logiche di monetizzazione economica immediata con visioni miopi e fuori dal tempo, come se fossimo rimasti ancora al ‘900. E’ necessario comprendere che la domanda di servizi ricettivi e di ospitalità sta cambiando rapidamente e le politiche ambientali e di sostenibilità devono essere concrete e reali basate su progettualità e strategie articolate e non semplici enunciazioni propagandistiche in perfetto stile greenwashing".