Attualità
Iniziativa di sensibilizzazione

Manifesti del Blocco Studentesco contro il precariato sul lavoro e il consumismo sfrenato

"È il trionfo del tutto e subito, grazie all’avvento della completa digitalizzazione".

Manifesti del Blocco Studentesco contro il precariato sul lavoro e il consumismo sfrenato
Attualità 10 Novembre 2021 ore 06:01

Affissi nelle città di Novara e Torino diversi manifesti del Blocco Studentesco contro il precariato sul lavoro e il consumismo sfrenato.

Blocco Studentesco contro il precariato sul lavoro e il consumismo sfrenato

“Arriviamo da oltre un anno e mezzo di pandemia – inizia la nota del movimento – che ha totalmente stravolto le nostre vite e le nostre abitudini. Le decisioni politiche prese dagli ultimi esecutivi non hanno fatto altro che accelerare processi già in corso, portandoli così all’estremo: parliamo ad esempio dello sfrenato consumismo, dell’insicurezza contrattuale e il lavoro a ritmi insostenibili senza tutele. Soprattutto per i lavoratori somministrati e per i ragazzi impiegati nel delivery”.

Giornate davanti allo schermo

“È il trionfo del tutto e subito, grazie all’avvento della completa digitalizzazione. – continua la nota - Lavorare da casa, ordinare il cibo e non staccare mai gli occhi da qualche piattaforma streaming. Ci hanno portati a passare le nostre giornate davanti allo schermo del pc piuttosto che uscire con i nostri amici, conoscere persone nel mondo reale e vivere la vita, quella vera”.

Serve un cambiamento

“Il nostro – conclude la nota il movimento del fulmine cerchiato - non vuole essere un atto di inconsistente moralismo, puntando il dito contro i nostri coetanei e bollandoli come colpevoli. Con la nostra azione vogliamo far riflettere e mettere in dubbio le certezze: siamo così sicuri che questo sia il migliore dei mondi? Siamo realmente certi che i processi in atto siano forme di progresso? Nulla è irreversibile e un cambiamento si potrà avere solo esercitando la più rivoluzionaria forma di ribellione, il pensiero individuale e critico. INFURIATI!”.