Via vai continuo

Market della droga nei boschi sopra Stresa: 7 ragazzi denunciati

Tutto era nato dalle segnalazioni dei residenti

Market della droga nei boschi sopra Stresa: 7 ragazzi denunciati
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Sette giovani di origine nordafricana sono stati denunciati alla Procura di Verbania con l’accusa di spaccio continuato in concorso. E’ l’esito di un’indagine di contrasto alla droga, durata mesi e condotta dai carabinieri della Stazione di Stresa, che è stata resa nota martedì 14 marzo.

Le indagini

Un’indagine, così si è appreso, scaturita da numerose segnalazioni di cittadini residenti nelle alte colline stresiane che avevano notato un via-vai di soggetti tra le viuzze dei borghi in quota, sia di giorno che di notte. Era così partita un’intensificazione del pattugliamento nell’area e subito era parso chiaro il motivo di quei movimenti di macchine e soggetti ai bordi della strada: erano tutti scambi droga-denaro.

Infatti, oltre 30 soggetti residenti nell’Alto novarese e nel Vco sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente – cocaina, eroina e hashish – nel corso dei servizi di controllo del territorio. Nei loro confronti si era proceduto in via amministrativa, sequestrando lo stupefacente ed avviandoli ad un percorso di recupero, ma gli stessi “clienti” sono stati anche interrogati per raccogliere informazioni su chi gestisse quel lucroso “market della droga”.

Attraverso gli appostamenti dei militari dell’Arma e le testimonianze raccolte, sette giovani di origine nordafricana sono stati individuati come responsabili dello spaccio al dettaglio che da tempo si era radicato tra la vegetazione a ridosso dell’uscita autostradale di Carpugnino, un luogo strategico e facilmente raggiungibile dall’Ossola al Novarese.

Nelle scorse settimane è così scattato un blitz organizzato anche con l’ausilio di polizia e Guardia di finanza, proprio nell’area boschiva adibita a “bazar della droga” dal gruppo di nordafricani, dove sono stati ritrovati interrati eroina e cocaina destinate allo spaccio, oltre a mannaie e coltelli. Individuati anche dei bivacchi di fortuna, con vivande e coperte, dove il sodalizio era solito dimorare per non perdere mai il controllo della lucrosa piazza di spaccio.

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