Funerali di Nadia Butini

Novara piange Nadia Butini: funerali martedì nella chiesa di San Francesco

Insegnante, artista e giornalista, ha collaborato per anni con il Corriere, lasciando un'eredità culturale e affettiva

Novara piange Nadia Butini: funerali martedì nella chiesa di San Francesco

Domani, martedì 31 marzo, alle 10.30, si svolgeranno nella chiesa di San Francesco a Novara i funerali di Nadia Butini, scomparsa venerdì scorso all’età di 78 anni a causa di un improvviso malore.

Tributo a Nadia Butini

Insegnante, artista e giornalista, Nadia Butini ha dedicato gran parte della sua vita alla cultura e all’istruzione, collaborando per anni con il “Corriere” e lasciando un’impronta significativa nel panorama educativo novarese. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di messaggi di cordoglio sui social, testimoniando l’affetto che molti nutrono per lei.

Tra i ricordi condivisi, si distingue quello della collega Laura Razzano, segretaria della Gilda degli insegnanti:

“Ci ha lasciati Nadia Butini, figura storica della scuola novarese, tra le prime docenti impegnate nella Gilda di Novara. Nadia non è stata solo una collega: è stata una delle menti che hanno contribuito a fondare e far crescere il nostro sindacato sul territorio. Una donna dalla vitalità straordinaria: parigina di nascita e toscana di formazione, ha saputo coniugare l’amore per l’insegnamento con l’attività giornalistica e artistica. Chi l’ha conosciuta ricorda la sua eleganza intellettuale e la sua instancabile militanza socialista, sempre volta alla costruzione di un mondo più giusto e colto.”

Il ricordo della figlia Chiara

La figlia Chiara ha voluto ricordarla con un messaggio particolarmente toccante sui social:

“Oggi voglio provare a raccontare chi era mia madre, per quello che si può fare in poche righe.
Mia madre era una persona di grande cultura. Ma dire ‘colta’ non basta. Lei la cultura la viveva, la attraversava, la metteva in discussione. Leggeva, scriveva, dipingeva. Osservava il mondo con uno sguardo libero, curioso, a volte critico, mai superficiale.

È stata un’insegnante. Ma non solo nel senso di un mestiere. Era una di quelle persone che insegnano a pensare, non solo a sapere. Che ti aprono la mente senza dirti cosa devi diventare.

Ha scritto, ha partecipato, si è esposta. Ha avuto una voce, e l’ha usata. Era una donna moderna, profondamente libera. In un mondo che spesso stringe, lei apriva.

Era una donna di pensiero, ma anche di presenza. Una di quelle persone che lasciano qualcosa negli altri, anche senza accorgersene. Anche se non siamo state sempre d’accordo, tra noi c’è sempre stato qualcosa di forte. Perché l’amore non è mai semplice, è fatto di emozioni, di contrasti, di ritorni.

Mi ha insegnato molto. Mi ha insegnato cosa significa essere una donna libera, indipendente, capace di scegliere, di cambiare, di desiderare. E mi ha insegnato a lottare per ciò in cui si crede.

Una donna libera. Una mente viva. Una presenza che ha lasciato traccia. Porterò con me il suo modo di pensare, il suo sguardo aperto, la sua idea di donna, di vita, di mondo. E so che in qualche modo… continuerà a esserci. Non in un luogo preciso, ma nelle cose che restano: nelle parole, nei pensieri, nei gesti, nelle tracce che ha lasciato.”

Nadia Butini lascia un forte legame anche con la sorella Roberta e i nipoti Massimiliano, Irene, Daniele e Federico, ai quali era molto affezionata.

A tutti loro vanno le più sentite condoglianze della redazione del “Corriere di Novara”