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Lutto

Novara piange padre Ennio, anima della fraternità di Agognate

Uomo di profonda fede, attento agli ultimi e ai deboli, e grande predicatore

Novara piange padre Ennio, anima della fraternità di Agognate
Attualità Novara, 22 Maggio 2023 ore 18:20

E' stato il sindaco di Novara Alessandro Canelli il primo a dare con commozione la notizia della scomparsa di padre Ennio Staid, fondatore della Fraternità Domenicana di Agognate, spentosi all'età di 92 anni dopo una vita intensa e sempre al servizio del prossimo.

Padre Ennio nel 2020 in occasione del suo 90esimo compleanno

Le parole del sindaco

Il sindaco Canelli ha scelto di ricordare padre Ennio citando una riflessione che bene rappresenta lo spirito che lo ha animato nella sua esistenza religiosa e umana: “Non ho mai amato la povertà - diceva il frate - ma ho sempre desiderato i poveri. Mi è sempre piaciuto stare con loro, sentirli parlare, rimanere estasiato davanti alla loro incrollabile fiducia, in questo loro attaccamento alla vita. Nella casa di un povero si sente la vita che circola tra gli stracci, ha il sapore del sudore e sprizza da ogni suppellettile come una marcia che erompa da una ignota fanfara e guida verso il sacrario della casa, di ogni povero”.

"È in queste delicate ed emozionanti parole - commenta il primo cittadino novarese - che si riconosce la grande figura di un uomo di fede che ha dedicato tutta la sua vita alle persone più fragili e bisognose. Ciao Padre Ennio… ci hai dato e insegnato tanto!".

Il ricordo del vice parroco di San Martino

Toccante anche il ricordo del vice parroco di San Martino Simonpietro De Grandis, che ha scritto: "Frate predicatore, figlio di San Domenico, nella mia adolescenza sei stato un grande esempio di innamorato di Cristo e del Vangelo. Quando ti ascoltavo predicare, con profondità e semplicità, nel mio cuore desideravo un giorno di saperlo fare come facevi tu. Grande innamorato di Maria, fine mariologo, hai saputo trasmettere la bellezza concreta e quotidiana della Madre di Gesù. Quel poco che so dell’arte di predicare l’ho imparato da te! Grazie".

Il libro sull'inquisitore Torquemada

Uomo attivo e dall'intelligenza vivace, padre Ennio Staid non molti anni fa, nel 2018, aveva pubblicato un romanzo storico intitolato “! Que viva Torquemada!”, forse un inno al “grande Inquisitore”? e presentato in un salone del Castello affollatissimo. Un libro su una figura decisamente scomoda e controversa. Tomas Torquemada (1420-1498), riprendendo le norme dell’Inquisizione medievale, con intransigenza condannò migliaia di vittime, tanto che il suo nome è divenuto sinonimo di crudeltà.

In quell'occasione il dottor Angelo Serina, presidente dei laici domenicani di Agognate, aveva spiegato come «essere laici domenicani significa avere una speciale misericordia verso ogni umana inquietudine. Per questo padre Staid ha scritto di Torquemada, grande assente: gli altri si interrogano su di lui»: non una riabilitazione, ma un tentativo di capire perché agì in quel modo.

Il superiore di Agognate, padre Raffaele Previato, psicologo, aveva sottolineato come la scelta di scrivere un romanzo fosse stata utile «per parlare con libertà», un libro il cui tema a «qualche confratello non sembrava opportuno trattare», ma padre Staid non intendeva riabilitare: da storico, dopo aver scritto di S. Domenico, cercava di inquadrare il tempo con ricerche e studi.

Un uomo libero e fedele al Vangelo

"Se manca la povertà, se mi sento grande rispetto agli altri, se il torto ce l’ha sempre l’altro, non faccio che creare divisioni" diceva padre Staid, che aggiungeva anche, provocatoriamente: "Io non credo in Dio", intendendo quell’essere perfettissimo tramandato dal catechismo: "Credo nel Dio di Gesù Cristo, se vedo nel fratello uno più grande di me".

Ricordava, padre Staid, la sua prima messa, in un convento di clausura, il 23 dicembre 1967: sbalordito dal tono quasi funereo al di là della grata: "La messa dev’essere una cena gioiosa col Padre".

E ora, per chi crede, padre Ennio ha raggiunto la casa del Padre per vivere in eterno questa gioia.

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