Oltre 600mila euro sono stati destinati al territorio novarese per sostenere ospedali e servizi sanitari in un periodo critico, caratterizzato dalla carenza di personale e dall’aumento della domanda di assistenza.
Intervento finanziario per la sanità
Questo finanziamento è frutto di un accordo tra la Regione Piemonte e le organizzazioni sindacali del comparto sanità, che prevede un totale di cinque milioni di euro per finanziare prestazioni aggiuntive di infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari.
L’obiettivo principale è garantire la continuità assistenziale durante i mesi estivi, supportare i reparti sottoposti a maggiore pressione e permettere alle aziende sanitarie di affrontare le difficoltà legate a organici insufficienti.
Per il territorio novarese, sono stati previsti 423.528 euro per l’AOU Maggiore della Carità e 183.739 euro per l’ASL Novara, per un importo complessivo che supera i 607mila euro.
Queste risorse saranno utilizzate esclusivamente per finanziare attività aggiuntive svolte su base volontaria dal personale sanitario, garantendo così il mantenimento dei livelli assistenziali, il funzionamento del sistema di emergenza territoriale e la copertura delle situazioni più critiche causate dalla mancanza di personale.
Una sanità in difficoltà
Il provvedimento arriva in un momento particolarmente complesso per la sanità piemontese, che ha dovuto affrontare un numero crescente di pensionamenti e la difficoltà di reperire nuovi professionisti. Inoltre, molti operatori hanno scelto di lasciare il servizio pubblico per opportunità più vantaggiose.
Ad aggravare la situazione contribuiscono l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della complessità assistenziale e le nuove esigenze legate allo sviluppo della sanità territoriale, comprese le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR.
Secondo quanto stabilito dall’accordo regionale, i fondi non possono essere utilizzati per coprire carenze organizzative ordinarie o per sostituire una corretta programmazione delle ferie. La Regione ha anche previsto sistemi di monitoraggio e rendicontazione per verificare l’utilizzo delle risorse e la loro destinazione alle situazioni di carenza di organico.
Le parole di Nursing Up
Seppur giudicando positivamente lo stanziamento, il sindacato Nursing Up sottolinea che la misura rappresenta una risposta emergenziale e non una soluzione a lungo termine.
«Siamo di fronte a un provvedimento necessario che riconosce una situazione di difficoltà ormai evidente in tutto il sistema sanitario piemontese», afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta. «Queste risorse permetteranno alle aziende di garantire la continuità assistenziale nei mesi più critici e di sostenere reparti e servizi che quotidianamente operano in condizioni di forte pressione».
Tuttavia, il sindacato mette in evidenza che il problema principale resta la cronica carenza di infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari.
«Le prestazioni aggiuntive possono aiutare a coprire temporaneamente le criticità, ma non possono diventare il modello organizzativo ordinario della sanità pubblica», sottolinea Delli Carri, evidenziando come il sistema continui a basarsi sul senso di responsabilità dei lavoratori, che spesso accettano turni aggiuntivi o rinunciano ai periodi di riposo per garantire l’apertura dei servizi.
Infine, Nursing Up richiama l’attenzione sulla necessità di rendere le professioni sanitarie più attrattive attraverso investimenti su retribuzioni, opportunità di crescita professionale, sicurezza e organizzazione del lavoro.
«Accogliamo positivamente questo stanziamento e vigileremo affinché le risorse vengano utilizzate realmente per sostenere i professionisti e garantire l’assistenza ai cittadini», conclude Delli Carri. «Parallelamente, chiediamo che si apra una riflessione strutturale sul futuro della sanità piemontese, perché senza nuove assunzioni e senza una programmazione seria del fabbisogno di personale, il rischio è di continuare a rincorrere le emergenze anziché risolverle».