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Torino

Piemonte, "Carta ZeroSei" per sostenere la genitorialità

L’esponente della giunta regionale: «Finalmente una Carta destinata a far conoscere i servizi del territorio dedicati alle famiglie con figli da 0 a 6 anni in tutto il Piemonte».

Piemonte, "Carta ZeroSei" per sostenere la genitorialità
Attualità 18 Novembre 2022 ore 15:09

Una carta per regolamentare e far conoscere i servizi dedicati alle famiglie con figli da 0 a 6 anni. E’ quella istituita dalla Regione Piemonte, per volontà dell’assessore regionale alla Famiglia, Chiara Caucino, che andrà a valorizzare l’attività dei Centri per le Famiglie piemontesi e a sostenere la genitorialità.

La «Carta ZeroSei»

La «Carta ZeroSei» - il risultato emerso dal lavoro dell’assessorato alla Famiglia - si presenta come un documento molto denso (in allegato il testo integrale) a cui i centri per le famiglie hanno lavorato assiduamente a distanza di qualche anno dalla sua istituzione, dopo essere stati invitati a riflettere sulle attività che quotidinanamente vengono proposte ai nuclei famigliari sui territori.

Dopo un tempo di formazione dedicato alle tematiche della partecipazione e della cittadinanza attiva, gli operatori dei Centri hanno avuto modo di mettersi in ascolto dei cittadini, delle differenti istituzioni, degli enti e dei servizi socio assistenziali che vivono nei rispettivi territori per comprendere ancora più chiaramente le risorse presenti nelle famiglie, insieme alle loro esigenze; in questo modo è stato composto il primo paragrafo, intitolato appunto «9 ingredienti raccolti dal territorio per dare sempre più sapore ai primi anni di vita familiare».

Sguardo condiviso sulla identità dei Centri

Attraverso le numerose occasioni di dialogo gli operatori hanno maturato uno sguardo condiviso sulla identità dei Centri, condizione indispensabile per individuare con creatività i «4 aromi raccolti dall’ascolto territoriale per creare ricette gourmet». Con questa espressione, presa in prestito dalla tradizione gastronomica, non si vuole fare riferimento alla esclusività di alcune soluzioni riservate soltanto a pochi fortunati, quanto al tentativo di indicare alcuni futuri percorsi che sappiano interpretare i desideri raccolti.

Un esito importante degli incontri è stato l’identificazione delle esperienze che in questo tempo sono riuscite con maggiore efficacia ad accompagnare le famiglie nel proprio percorso di vita. Ha preso quindi forma il paragrafo intitolato «I sapori in gioco nei Centri per le Famiglie: 5 pratiche in atto nel territorio piemontese».

La «Carta Zerosei» presenta anche una seconda prospettiva che lascia spazio direttamente alla voce dei singoli Centri per le famiglie che quotidianamente lavorano sul territorio. I Centri in regione sono 47, e ciascuno ha avuto modo di presentarsi attraverso un’immagine, alcune «parole chiave» e un breve testo che, oltre alle indicazioni e ai contatti necessari per accedere ai servizi, descrive le attività svolte.

Il QrCode della mappa dei Centri per le famiglie è un esempio di come la Regione ha pensato la Carta: non si è voluto dare forma a fotografia statica dell’esistente, ma raccogliere e dare voce al desiderio di attivare un vivo scambio tra servizi, territorio, famiglie e istituzioni.

Spiega l’assessore Caucino:

«Con la Carta Zerosei, che in Piemonte mancava, Abbiamo fortemente voluto promuovere la realizzazione di un documento regionale per le famiglie con bambini da 0 a 6 anni finalizzato a fornire una precisa azione di informazione e comunicazione sulle attività proposte e sulle diverse iniziative per i cittadini e per le famiglie: decodifica della domanda, orientamento nell’utilizzo dei servizi e delle prestazioni a sostegno della genitorialità, invio ed accompagnamento al sistema dei servizi esistenti, anche con riferimento agli aspetti della vita quotidiana delle famiglie».

«Nella Carta - prosegue Caucino - localmente predisposta e periodicamente aggiornata da ciascun Centro per le famiglie, sono ricomprese le principali attività e le buone pratiche già in atto nei Centri o presso altri Servizi e realtà territoriali  più vicini al luogo di residenza della famiglie con figli nella fascia d’età 0-6 anni, valorizzando le sperimentazioni efficaci in favore delle famiglie e favorendo tutti i possibili raccordi con le altre attività offerte a sostegno della genitorialità; così che i neo genitori possano usufruire da subito di percorsi mirati a costruire o ricostruire intorno a loro adeguate reti di ascolto e supporto, in modo da favorire la socializzazione e l’inclusione,  garantendo un buon inizio ed un adeguato stile di vita  per i loro figli e per loro stessi».

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