I cittadini di Oleggio e del quadrante nord della provincia di Novara esigono certezze riguardo al nuovo Poliambulatorio. Domenico Rossi, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta la situazione dopo la risposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi alla sua interrogazione. “Prendiamo atto che il finanziamento statale previsto dall’articolo 20 della legge 67/88 è considerato sufficiente per la realizzazione del Poliambulatorio e che non sarà necessario ricorrere al cosiddetto ‘tesoretto’ regionale. Tuttavia, il progetto è stato presentato nel 2024 e, a distanza di tempo, non è ancora stato sottoscritto l’accordo di programma. Se tutto andrà per il verso giusto, serviranno comunque anni prima dell’inizio dei lavori. È fondamentale che la Regione fornisca un cronoprogramma chiaro per un’opera così importante.”
L’intervento di Rossi
Il progetto, inserito dalla Regione nella D.G.R. 1-7297 del 25 luglio 2023, prevede una spesa totale di 5 milioni di euro, di cui 4,75 milioni a carico dello Stato e 250 mila euro di cofinanziamento regionale. La presentazione pubblica del progetto si è tenuta nel marzo 2024 al Teatro di Oleggio, con la partecipazione dei vertici dell’ASL NO e degli assessori regionali Icardi e Marnati.
“Sono trascorsi tre anni dall’approvazione della delibera regionale e due dalla presentazione pubblica del progetto, e oggi apprendiamo che è ancora in corso la procedura per la sottoscrizione di un nuovo accordo di programma tra Stato e Regione. L’ASL ha inviato alla Regione uno studio di fattibilità, che dovrà essere valutato dal nucleo ministeriale competente. Solo dopo la firma dell’accordo di programma inizieranno i trenta mesi a disposizione dell’Azienda sanitaria per giungere a un progetto appaltabile. Una volta ottenuto il decreto ministeriale per il finanziamento, ci saranno ulteriori diciotto mesi per l’assegnazione dei lavori,” spiega Rossi.
“In totale, stiamo parlando di almeno quattro anni, da oggi, per arrivare all’aggiudicazione dei lavori, senza considerare possibili ulteriori ritardi burocratici, che ogni amministratore responsabile deve prevedere in investimenti di questa entità e nei rapporti con i ministeri. A questo punto, ci si può chiedere se non sia stato prematuro presentare pubblicamente il progetto nel 2024, durante una campagna elettorale, quando il percorso amministrativo e finanziario era ancora lontano dall’essere concluso,” aggiunge il consigliere regionale.
“Il progetto è senza dubbio importante e ambizioso. La struttura dovrebbe sorgere accanto alla nuova Casa della Comunità, permettendo di concentrare e integrare servizi sanitari attualmente distribuiti nella sede di via Gramsci, tra cui cardiologia, diabetologia, ginecologia, neurologia, oculistica, odontoiatria, ortopedia, otorinolaringoiatria, pneumologia, oltre all’ambulatorio infermieristico e ai servizi di radiodiagnostica. Tuttavia, l’ambizione da sola non basta: sono necessarie concretezza e capacità di programmazione, qualità che, purtroppo, chi governa la sanità piemontese da oltre otto anni non ha dimostrato di possedere.”