Premiazione importante

Premio La Torre–Mattarella: il Castello di Galliate celebra la lotta contro le mafie

La decima edizione dell'iniziativa ha visto un'ampia partecipazione con tesi premiate sulla criminalità organizzata, selezionate da Nando dalla Chiesa.

Premio La Torre–Mattarella: il Castello di Galliate celebra la lotta contro le mafie

La sala neogotica del Castello di Galliate ha accolto numerosi partecipanti in occasione della decima edizione del Premio “Pio La Torre – Piersanti Mattarella”, un evento che promuove la cultura della legalità e lo studio sui fenomeni mafiosi.

Il Premio al Castello di Galliate

La cerimonia, tenutasi giovedì 19 marzo, ha visto una significativa affluenza di cittadini interessati alla presentazione delle migliori tesi universitarie sui temi della criminalità organizzata, selezionate dal professor Nando dalla Chiesa.

A inaugurare l’evento sono stati Franco La Torre, figlio del noto onorevole Pio La Torre, e il professor Dalla Chiesa, entrambi simboli dell’impegno nella lotta contro le mafie. Il premio è dedicato a due personalità di spicco vittime della criminalità organizzata: Pio La Torre e Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia e fratello dell’attuale Presidente della Repubblica.

Durante la serata, sono stati presentati i lavori dei quattro finalisti, tutti provenienti dall’Università degli Studi di Milano, che hanno analizzato il tema delle mafie da diverse angolazioni.

All’evento hanno partecipato anche diverse autorità locali, tra cui il sindaco, il viceprefetto, rappresentanti del Comune e della Provincia, e la presidente della Consulta antimafia del Comune di Novara.

In chiusura, il presidente dell’associazione La Torre-Mattarella, Roberto Leggero, ha sottolineato l’importanza di continuare a rendere questa iniziativa un punto di riferimento per il territorio, promuovendo la cultura della legalità e contrastando il “fare mafioso”.

Questa edizione, particolarmente ben frequentata, ha confermato il successo di un appuntamento sempre più rilevante nel panorama culturale locale.

I finalisti

Tra i finalisti, Elisabetta Aretosi ha discusso il ruolo delle donne nelle mafie italiane, analizzando figure come Ninetta Bagarella e Rosetta Cutolo. Marco D’Arminio ha indagato le reti mafiose e i legami con la pubblica amministrazione in Lombardia.

Tobia Gaddi ha presentato una ricerca sulla dimensione geopolitica degli omicidi mirati, mentre Benedetta Francesca Gelmini ha esplorato la lotta alla mafia in relazione a valori costituzionali e dimensione etica.

Quattro elaborati distinti ma caratterizzati da un alto livello di approfondimento, che hanno suscitato grande interesse tra i presenti, confermando il premio come un’importante occasione di confronto e crescita.