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Le richieste

Regione Piemonte chiede IVA al 5% su teleriscaldamento e sconti con gli extraprofitti

"Le parole si devono trasformare in fatti".

Regione Piemonte chiede IVA al 5% su teleriscaldamento e sconti con gli extraprofitti
Attualità 16 Settembre 2022 ore 06:40

La Regione Piemonte ha inviato al Consiglio dei Ministri un documento che riassume le richieste e le proposte per fronteggiare il caro energia elaborate in seguito ad un confronto con gli imprenditori e gli esponenti del mondo economico e produttivo.

Le richieste

– definire degli stock di energia a prezzo calmierato (tenendo come riferimento il 2020) da mettere a disposizione del sistema produttivo in funzione di dimensione, settori, consumi e fatturato;

– uno sconto in bolletta con i fondi degli extra profitti, in quanto la produzione di energia è generata in percentuali importanti anche da fonti rinnovabili ma il prezzo che paga l’utente finale è interamente tarato sul valore del gas;

– facilitare gli impianti per l’autoconsumo nell’attesa dell’allacciamento alla rete degli impianti da fonti rinnovabili installati dalle imprese;

– finanziare gli investimenti in corso sull’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, attivabili anche mediante le aziende che offrono tutti i servizi tecnici, commerciali e finanziari necessari, facendosi carico sia degli oneri economici che di quelli organizzativi;

– allargare la categoria dei beni strumentali che godono del credito d’imposta, inserendo gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili:

– ridefinire i parametri per incentivare le imprese in cui il consumo energetico ha alta incidenza rispetto al fatturato, indipendentemente dalla classificazione come energivore.

– ridurre l’Iva sul teleriscaldamento al 5%.

Le Regioni, rilevano presidente e assessore, possono sostenere i progetti per investimenti in rinnovabili ed efficienza energetica mediante i fondi europei e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha già dichiarato di voler potenziare il Fondo europeo per lo sviluppo regionale affinché possa essere piegato maggiormente alle esigenze dei territori in questo momento. Ma finora le parole non si sono trasformate in fatti e l’Europa, che è in grave ritardo su questa emergenza, deve fare la sua parte in fretta.

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