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Restaurata la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Martiri

Il recupero è stato finanziato con i fondi del 5 per mille di Ancos Confartigianato.

Restaurata la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Martiri
Attualità Novara, 17 Ottobre 2022 ore 09:00

Recuperata al suo antico splendore la statua equestre di Vittorio Emanuele II in piazza Martiri a Novara.

La statua di Vittorio Emanuele  restaurata da Confartigianato

Il restauro è stato promosso da Confartigianato Imprese Piemonte Orientale tramite le provvidenze del 5x1000 di Ancos Confartigianato. «A dimostrazione di come, con una semplice firma sulla dichiarazione dei redditi, si possa fare qualcosa per il proprio territorio - ha detto il presidente di Confartigianato imprese Piemonte orientale Michele Giovanardi -. Restituendo alla città il monumento restaurato, le restituiamo un pezzo della sua storia». «E adesso stiamo lavorando per dotare il monumento di illuminazione a led con energia solare», ha aggiunto il direttore Amleto Impaloni.

Ora la piazza aspetta la pedonalizzazione

«Ventidue anni fa - ha ricordato il sindaco Alessandro Canelli - era stata fatta una pulizia superficiale, oggi è stata compiuta un’opera di restauro conservativo, che restituisce alla città la statua in tutta la sua bellezza. E questo è solo il primo step verso un progetto più generale di valorizzazione della piazza con la sua pedonalizzazione». Che però, ha ribadito Canelli, «non potrà essere avviata prima della realizzazione del parcheggio interrato nell’area della Curia: è già stata calendarizzata la prima fase dei lavori, con i carotaggi richiesti dalla Soprintendenza, dopodiché potrà partire il cantiere vero e proprio».

La statua inaugurata il 30 ottobre 1881

Con il presidente della Società storica novarese Paolo Cirri si è poi andati alla scoperta della storia del monumento, per la realizzazione del quale - all’indomani della morte di Vittorio Emanuele II il 9 gennaio 1878 - la città avviò una sottoscrizione che in soli sei mesi raccolse ben 51.000 lire dell’epoca.
La statua fu realizzata dal giovane scultore Ambrogio Borghi, astro nascente dell’arte novarese, e fu conclusa nel giugno del 1881 e inaugurata il 30 ottobre.
Il monumento non passò indenne attraverso il periodo fascista: «Il 28 settembre 1944 - ha ricordato Cirri - una squadraccia fascista, spinta dal prefetto Vezzalini, decise di distruggere tutte le vestigia dei Savoia: la statua di Carlo Alberto dietro il municipio, quella di Vittorio Emanuele I davanti alla Prefettura, quella di Carlo Emanuele III (l’unica che non riuscirono a devastare) e, naturalmente, quella a Vittorio Emanuele II. «Il monumento fu abbattuto e ne fu fatto scempio. Nel 1952 il Consiglio comunale decise di rimetterlo al suo posto, cercando di ricomporre i pezzi rimasti. L’operazione fu affidata allo scultore Edoardo Tantardini e la statua tornò in piazza».

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