Antonello De Stefano, direttore della Fondazione Medana, comunica che “la situazione è rientrata grazie a un proficuo dialogo con l’Agenzia delle entrate”. Questo aggiornamento arriva in un contesto di preoccupazione per i lavoratori e le famiglie degli anziani ospiti nella struttura di Invorio, coinvolta in un contenzioso significativo.
Il contenzioso
La Fondazione aveva ricevuto un’ingiunzione di pagamento di 700mila euro, di cui 42.000 euro erano stati direttamente pignorati dall’Asl, somme vitali per il sostentamento delle sue attività. La vicenda ha avuto origine nel 2010, quando l’INPS emise una cartella esattoriale per mancati pagamenti di contributi da parte di una cooperativa. “Il nostro Ente – spiega De Stefano – è responsabile della vigilanza sui pagamenti delle Cooperative e questa ci aveva fornito il Durc attestante la regolarità. In due gradi di giudizio abbiamo avuto ragione, ma successivamente una sentenza della Cassazione ha ribaltato la situazione. A quel punto, le cartelle erano già prescritte, ma l’INPS ha comunque richiesto il pagamento all’Agenzia delle entrate di Novara. Il 21 gennaio è giunta l’ingiunzione di pagamento, il 6 febbraio l’atto di pignoramento e il 12 febbraio l’Asl ha versato la rata dovuta, segnando un record di tempistiche”.
La posizione dell’Asl
Interpellata sulla questione, l’Asl ha dichiarato: “Le pubbliche amministrazioni sono obbligate a saldare le fatture entro 30 giorni, con eccezioni per gli enti del servizio sanitario nazionale, per cui è consentito un termine fino a 60 giorni. Abbiamo sempre rispettato tali scadenze. Nel 2025, il tempo medio di pagamento verso la Medana è stato di 51 giorni. La fattura in questione, datata 31 ottobre 2025, è stata ricevuta il 7 novembre, ma il pagamento è stato bloccato a causa di controlli dell’Agenzia delle entrate. L’atto di pignoramento è pervenuto il 6 febbraio 2026, ordinando il pagamento all’Agenzia stessa, che è stato effettuato il 13 febbraio. Il Decreto di fissazione dell’udienza, che sospendeva l’efficacia esecutiva dell’intimazione di pagamento, è stato assunto il 13 febbraio, ma ne abbiamo avuto formale conoscenza solo il 17. Pertanto, non è stato possibile revocare il mandato di pagamento già emesso. Esprimiamo dispiacere per le difficoltà legate alla gestione della Rsa, ma ci teniamo a precisare che l’azienda ha operato nel rispetto delle normative vigenti”.
De Stefano puntualizza sull’intervento dell’Asl Novara: “La fattura oggetto di mancato pagamento era del 31 ottobre 2025 ed è stata pagata, finendo nel pignoramento, il 12 febbraio 2026, quindi ben oltre i 60 giorni previsti dalla legge. Tuttavia, ciò che ci ha deluso è stata la mancanza di corretti rapporti istituzionali tra Enti che dovrebbero collaborare. Il direttore dell’agenzia delle entrate di Novara ci ha assicurato che ci rimborserà al più presto la rata di 42mila euro, ma da INPS e ASL non abbiamo mai ricevuto comunicazioni per risolvere la situazione senza creare allarmismi nella comunità di Invorio. Siamo un’istituzione benvoluta e le voci su una possibile chiusura hanno destato preoccupazione.
Il Sindaco Pelizzoni e la Giunta hanno deciso di sostenere attivamente la Fondazione, impegnandosi a seguire la situazione. Questo contenzioso avrebbe potuto essere evitato con una maggiore attenzione nei nostri confronti. Ora attendiamo il 20 ottobre per il giudizio definitivo, ma siamo fiduciosi che tutto andrà per il meglio, poiché le cartelle sono assolutamente prescritte secondo la legge. Continuiamo con la nostra missione: prenderci cura degli anziani con amore e attenzione ogni giorno”.