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Riposizionata la boa limnologica sul lago d'Orta

Lo speciale strumento tecnologico è stato ripristinato dopo che era stato urtato da un'imbarcazione.

Riposizionata la boa limnologica sul lago d'Orta
Attualità VCO, 04 Luglio 2022 ore 10:33

Sul lago d'Orta è stata riposizionata la boa limnologica per monitorare i parametri del lago con il CNR di Pallanza.

La boa limnologica del CNR di Pallanza è stata riposizionata nel lago d'Orta

È stata riposizionata lo scorso 22 giugno sul lago d’Orta, tra punta Casario e l’isola di san Giulio, la boa limnologica ripristinata grazie alla Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini. Il 28 gennaio era stato siglato un importante accordo di collaborazione tra la Fondazione Giacomini ed Ecomuseo Cusius proprio per far tornare in funzione la boa scientifica IRSA-CNR di Pallanza che era stata posata nel 2015 come ulteriore monitoraggio, post Liming, dei parametri del lago d’Orta. La boa era inoltre di supporto al progetto “Itti-Orta” che prevede la re-immissione di avannotti, e, poco prima della pandemia, aveva smesso di funzionare.

Il commento del presidente di Ecomuseo Cusius Gianni De Bernardi

«La boa ripristinata – spiega il presidente di Ecomuseo Cusius, Gianni De Bernardi - è stata posizionata con tutta la catena di strumentazione, e in questo primo mese, fino alla metà di luglio, i ricercatori del CNR la testeranno per tararla e calibrarla. La boa è già comunque funzionante e sta inviando i dati al CNR dove i ricercatori potranno interpretarli scientificamente per restituirli poi in modo tale da essere comprensibili a tutti, anche a chi non si è mai occupato di questi temi. I dati sono ad esempio quelli relativi alla velocità del vento, misurata con un anemometro, c’è anche uno strumento per misurare la clorofilla, un parametro molto importante per capire se il livello biologico dell’acqua è più o meno buono. Un altro dato importantissimo è quello dell’ossigeno disciolto, un gas fondamentale per tutte le forme di vita. Verranno anche misurate l’acidità e la conducibilità, per rilevare l’inquinamento chimico. A breve verrà reso pubblico un link al quale si potranno trovare tutti questi importanti parametri che consentiranno di tenere sotto controllo lo stato di salute di questo splendido specchio d’acqua. Ringrazio la Fondazione Giacomini, nella persona del dottor Andrea Alessandro Giacomini – dice ancora De Bernardi - per averci permesso di ripristinare tutte le vecchie, e aggiungerne di nuove, funzionalità della boa. Ringraziamo come Ecomuseo Cusius e come Contratto di Lago e ci auguriamo che altri possano aggiungersi per aiutarci nel migliorare la condizione del nostro lago».

Giacomini: "La disponibilità di dati certi e veritieri è il fondamento per studiare"

«L’importanza di disponibilità di dati certi e veritieri è il fondamento imprescindibile per studiare, progettare, creare e comunicare qualunque prodotto, valvola, impianto o progetto. Questo era un principio cardine per Alberto Giacomini, mio padre – afferma Andrea Alessandro Giacomini, responsabile della Fondazione – Proprio in base a questo principio la Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini ha da sempre a cuore il benessere, la preservazione e lo sviluppo sostenibile del lago d’Orta e su questo si sta adoperando da oltre 2 anni in un progetto ampio che tocca lago, ambiente, mobilità, recupero del patrimonio artistico/culturale, sia di fede che profano, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte, il Contratto di Lago ed Ecomuseo Cusius. La disponibilità, l’attendibilità e il monitoraggio dei dati tecnici e scientifici che comprovino ciò che a occhio nudo vediamo dopo che il nostro lago è diventato a seguito dell’unico intervento di liming riuscito al mondo, e l’indicazione e la riconferma dello stato delle acque che lo rendono il lago più pulito d’Europa, sono gli elementi base per la scelta dei progetti che la Fondazione intende supportare.  Appreso quindi che la boa limnologica da qualche anno versava in uno stato di inattività, ci siamo immediatamente premurati per supportare con la Fondazione l’intero intervento, sia hardware che software, e al suo potenziamento in base alle esigenze dei tecnici del CNR di Pallanza e quelle ravvisate da Ecomuseo Cusius, dietro indicazione del presidente Gianni De Bernardi. La Fondazione e l’Hotel San Rocco, che da anni segue la concezione di Alberto Giacomini secondo il quale non deve essere solo un hotel rivolto ai turisti, ma un punto aperto a tutti i cittadini del territorio come luogo di sperimentazione e laboratorio di tutti i ritrovati a livello nazionale e internazionale per tutto ciò che concerne la sostenibilità e la tutela ambientale dei nostri luoghi, hanno fortemente voluto esserci nel progetto della boa limnologica. Fondazione e Hotel, come unico sponsor, hanno permesso di ripristinare nel più breve tempo possibile questo strumento così importante per il nostro lago. Ricordo inoltre che la Fondazione ha fortemente voluto la creazione di un link per poter accedere ai dati tradotti nella maniera più comprensibile per la maggior parte di noi che potranno così controllare lo stato di salute del nostro lago e delle nostre acque. Siamo certi che tale strumento potrà stimolare più persone a meglio centrare e sviluppare ulteriormente molti nuovi progetti, oltre che darci una maggior consapevolezza e credibilità nelle comunicazioni future che riguardano il nostro lago. Alberto Giacomini era solito dire di fare un marketing sul concreto e il reale – conclude il figlio Andrea Alessandro - cioè far “vedere fisicamente l’arrosto e non parlare del fumo” ed è con estremo piacere che ringrazio il Contratto di Lago nella figura di Gianni De Bernardi ed Ecomuseo per questa opportunità, perché il fatto che oggi in mezzo al lago possa esserci un riferimento al suo nome è un elemento che mi commuove e mi dà infinita gioia. Oltre al fatto che dà merito all’instancabile e continuo lavoro portato avanti dall’Assessorato regionale all’Ambiente e soprattutto da Ecomuseo e Contratto di Lago».

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