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Rossi: "Allarmanti effetti psicologici sui medici nell'era Covid"

Il consigliere regionale Pd: "Il personale oggi è logorato da uno sforzo e una tensione prolungati che hanno lasciato il segno"

Rossi: "Allarmanti effetti psicologici sui medici nell'era Covid"
Attualità Novara, 27 Luglio 2022 ore 07:00

Il consigliere regionale Pd Domenico Rossi lancia l'allarme per le condizioni psicologiche dei medici e degli operatori sanitari nell'era del Covi e invita ad agire al più presto in loro aiuto.

Medici, Covid ed effetti psicologici, statistiche preoccupanti

 

I consiglieri regionali Domenico Rossi e Daniele Valle pongono l'attenzione sulla tutela del benessere psicologico di medici e operatori sanitari. "L’indagine conoscitiva sul disagio psicologico e rischio suicidario nella popolazione come conseguenze del Covid - scrivono -ha avviato i propri lavori con l’audizione dell’Ordine dei Medici, con un focus sulle problematiche della professione medica. Ecco alcuni numeri emersi. Secondo un’indagine di aprile 2022 dell’Istituto Piepoli il 58% dei medici riferisce di non sentirsi sicuro sul luogo di lavoro; il 71% riferisce stress e aumento del carico di lavoro, paura del contagio, problemi organizzativi; l’11% dei medici generici e il 4% degli ospedalieri dichiara patologie e disturbi di cui prima del Covid non soffriva. Tre quarti dei medici intervistati non riesce più a conciliare vita lavorativa e famiglia".

Sintomi depressivi in aumento

"Una ricerca Anaao Lombardia di inizio 2022 su 958 medici ospedalieri riporta che il 71% di loro ha sofferto di burn-out; il 31,9% ha denunciato disturbi dello spettro ansioso; il 38,7% depressivi. A soffrire maggiormente di questi disturbi le donne e i giovani, per la maggior complessità dei carichi familiari le prime, per la minor esperienza i secondi. Nel 2020 la Federazione dei Medici di Medicina Generale ha registrato sui propri aderenti un 37% con sintomi da sindrome depressiva, un 32% con sindrome post traumatica da stress, un 75% con disturbi legati all’ansia. Tra le principali cause scatenanti non essere stati dotati nelle prime fasi di dispositivi di protezione individuale (41%), non aver ricevuto informazioni adeguate per proteggere la propria famiglia (48%) né linee guida diagnostico terapeutiche per curare i pazienti (61%)".

Rossi: "Un evento traumatico per il nostro personale"

"Questi numeri - dichiarano Domenico Rossi, vicepresidente della IV commissione e Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio Regionale - ci dicono che non esiste un semplice ritorno alla situazione ante-Covid. Il nostro personale, dopo anni di tagli, è stato sottoposto a un vero e proprio evento traumatico, con tutte le conseguenze ad esso connesso. Oggi è logorato da uno sforzo e una tensione prolungati che hanno lasciato il segno e che, in prospettiva, continua a persistere. Molti, troppi ci riferiva il Presidente Guido Giustetto, hanno reagito lasciando il posto di lavoro quando non lasciando la professione. Ogni ragionamento sul futuro della sanità deve tenere conto di tutto questo. Dobbiamo reagire subito, attivando percorsi di presa in carico e sostegno psicologico dedicati alle professioni medico infermieristiche, agli OSS, ai tecnici. D’altro canto, dobbiamo agire a monte ricostruendo condizioni di lavoro adeguate e funzionali, a partire dal numero degli addetti. Una delle principali cause del disagio è stata, infatti, la sensazione dell’inutilità del proprio lavoro, in una situazione di caos organizzativo e insufficienza di risorse. A questa bisogna rispondere con un rinnovato sforzo organizzativo e di programmazione, che al momento non riusciamo a vedere".

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