Progettazione sanitaria

Rossi sulla Città della Salute di Novara: “Fondamentale il coinvolgimento del personale ospedaliero”

Il consigliere regionale sottolinea l'importanza di una progettazione esecutiva condivisa.

Rossi sulla Città della Salute di Novara: “Fondamentale il coinvolgimento del personale ospedaliero”

“La Città della Salute di Novara deve essere progettata non solo per la costruzione, ma per funzionare in modo efficace. È fondamentale il contributo dei professionisti che quotidianamente offrono cure e assistenza”. Questo è il messaggio centrale dell’interrogazione presentata dal consigliere regionale Domenico Rossi, il quale chiede alla Giunta regionale di spiegare come intenda garantire il coinvolgimento sistematico del personale sanitario nella progettazione esecutiva della Nuova Città della Salute e della Scienza di Novara.

L’importanza della progettazione esecutiva

“La progettazione esecutiva è una fase cruciale”, afferma Rossi. “In questo momento vengono definiti nel dettaglio spazi, percorsi, organizzazione dei reparti e dei servizi. Medici, infermieri e professionisti sanitari conoscono le esigenze e le criticità dell’attività quotidiana e devono essere coinvolti nelle decisioni progettuali”.

Non si può lasciare nulla al caso. “Questa interrogazione rappresenta un appello a consultare ogni reparto. È necessario predisporre strumenti di confronto strutturati e continuativi, come tavoli tecnici e gruppi di validazione, per raccogliere le indicazioni di chi opererà nella nuova struttura prima dell’approvazione definitiva del progetto”, sottolinea il consigliere del Partito Democratico, avvertendo sui rischi di eventuali criticità che potrebbero comportare maggiori costi, ritardi o, peggio ancora, una struttura non adeguata ai requisiti clinici”.

Dall’altra parte, l’assessore esclude la creazione di tavoli tecnici stabili, attribuendo tutte le decisioni al RUP. Inoltre, rispondendo a una richiesta del consigliere, ha evidenziato che i professionisti dell’Azienda ospedaliera scelti per supportare il Commissario straordinario e il Responsabile unico del progetto sono stati selezionati in base a criteri di fiducia. “Non mettiamo in discussione le professionalità, ma apprendiamo che si tratta di figure tecniche non direttamente legate all’attività di reparto. Ci domandiamo anche quale sia la natura del rapporto fiduciario con il commissario, che, a quanto pare, non ha una conoscenza diretta della struttura amministrativa del Maggiore”.