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Tav, sindaci ed ecologisti francesi vogliono fermare la Torino-Lione

L'appello è stato firmato da 150 fra politici ed ecologisti.

Tav, sindaci ed ecologisti francesi vogliono fermare la Torino-Lione
Attualità 22 Dicembre 2022 ore 06:26

Il sindaco di Lione, Grégory Doucet  insieme a circa 150 persone tra rappresentanti ecologisti, della France Insoumise (partito di sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon) e sindacalisti francesi chiedono lo stop del progetto di linea transfrontaliera ad alta velocità che collegherà il capoluogo piemontese Torino con la città di Lione in Francia.

L'appello

In un "appello comune per fermare il progetto di nuova linea ferroviaria Lione-Torino'' pubblicato sul sito ecologista Reporterre.net, i firmatari, tra cui figurano tanti esponenti locali ma anche parlamentari ed eurodeputati francesi, chiedono che i milioni di euro del progetto di linea ad alta velocità vadano reinvestiti nei treni già esistenti. Tra i firmatari, anche il sindaco di Grenoble, Eric Piolle (anche lui esponente dei Verdi francesi).

Una settimana fa, il 13 dicembre, Francia e Italia hanno chiesto alla Commissione Ue di portare al 55% il co-finanziamento comunitario per la realizzazione dell'opera ritenuta strategica e ormai definitivamente iscritta nei trattati internazionali.

Il testo:

"In un momento in cui bisogna fare di tutto per limitare il riscaldamento globale e rafforzare l'indipendenza del nostro Paese, in un momento in cui mancano medicinali e prodotti alimentari importati dall'altra parte del mondo, in un momento in cui il governo afferma di non avere i soldi per sanitaria e per gli ospedali, in un momento in cui i treni quotidiani sono degradati e le infrastrutture ferroviarie non sono o sono mantenute in modo insufficiente, chiediamo il progetto Lione-Torino che ha come unica logica quella di trasportare sempre più merci sempre più lontano e di mantenere questo culto energivoro e distruttivo. (...)

"Finché il traffico merci su rotaia tra Francia e Italia non sarà riavviato, non si dovrà abbattere un albero, non si dovrà artificializzare un metro quadrato di terreno agricolo e non si dovrà drenare un metro cubo d'acqua. Chiediamo, in linea con quanto scritto dalle Amministrazioni centrali e dal Consiglio di orientamento alle infrastrutture, che la linea ferroviaria esistente sia utilizzata immediatamente al culmine di quello che era negli anni 2000. Questo crea posti di lavoro e migliora non solo la sicurezza stradale, la qualità dell'aria nelle le valli alpine e la salute pubblica combattendo efficacemente il riscaldamento globale. Chiediamo che i soldi che verrebbero inghiottiti nel progetto di una nuova linea Lione-Torino siano utilizzati immediatamente per aprire una piattaforma di carico strada-rotaia nel settore Ambérieu-en-Bugey e che le navette ferroviarie per il trasporto delle merci sarà offerto agli autotrasportatori a partire dal 2023. Chiediamo, come previsto dalla legge, che i 20 milioni di euro annui ricavati dal traforo del Monte Bianco siano dedicati esclusivamente alla ferrovia e al finanziamento del passaggio dalla strada alla rotaia per merci e passeggeri e che i 200 milioni versati in la galleria stradale del Fréjus negli ultimi 10 anni sia restituita alle ferrovie. Chiediamo che venga annullata la decisione di aprire la galleria di sicurezza del traforo stradale del Fréjus e che quest'ultima sia riservata esclusivamente ai mezzi di soccorso. Proponiamo di migliorare la capacità delle linee tra Aix-les-Bains e Annecy, La Roche-sur-Foron e Saint-Gervais e tra Saint-André-le-Gaz e Chambéry per ridurre il traffico stradale e aumentare il trasporto giornaliero di viaggiatori . Gli investimenti per migliorare le infrastrutture (compresa la protezione dell'ambiente e dei residenti contro il rumore) sull'asse Ambérieu-Modane devono essere attuati senza indugio per ripristinare il pieno potenziale del tunnel esistente. Respingiamo la logica del progetto Lione-Torino e dei suoi sostenitori, il cui record è la distruzione del trasporto merci su rotaia nel nostro Paese da 30 anni. Stanno già distruggendo lo strumento ferroviario in Maurienne per le esigenze di questo grande progetto inutile. Affermiamo che i soldi inghiottiti nel progetto Lione-Torino porteranno allo stesso fallimento della linea Perpignan-Figueras, primo collegamento del corridoio del Mediterraneo. L'ambiente, i terreni agricoli, le acque sotterranee e il denaro pubblico devono essere preservati! La linea ferroviaria esistente deve essere utilizzata immediatamente e i lavori preparatori per il progetto Lione-Torino devono essere interrotti".

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