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Ufficio stranieri, la Questura: "Numeri cresciuti enormemente, cerchiamo soluzioni"

Parlano capo di Gabinetto e dirigente: "Difficilmente le code spariranno, ma cerchiamo di mettere le persone in sicurezza"

Ufficio stranieri, la Questura: "Numeri cresciuti enormemente, cerchiamo soluzioni"
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Siamo a conoscenza del problema e stiamo cercando di risolverlo nel più breve tempo possibile». In merito alla segnalazione del lettore del Corriere di Novara, il Capo di Gabinetto della Questura Dionisio Peluso e la dirigente dell’Ufficio Immigrazione Veronica Maffi hanno spiegato al Corriere di Novara la situazione.

L'intervento della Questura

«Siamo in contatto con gli uffici dell’amministrazione comunale per trovare delle soluzioni adeguate a evitare questi disagi. L’area interessata, dove sono fatte incolonnare le persone, è di proprietà comunale, risulta essere una strada, e quindi dobbiamo operare in sintonia con l'amministrazione perché tutto sia fatto secondo le regole. La situazione di fronteggiare code sempre più lunghe, è dovuta al fatto che ci troviamo ad affrontare, a livello numerico, una realtà sempre più cresciuta nel tempo. Una realtà che ci vede fornire 1000 documenti al mese e circa 120 permessi dati ogni giorno. La mole di lavoro negli ultimi anni è aumentata sensibilmente rispetto a quelli precedenti e le richieste stanno ancora crescendo».

Spiega il dottor Peluso: «Stiamo parlando col Comune per trovare delle soluzioni. Le code, dato il numero elevato di persone, non potranno essere eliminate totalmente perché la richiesta è sempre più in crescita, ma si può e si deve far sì che tutto avvenga nel miglior modo possibile. Teniamo presente che solo qualche anno fa abbiamo avuto picchi maggiori, con l'arrivo dei 15.000 cittadini ucraini. In quel momento l'emergenza era stata affrontata contemporaneamente ai normali flussi di richiesta di permessi. Gli uffici erano riusciti a smaltire l'emergenza dovuta allo scoppio della guerra in Ucraina e i normali arrivi di persone di altre nazionalità. Altro dato importante da segnalare è che ogni giorno, spesso, arrivano decine di persone senza nessun appuntamento e molte altre le cui pratiche quando sono prese in esame, risultano mancanti di numerosi elementi e questo rallenta il lavoro. In tanti poi hanno problemi con la lingua. inoltre ogni volta che in provincia le varie polizie locali o i Carabinieri fermano uno straniero irregolare, viene condotto all’ufficio immigrazione per le varie procedure. Per quanto riguarda le difficoltà inerenti al rientro in sede degli automezzi dei Vigili del Fuoco, abbiamo già parlato con il loro comando provinciale e stiamo cercando di riuscire a ridurre al minimo gli ingressi da quel cancello. Va detto che ogni volta che rientrano i Vigili del fuoco c’è un “moviere” a far sì che il passaggio sia fatto in sicurezza. Abbiamo sempre cercato di mettere le persone che devono far la fila in condizioni di sicurezza. Quest'estate, ad esempio, avevamo collocato dei gazebo contro il sole e, grazie anche l'intervento della Croce Rossa, avevamo fatto distribuzione di bottiglie d'acqua. Ora stiamo valutando assieme alla Polizia locale di trovare una soluzione per far sì che le code siano più ordinate. Siamo però realistici e ci rendiamo conto che difficilmente, dato il grande numero di persone che richiedono questo servizio, le code possano sparire».

La dottoressa Maffi poi riferisce che «negli ultimi due anni, da quando ho preso servizio in quest’ufficio, sono state 12.000 le richieste in più. Si tratta di un ufficio che lavora tanto e lo dimostrano anche i numeri degli ultimi tempi. Il personale è rimasto numericamente invariato, però il numero di prestazioni fornite è notevolmente aumentato».

I dati dell'attività dell'Ufficio Immigrazione

La dottoressa Maffi ha inoltre fornito alcuni dati numerici. L’attività dell’Ufficio Immigrazione nel 2023 è stata particolarmente intensa. Sono stati rilasciati complessivamente 12.569 permessi di soggiorno di varia natura e l’ufficio si è anche occupato di 823 pratiche, in costante aumento, concernenti la richiesta di cittadinanza.

Sono state, inoltre, trattate 1113 pratiche relative a protezione internazionale (con un dato in forte aumento rispetto al 2022 quando erano state 394), con 830 richiedenti collocati in strutture di accoglienza, 128 pratiche di status di rifugiato, 117 di protezione sussidiaria e 298 di protezione speciale. Un’altra attività fondamentale attuata dall’ufficio è stata quella riguardante le espulsioni e al contrasto dell’immigrazione clandestina, che ha visto l’emissione di 220 provvedimenti di espulsione (26 dei quali tramite accompagnamento ai Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e 14 tramite accompagnamento alla frontiera, con un aumento importante rispetto al 2022, quando i provvedimenti espulsivi erano 122) e 371 decreti di rigetto e revoca di permessi di soggiorno.

L’attività di controllo sulla documentazione prodotta in occasione delle istanze presentate da stranieri, ha, infine, consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria 70 persone in stato di libertà.

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