La morte di Umberto Bossi segna un momento cruciale per la politica italiana, in particolare per il Novarese, che ha rappresentato uno dei territori chiave per la crescita della Lega fin dai suoi inizi.
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Cota, Giordano e Bossi

La foto condivisa da Cota

Un giovane Marnati con il Senatùr

Gusmeroli con Bossi
Un legame speciale con il Novarese
Bossi, fondatore della Lega Nord e figura di spicco del dibattito politico degli ultimi decenni, ha costruito il proprio consenso partendo dai territori settentrionali, facendo dell’autonomia e dell’identità locale i cardini della sua attività politica. Nato nel 1941, ha ricoperto più volte il ruolo di parlamentare e ministro, diventando uno dei leader più noti della scena politica italiana.
Il legame con il Novarese è stato immediato e significativo. Qui, la Lega ha trovato un terreno fertile già negli anni Novanta, con l’elezione nel 1993 di Sergio Merusi, uno dei primi sindaci leghisti d’Italia, recentemente scomparso. Negli anni Duemila, il testimone è passato a Massimo Giordano, mentre oggi il Comune di Novara è guidato da Alessandro Canelli, al suo secondo mandato.
Il Novarese ha anche espresso figure di primo piano nel panorama leghista, come Roberto Cota, già presidente della Regione Piemonte. Bossi ha visitato il territorio in diverse occasioni, tra cui un incontro significativo nel 2009 al Teatro Coccia, dove, da ministro, ha discusso di federalismo e sviluppo locale.

I ricordi dei protagonisti
Il legame tra Bossi e il Novarese trascende la politica, affondando le radici in una storia condivisa di militanza e identità territoriale. In queste ore, numerosi messaggi di cordoglio e fotografie commemorative sono stati condivisi sui social dai rappresentanti del mondo politico locale.
«Buon viaggio capo… come te nessuno mai… ci mancherai… tvb» ha affermato Massimo Giordano.
«Ha cambiato la politica italiana – ha scritto il sindaco Canelli – portando al centro le istanze dei territori, l’autonomia e il rispetto per le comunità locali. Il suo insegnamento è una responsabilità: proseguire su quella strada. Ciao Umberto».
Roberto Cota ha condiviso un ricordo più semplice, accompagnato da una foto che lo ritrae con Bossi su un battello, con un cuore rosso.
Matteo Marnati, assessore regionale novarese, ha dichiarato: «Sono entrato in Lega da giovanissimo grazie a Umberto Bossi. È stato il più grande di tutti. Non sarà mai dimenticato. Grazie di tutto, Umberto». Ha allegato un’immagine che lo ritrae da giovane accanto al Senatùr.
Il sindaco di Arona e deputato Alberto Gusmeroli ha pubblicato un messaggio di addio, ricordando Bossi come una figura che ha segnato profondamente la sua vita e quella di molti altri. Racconta di averlo incontrato nel 1997, quando si è avvicinato alla politica grazie al progetto de La Padania. Rievoca la sua visita a Bossi nel 2009, quando gli comunicò la sua candidatura a sostenere Arona, sottolineando l’importanza di una squadra unita e motivata. Bossi lo incoraggiò con parole memorabili: «Guarda lontano, mettici ogni giorno il cuore e… dovrai crederci ardentemente».
Il sindaco di Arona evidenzia il lato umano e visionario di Bossi, descrivendolo come un idealista capace di coinvolgere i giovani nella politica, mostrando un autentico rapporto con il territorio. Secondo Gusmeroli, il suo insegnamento più importante è credere sempre e metterci il cuore, senza perdere mai di vista l’orizzonte. Conclude il suo ricordo ringraziando Bossi per l’eredità lasciata: «Non sarà solo memoria o ricordi… è una strada da continuare a percorrere».