2014: un anno di cronaca a Novara e in provincia

2014: un anno di cronaca a Novara e in provincia
06 Gennaio 2015 ore 08:49

NOVARA – Un anno, il 2014 appena terminato, ricco di eventi e novità per Novara e il Novarese e che ha visto anche molti gravi fatti di cronaca, a partire dal cadavere della donna di Borgomanero ritrovato, nel pomeriggio del 23 gennaio, nel freezer della figlia, sino all’omicidio, il 13 settembre, a Oleggio, di Maria Rosa Milani, 82 anni, uccisa nella sua cascina di via Castelnovate, frazione di Oleggio.

Dodici mesi in cui il maltempo ha colpito, con seri danni, tanto in estate quanto in autunno. I danni maggiori, in gran parte del Novarese, nelle prime due settimane di novembre, con un vero e proprio allarme in tutta la provincia, con frane nel Cusio, tra le altre ad Alzo di Pella, e strade distrutte dalle forti piogge (lungo la Cremosina e in altre zone del territorio provinciale).

Un anno di lutti, che ha visto anche la scomparsa del presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, Francesco Del Boca. Altra scomparsa importante, nel mondo della cultura, quella del giornalista e scrittore Franco Terzera.

Nei cieli delle Marche, poi, in agosto, la tragica scomparsa di una novarese, il capitano di Oleggio, Mariangela Valentini. Uno scontro tra tornado, una tragedia che ha colpito l’aeronautica militare e che ha visto altre tre vittime.

Nel 2014 anche la trasformazione della Provincia, che, con la ‘Riforma Del Rio’, è diventata Ente di secondo livello, eletto non più dai cittadini. Nuovo presidente, dallo scorso 12 ottobre, e solo candidato in lizza, è Matteo Besozzi, sindaco di Castelletto Ticino, espressione del Partito democratico. La Regione Piemonte è andata a elezioni un anno in anticipo rispetto alla scadenza naturale e ha visto eletto come nuovo governatore Sergio Chiamparino del centrosinistra.

Eventi che ripercorriamo qui, mese dopo mese, scegliendo le vicende di cronaca di maggior rilievo.

Gennaio. L’anno si apre con la tradizionale Marcia della Pace di S. Egidio da piazza Cavour a piazza Duomo, cui prendono parte circa 300 persone.

Qualche giorno dopo un’operazione della Polizia di Stato di Novara consente di sgominare una banda di sudamericani che, da oltre un anno e mezzo, si era resa protagonista di una lunga serie di furti ai danni di banche in diverse località italiane e straniere. Sempre lo stesso il ‘modus operandi’. I malviventi, ciascuno con un proprio ruolo all’interno della banda, una volta all’interno dell’istituto di credito preso di mira, creavano confusione, distraendo il personale e i clienti presenti. Fuggivano poi con il denaro raccolto in men che non si dica. A ‘tradire’ la gang, alla cui guida ci sarebbe stata una donna venezuelana, il primo colpo, effettuato proprio a Novara nel giugno del 2012, alla Monte dei Paschi di Siena di corso della Vittoria, di fronte a piazza Cavour.

Sempre a gennaio Silvia Elena Passoni, dirigente della Squadra Mobile di Novara, lascia l’incarico ricoperto in città da diversi anni per trasferirsi, con analogo incarico, a Torino. Viene sostituita dalla dottoressa Sabrina Galli.  

Gennaio è anche il mese in cui vengono catturati i componenti di una banda di malviventi che aveva creato grande panico in città, in particolare tra le novaresi, soprattutto nel periodo legato agli ultimi giorni del 2013. Avevano colpito in una zona compresa tra il centro città e la zona del Sacro Cuore con modi particolarmente violenti. Una delle donne prese di mira e derubate ha rimediato gravi ferite ed è stata ricoverata in ospedale. A fine gennaio, grazie a una brillante operazione della Squadra Mobile di Novara, illustrata in Procura, sono stati catturati. Lo ‘smilzo incappucciato’, come fu ribattezzato dalle vittime uno della banda, e gli altri quattro componenti della gang, tutti rumeni. I cinque saranno a processo il prossimo 27 gennaio.

Per la festa patronale di San Gaudenzio arriva l’annuncio dei nuovi Novaresi dell’Anno. Per il 2014 sono Benedetta Demartis, fondatrice e presidente dell’Angsa, Associazione genitori soggetti autistici di Novara, Paolo Cirri, ricercatore storico e l’imprenditore Fabio Leonardi.

Sempre a gennaio la vicenda di Paola Puricelli, il cui corpo senza vita viene ritrovato casualmente nel congelatore della casa della figlia a Borgomanero. La figlia, Tiziana De Vecchi, aveva chiamato il 118 a causa di una rovinosa caduta. I sanitari l’hanno soccorsa, facendo poi la scoperta del cadavere all’interno del freezer.

A fine gennaio emergono anche i primi casi di stabili che restano senza riscaldamento. Il primo in via Tilde Del Ponte, a Sant’Agabio. Il contatore del gas viene, infatti, piombato in seguito al mancato pagamento di bollette per circa 38mila euro. Una situazione che, nelle settimane e nei mesi successivi, si riscontrerà anche in altri condomini di Novara, non risparmiando alcun quartiere. Un caso che porterà gradualmente anche a sviluppi giudiziari e al coinvolgimento di un amministratore di condomini, il geometra Stefano Albertaro.

Febbraio. Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scompare a 78 anni Maurizio Pagani. Un lutto che colpisce il mondo politico novarese e nazionale. Già sindaco e assessore di Novara e presidente della Provincia, parlamentare e ministro. Le sue ceneri sono collocate nel Famedio del locale cimitero.

Per la cronaca nera si conclude nella notte di domenica 9 la fuga di Domenico Cutrì. L’uomo, 32 anni, condannato in secondo grado all’ergastolo (è in attesa del verdetto definitivo da parte della Cassazione) per l’omicidio del giovane polacco Lukasz Kobrzeniecki, delitto avvenuto a Trecate il 16 giugno del 2006, era riuscito a evadere con un vero e proprio blitz messo in atto nei confronti della Polizia penitenziaria davanti al Tribunale di Gallarate (Varese) il 3 febbraio. Un’azione che è costata la vita al fratello di Cutrì, Antonino. Il 32enne viene trovato e arrestato nel covo che aveva allestito a Inveruno, nel Milanese.

Marzo. E’ il mese in cui arrivano a Novara i primi migranti. Sono 38 e vengono ospitati da due strutture alberghiere della città. Come in tutti i successivi arrivi sono accolti da una task force allestita dalla Prefettura e composta da Forze dell’Ordine, Caritas e Croce rossa. Un arrivo, come i successivi, che a Novara ha suscitato critiche e qualche protesta.

Il 9 marzo, in un grave incidente stradale lungo la provinciale 211 della Lomellina, tra Olengo e Garbagna, perde la vita il 21enne Ambrogio Invernizzi, di Vespolate. Il giovane era molto conosciuto nella Bassa e in tutto il Novarese per la sua attività di musicista. A Novara era stato animatore alla parrocchia della Madonna Pellegrina.

Aprile. Il mese si apre con una novità nella vicenda giudiziaria legata al delitto di Lukasz Kobrzeniecki. I giudici della Cassazione, infatti, ‘annullano’ l’ergastolo e ordinano un nuovo processo. Potrebbe aver inciso sulla decisione la confessione di Cutrì (che, al carcere di Opera, interrogato dopo l’evasione di febbraio, si sarebbe autoaccusato del delitto, fornendo una motivazione diversa dell’aggressione al giovane polacco. Gli inquirenti hanno sempre reputato Cutrì il presunto mandante e un novarese, Manuel Martelli, il presunto esecutore del delitto, ndr).

La Procura di Novara, sempre ad aprile, chiude le indagini nei confronti dei 21 indagati nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano.

Nel mese di aprile un bimbo di tre anni, Francesco, muore dopo alcuni giorni di ricovero al Regina Margherita di Torino, dove era stato trasferito per le conseguenze derivanti dal soffocamento provocato da una caramella.

Altro capitolo per una storia che, negli anni scorsi, ha sconvolto il Novarese. Nella vicenda giudiziaria di Luca Sainaghi, ex carabiniere, reo confesso dell’omicidio di Simona Melchionda, la Cassazione non conferma l’ergastolo e ordina un nuovo processo per stabilire la quantificazione della pena.

All’alba del 26 aprile, poco dopo le 5, grande paura in corso Milano 15, dove un incendio ha interessato il sottotetto di uno stabile. Sono state evacuate una trentina di famiglie, così da agevolare l’intervento dei Vigili del fuoco, rimasti sul posto sino al tardo pomeriggio.

Maggio. Un ‘business di rifiuti’ l’8 maggio porta all’arresto del segretario generale della Provincia di Novara, Antonino Princiotta. I fatti riguarderebbero il periodo in cui Princiotta lavorava al settore Ambiente dell’Ente provinciale.

A maggio anche il primo rilievo giudiziario per la vicenda dei palazzi rimasti senza riscaldamento. Nella sua nuova residenza di Morgex, in Valle d’Aosta, infatti, viene arrestato il geometra Stefano Albertaro. Le accuse che gli si muovono dalla Procura sono di furto aggravato, appropriazione indebita aggravata e continuata, falso e truffa.

Giugno. Ancora Borgomanero al centro della cronaca. Tragedia famigliare nella frazione Santa Croce, dove un 55enne, Maurizio Candiani, uccide la moglie, Susanna Mo, 60 anni, colpendola alla testa con un vaso. Si toglie poi la vita al Mottarone.

L’11 giugno, nel tardo pomeriggio, diventano definitive le condanne per il delitto di Ettore Marcoli.

La Corte di Cassazione respinge tutti i ricorsi presentati da accusa e difesa per tre dei soggetti coinvolti nella vicenda che il 20 gennaio 2010, a Romentino, vide l’uccisione del giovane imprenditore. Ossia per Andrea Mattiolo, considerato l’autista del gruppo che si recò alla cava dell’imprenditore (condanna definitiva a 16 anni e 8 mesi, maturata in Appello), Vincenzo Fagone (18 anni, anche per lui in Appello: in primo grado aveva rimediato l’ergastolo così come Mattiolo) reputato dagli inquirenti il palo e Tancredi Brezzi, reputato l’armiere del gruppo (10 anni e 6 mesi, anche lui in Appello).

Luglio. Esattamente a un mese dalle altre condanne diventa definitiva anche la condanna di Francesco Gurgone, 26 anni, reputato dagli inquirenti il mandante del delitto di Ettore Marcoli. Per lui confermato l’ergastolo. Già definitiva da tempo la condanna al killer reo confesso, Giuseppe ‘Pino’ Lauretta, condannato a 18 anni in primo grado a Novara, in abbreviato.

Un’estate che continua a fare le bizze. Dopo i problemi che si sono registrati a Cerano a fine giugno, il maltempo continua a colpire anche a luglio, in un’estate che sembra non voler proprio partire. Disagi in particolare nell’alta provincia di Novara, come anche nell’Ovest Ticino.

A luglio, con l’operazione “Caro Nipote” dei carabinieri di Genova (coordinati dalla Procura novarese), Novara risulta essere la centrale operativa, in Italia, di un’estesa organizzazione criminale di rom di origine polacca, dedita alle truffe di persone anziane e sole. La testa dell’organizzazione era in Polonia, ma la base concreta e operativa, per l’area italiana, era Novara, in particolare alcuni rom residenti al campo di Agognate e nella casa posta tra corso Trieste e strada Due Ponti. Il Gip del Tribunale di Novara, Giulia Pravon, ha firmato 32 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe e furti in danno di persone anziane con l’aggravante della transnazionalità. Complessivamente, gli indagati sono stati 71.

Agosto. Ancora maltempo nei primi giorni del mese, con danni tra Borgomanerese e Aronese.

Il mese vede anche ore di ansia per le sorti del capitano dell’Aeronautica militare, Mariangela Valentini, giovane oleggese, coinvolta in uno scontro tra tornado avvenuto nei cieli sopra Ascoli Piceno. Il suo corpo verrà ritrovato dopo alcuni giorni dall’accaduto. Con lei hanno perso la vita altri tre militari. L’incidente in occasione di una missione addestrativa.

A inizio agosto le Fiamme Gialle della Compagnia di Novara hanno individuato i protagonisti di una frode fiscale, commessa, come ricostruito dagli inquirenti, mediante l’emissione, da parte di 2 società edili, e l’uso, da parte di un’azienda operante nell’impiantistica, di documenti fiscali inerenti prestazioni lavorative mai avvenute. L’attività ispettiva condotta ha permesso di scoprire che 200mila euro di imposta sul valore aggiunto sarebbero stati sottratti al fisco, mentre ammonterebbero a 600mila euro i ricavi occultati all’imposizione sui redditi. 500mila euro, invece, l’ammontare dei costi indebitamente dedotti.

Settembre. Un grave lutto colpisce il Novarese e il mondo dell’economia. Si spegne a causa di una malattia il presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, Francesco Del Boca 62 anni. Negli ultimi giorni dell’anno l’Ente camerale novarese ha eletto la nuova guida. Si tratta del presidente di Cim spa, Maurizio Comoli. A sostituire Del Boca in Confartigianato, invece, Michele Giovanardi, 48 anni.

Il primo giorno del mese si apre con un incidente mortale sul lavoro a Borgomanero. Vittima, in un’azienda di via Resega, un 27enne residente a Divignano.

Una rapina si registra il 9 settembre al negozio di vendita al dettaglio di formaggi “Cusio Formaggi” a Pettenasco. Bottino per i malviventi (in azione due uomini sembrerebbe italiani), 5.500 euro. I rapinatori hanno fatto ingresso nel locale entrando da una porta posta sul retro. Presenti nel negozio, molto conosciuto nel comune cusiano, la famiglia del titolare, in particolare i genitori.

In mezzo a tanta cronaca anche una storia positiva, sempre bella da raccontare. E’ quella che avviene il 12 settembre in centro a Novara, quando, intorno alle 10,30, una mamma egiziana, in attesa del proprio terzo bebè, si è ritrovata a dare alla luce il piccolo, un bellissimo maschietto, in strada, in pieno centro. L’episodio è successo in corso Mazzini, all’altezza dell’Ottica Volta, accanto quindi alla centralissima piazza Gramsci. La donna, che pare si stesse proprio recando in ospedale (aveva con sé un borsone, ad accompagnarla il compagno e i due figli), si è improvvisamente fermata all’altezza dell’ottica, iniziando a far capire cosa stesse accadendo. Aveva le doglie e ha iniziato a divaricare le gambe. Tutti han capito cosa stesse succedendo e sono giunti per cercare d’aiutarla. Sono usciti i negozianti e si sono fermati tutti, anche i passanti. Tra i primi a soccorrere la giovane, nel frattempo era stata chiamata un’ambulanza (ma il piccolo aveva fretta d’uscire), la titolare dell’ottica, che, come raccontato da una testimone, “si è ritrovata con il bimbo tra le mani. Qualcosa di bello e molto emozionante. Con l’arrivo dell’ambulanza, la mamma e il bimbo sono stati poi portati in ospedale”. Con lei anche altre persone che hanno cercato di fornire i primi aiuti alla famiglia e un carabiniere, che poi si è recato in ospedale, a trovare il piccolo.

A Oleggio, il 13 settembre, un’anziana, Maria Rosa Milani, è stata ritrovata priva di vita e in una pozza di sangue nella sua abitazione. Tutto è successo nella frazione di Loreto. La casa dell’anziana si trova in fondo a una strada sterrata, in una posizione abbastanza isolata. A fare la tragica scoperta sono stati alcuni famigliari della donna, che si recavano a trovarla con periodicità, per verificare come stesse o se avesse bisogno di qualcosa. Si tratta di un omicidio. A indagare sull’episodio, i carabinieri.

Il 16 settembre si chiude, in Tribunale a Novara, il processo relativo al ‘caso multe’ di San Pietro Mosezzo, vicenda nella quale l’accusa ipotizzava che alcune sanzioni, per amici o conoscenti, fossero state cancellate. Tutti e tre gli imputati sono stati assolti per prescrizione del reato. Alla sbarra per abuso d’ufficio e falso, difesi dagli avvocati Giovanni Porzio e Giuseppe Melone, l’ex comandante dei vigili, Leonardo Borghesani, in servizio a Novara e all’epoca dei fatti (tra il 2006 e il 2007) distaccato per alcune ore la settimana anche a San Pietro, il vicesindaco Tommaso Difonzo e l’assessore all’Urbanistica, Pierantonio Mercalli, ancora in carica. Tutti e tre si sono sempre professati innocenti. «Non è mai stato favorito nessuno. C’era un sistema di rilevazione dei transiti con il rosso molto articolato (il sistema T-Red, ndr), che ha dato qualche problema nel funzionamento, ma che ha comunque portato a una maggiore sicurezza stradale in paese». Lo stesso avvocato Porzio lo aveva evidenziato in un’altra udienza. «Il carico di lavoro di un impianto di questo tipo era notevole. Può essere che non sia stato, magari, gestito tutto in maniera perfetta, vista la complessità del sistema, ma da qui a dire che sono stati compiuti dei reati ce ne vuole».

Ottobre. Incidente mortale il 2 ottobre sulla strada provinciale 211 della Lomellina. Vittima Fabio Gallesi, 27 anni di Vespolate. Il sinistro è avvenuto poco dopo le 7,30 all’altezza di Olengo, nei pressi della Brambati. In questo punto si è registrato l’impatto frontale tra l’Audi del 27enne e un camion. Gallesi, che aveva studiato al Conservatorio Cantelli, era un esecutore e compositore musicale molto conosciuto. Proprio domenica 12 ottobre avrebbe dovuto presentare un suo libro, cui teneva particolarmente, un volume con la prefazione a cura di uno dei principali autori di Fabrizio e Cristiano De Andrè. La presentazione si sarebbe dovuta svolgere nella chiesa di San Giovanni nell’ambito di alcune iniziative del Fai.

Lutto per la cultura novarese a ottobre. Scompare Franco Terzera, giornalista novarese molto conosciuto e apprezzato. Da molto tempo curava una sua rubrica dedicata ai libri in onda su VideoNovara, programma particolarmente seguito. Non solo. Era spesso protagonista, tanto come moderatore quanto come relatore, di importanti convegni e serate dedicati alla cultura, alla lettura e alle tradizioni locali. Un uomo gentile e sempre disponibile, lo ricordano in molti. Il giornalista, 76 anni, è deceduto sabato pomeriggio 4 ottobre, in ospedale, dove era ricoverato da qualche tempo.

Il mese si chiude con la condanna confermata, in Appello a Torino, per Manuel Martelli, trecatese di 38 anni, accusato di concorso nell’agguato in strada che, il 16 giugno 2006 a Trecate, determinò la morte di Lukacs Kobrzeniecki, 22 anni, magazziniere di origine polacca, che lavorava in Lombardia. Dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici torinesi hanno confermato la condanna già espressa in primo grado a Novara, in abbreviato, ossia 16 anni e 4 mesi di carcere.

Novembre. Il mese si apre con le polemiche, in occasione della festa di Ognissanti, della chiusura di alcuni settori del locale cimitero. Completamente chiuso, infatti, l’accesso ai loculi del quinto recinto. Un’analoga situazione i visitatori hanno riscontrato anche al secondo recinto. Due chiusure dovute ad alcuni problemi che si sono segnalati nelle due aree.

A novembre torna a farsi ‘sentire’ il maltempo, con due settimane di vere e proprie criticità un po’ ovunque. Strade danneggiate in tutto il Novarese, frane ad Alzo di Pella e non solo e il lago Maggiore e il lago d’Orta usciti in più punti. Impegnata in aiuto alle popolazioni una vera e propria task force di volontari e di rappresentanti della Protezione civile e delle Forze dell’Ordine.

Il 7 novembre la polizia sorprende un indiano di 34 anni mentre impugna una mannaia nella sua abitazione. E’ stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, minaccia aggravata dall’uso dell’arma e violenza privata.

Il 20 novembre i carabinieri di Novara e le Fiamme Gialle di Torino hanno eseguito un  provvedimento  di  sequestro  e  di  confisca  beni, emesso a carico di un soggetto già conosciuto dalle Forze dell’Ordine, originario della Calabria e residente nel Novarese. Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Novara, unitamente al G.I.C.O. della Guardia di Finanza di  Torino, ha  dato così esecuzione a un provvedimento di confisca di beni, emesso, ai sensi della normativa antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Novara (presidente Fabrizia Pironti di Campagna), nei confronti di M.C., 59enne originario di Vibo Valentia, ma da tempo residente in provincia di Novara, imprenditore nel settore degli autotrasporti. “Il destinatario del provvedimento – spiegava un comunicato stampa delle Forze dell’Ordine – attualmente domiciliato a Meina, ha recentemente terminato di scontare un periodo di detenzione domiciliare per una condanna a 6 anni di reclusione, poi ridotti a 3 anni e 10 mesi, per traffico di stupefacenti. La confisca ha riguardato, oltre a diversi immobili siti a Gozzano e a Trecate, la totalità delle quote sociali e dei beni aziendali di due società, una operante nel settore degli autotrasporti e l’altra nel settore immobiliare, aventi sede a Trecate, e cinque conti correnti, per un valore complessivo stimato in oltre un milione di euro”.

Dicembre. Il mese si apre con una rapina ai danni di un’anziana, derubata della pensione appena prelevata, alla Bicocca. Un anno, il 2014, in cui numerose sono state le truffe e i furti e le rapine con vittime persone anziane, sole o in difficoltà. A rapinarla, un uomo e una donna, a bordo di un’autovettura.

Il 5 la Polizia rende nota una storia risalente all’agosto precedente. “Volevo una vecchiaia tranquilla e non volevo essere trattata così… Sono tormentata dal fatto che ho ricevuto del male da mia figlia. Ho un peso sul cuore che non passerà mai”. Sono le parole di un’anziana donna, classe 1926, residente nel Milanese, spiega la Polizia. La pensionata, come riferisce la Squadra Mobile, sarebbe risultata vittima di maltrattamenti da parte della figlia, di 59 anni, e della nipote, di 32. Una storia iniziata nell’agosto del 2014, quando l’anziana viene trasportata al Pronto Soccorso di Novara e qui riferisce di essere fuggita dalla casa della figlia, residente in città, perché, stando alle sue parole, subiva maltrattamenti.

A metà del mese gli inquirenti arrestano Salvatore Stentardo, che reputano l’uomo che ha ucciso, a settembre, Maria Rosa Milani a Oleggio. L’uomo, 58 anni, originario di Asti, avrebbe confessato la rapina e il delitto. E’ stato arrestato a Bologna, mentre era ancora a letto. Si tratta dell’uomo che era evaso un paio di giorni prima del delitto e sul quale subito si sono poste le attenzioni degli inquirenti (i carabinieri).

 

L’anno si chiude con l’operazione della Polizia di Stato ‘Bloodsucker’ ossia ‘Sanguisuga”. Un’articolata e complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile di Novara, in sinergia con le Squadre Mobili di Torino, Milano, Brescia, Biella e Vercelli e il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, tutte coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Un’indagine che ha sgominato un presunto giro di usura, che partiva da personaggi residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Lazio, nel Veneto, in Lombardia e in altre province del Piemonte. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in Procura a Novara. L’operazione ha portato all’esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare e arresti domiciliari in provincia di Novara e nel resto d’Italia. Duro il colpo inferto alla criminalità locale con soggetti accusati, a vario titolo, di usura, estorsione aggravata e riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria. Destinatari della custodia cautelare in carcere sono stati Giuseppe Di Giovanni, detto “Pino”, nato in Sicilia nel 1962, ma residente nel Novarese, reputato dagli inquirenti come il presunto ‘capo’, il fratello Francesco Di Giovanni, classe 1961, residente in provincia di Novara ma domiciliato a Vercelli, Ignazio Di Giovanni, classe 1983, residente nel Novarese e figlio di ‘Pino’ e Massimiliano Alia, nato a Biella nel 1977, residente a Reggio Calabria e domiciliato nel Biellese (stretto collaboratore, per gli inquirenti, dei Di Giovanni). Ai domiciliari, infine, sono finiti Sergio Agostinelli, classe 1950 e Angelo Migliavacca, residente in provincia di Milano, classe 1949 (reputati dagli inquirenti presunti esperti del riciclaggio del denaro) e Francesco Pirrello, classe 1949, residente a Brescia e considerato dagli inquirenti un altro aiutante del gruppo.

Monica Curino

 

NOVARA – Un anno, il 2014 appena terminato, ricco di eventi e novità per Novara e il Novarese e che ha visto anche molti gravi fatti di cronaca, a partire dal cadavere della donna di Borgomanero ritrovato, nel pomeriggio del 23 gennaio, nel freezer della figlia, sino all’omicidio, il 13 settembre, a Oleggio, di Maria Rosa Milani, 82 anni, uccisa nella sua cascina di via Castelnovate, frazione di Oleggio.

Dodici mesi in cui il maltempo ha colpito, con seri danni, tanto in estate quanto in autunno. I danni maggiori, in gran parte del Novarese, nelle prime due settimane di novembre, con un vero e proprio allarme in tutta la provincia, con frane nel Cusio, tra le altre ad Alzo di Pella, e strade distrutte dalle forti piogge (lungo la Cremosina e in altre zone del territorio provinciale).

Un anno di lutti, che ha visto anche la scomparsa del presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, Francesco Del Boca. Altra scomparsa importante, nel mondo della cultura, quella del giornalista e scrittore Franco Terzera.

Nei cieli delle Marche, poi, in agosto, la tragica scomparsa di una novarese, il capitano di Oleggio, Mariangela Valentini. Uno scontro tra tornado, una tragedia che ha colpito l’aeronautica militare e che ha visto altre tre vittime.

Nel 2014 anche la trasformazione della Provincia, che, con la ‘Riforma Del Rio’, è diventata Ente di secondo livello, eletto non più dai cittadini. Nuovo presidente, dallo scorso 12 ottobre, e solo candidato in lizza, è Matteo Besozzi, sindaco di Castelletto Ticino, espressione del Partito democratico. La Regione Piemonte è andata a elezioni un anno in anticipo rispetto alla scadenza naturale e ha visto eletto come nuovo governatore Sergio Chiamparino del centrosinistra.

Eventi che ripercorriamo qui, mese dopo mese, scegliendo le vicende di cronaca di maggior rilievo.

Gennaio. L’anno si apre con la tradizionale Marcia della Pace di S. Egidio da piazza Cavour a piazza Duomo, cui prendono parte circa 300 persone.

Qualche giorno dopo un’operazione della Polizia di Stato di Novara consente di sgominare una banda di sudamericani che, da oltre un anno e mezzo, si era resa protagonista di una lunga serie di furti ai danni di banche in diverse località italiane e straniere. Sempre lo stesso il ‘modus operandi’. I malviventi, ciascuno con un proprio ruolo all’interno della banda, una volta all’interno dell’istituto di credito preso di mira, creavano confusione, distraendo il personale e i clienti presenti. Fuggivano poi con il denaro raccolto in men che non si dica. A ‘tradire’ la gang, alla cui guida ci sarebbe stata una donna venezuelana, il primo colpo, effettuato proprio a Novara nel giugno del 2012, alla Monte dei Paschi di Siena di corso della Vittoria, di fronte a piazza Cavour.

Sempre a gennaio Silvia Elena Passoni, dirigente della Squadra Mobile di Novara, lascia l’incarico ricoperto in città da diversi anni per trasferirsi, con analogo incarico, a Torino. Viene sostituita dalla dottoressa Sabrina Galli.  

Gennaio è anche il mese in cui vengono catturati i componenti di una banda di malviventi che aveva creato grande panico in città, in particolare tra le novaresi, soprattutto nel periodo legato agli ultimi giorni del 2013. Avevano colpito in una zona compresa tra il centro città e la zona del Sacro Cuore con modi particolarmente violenti. Una delle donne prese di mira e derubate ha rimediato gravi ferite ed è stata ricoverata in ospedale. A fine gennaio, grazie a una brillante operazione della Squadra Mobile di Novara, illustrata in Procura, sono stati catturati. Lo ‘smilzo incappucciato’, come fu ribattezzato dalle vittime uno della banda, e gli altri quattro componenti della gang, tutti rumeni. I cinque saranno a processo il prossimo 27 gennaio.

Per la festa patronale di San Gaudenzio arriva l’annuncio dei nuovi Novaresi dell’Anno. Per il 2014 sono Benedetta Demartis, fondatrice e presidente dell’Angsa, Associazione genitori soggetti autistici di Novara, Paolo Cirri, ricercatore storico e l’imprenditore Fabio Leonardi.

Sempre a gennaio la vicenda di Paola Puricelli, il cui corpo senza vita viene ritrovato casualmente nel congelatore della casa della figlia a Borgomanero. La figlia, Tiziana De Vecchi, aveva chiamato il 118 a causa di una rovinosa caduta. I sanitari l’hanno soccorsa, facendo poi la scoperta del cadavere all’interno del freezer.

A fine gennaio emergono anche i primi casi di stabili che restano senza riscaldamento. Il primo in via Tilde Del Ponte, a Sant’Agabio. Il contatore del gas viene, infatti, piombato in seguito al mancato pagamento di bollette per circa 38mila euro. Una situazione che, nelle settimane e nei mesi successivi, si riscontrerà anche in altri condomini di Novara, non risparmiando alcun quartiere. Un caso che porterà gradualmente anche a sviluppi giudiziari e al coinvolgimento di un amministratore di condomini, il geometra Stefano Albertaro.

Febbraio. Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scompare a 78 anni Maurizio Pagani. Un lutto che colpisce il mondo politico novarese e nazionale. Già sindaco e assessore di Novara e presidente della Provincia, parlamentare e ministro. Le sue ceneri sono collocate nel Famedio del locale cimitero.

Per la cronaca nera si conclude nella notte di domenica 9 la fuga di Domenico Cutrì. L’uomo, 32 anni, condannato in secondo grado all’ergastolo (è in attesa del verdetto definitivo da parte della Cassazione) per l’omicidio del giovane polacco Lukasz Kobrzeniecki, delitto avvenuto a Trecate il 16 giugno del 2006, era riuscito a evadere con un vero e proprio blitz messo in atto nei confronti della Polizia penitenziaria davanti al Tribunale di Gallarate (Varese) il 3 febbraio. Un’azione che è costata la vita al fratello di Cutrì, Antonino. Il 32enne viene trovato e arrestato nel covo che aveva allestito a Inveruno, nel Milanese.

Marzo. E’ il mese in cui arrivano a Novara i primi migranti. Sono 38 e vengono ospitati da due strutture alberghiere della città. Come in tutti i successivi arrivi sono accolti da una task force allestita dalla Prefettura e composta da Forze dell’Ordine, Caritas e Croce rossa. Un arrivo, come i successivi, che a Novara ha suscitato critiche e qualche protesta.

Il 9 marzo, in un grave incidente stradale lungo la provinciale 211 della Lomellina, tra Olengo e Garbagna, perde la vita il 21enne Ambrogio Invernizzi, di Vespolate. Il giovane era molto conosciuto nella Bassa e in tutto il Novarese per la sua attività di musicista. A Novara era stato animatore alla parrocchia della Madonna Pellegrina.

Aprile. Il mese si apre con una novità nella vicenda giudiziaria legata al delitto di Lukasz Kobrzeniecki. I giudici della Cassazione, infatti, ‘annullano’ l’ergastolo e ordinano un nuovo processo. Potrebbe aver inciso sulla decisione la confessione di Cutrì (che, al carcere di Opera, interrogato dopo l’evasione di febbraio, si sarebbe autoaccusato del delitto, fornendo una motivazione diversa dell’aggressione al giovane polacco. Gli inquirenti hanno sempre reputato Cutrì il presunto mandante e un novarese, Manuel Martelli, il presunto esecutore del delitto, ndr).

La Procura di Novara, sempre ad aprile, chiude le indagini nei confronti dei 21 indagati nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano.

Nel mese di aprile un bimbo di tre anni, Francesco, muore dopo alcuni giorni di ricovero al Regina Margherita di Torino, dove era stato trasferito per le conseguenze derivanti dal soffocamento provocato da una caramella.

Altro capitolo per una storia che, negli anni scorsi, ha sconvolto il Novarese. Nella vicenda giudiziaria di Luca Sainaghi, ex carabiniere, reo confesso dell’omicidio di Simona Melchionda, la Cassazione non conferma l’ergastolo e ordina un nuovo processo per stabilire la quantificazione della pena.

All’alba del 26 aprile, poco dopo le 5, grande paura in corso Milano 15, dove un incendio ha interessato il sottotetto di uno stabile. Sono state evacuate una trentina di famiglie, così da agevolare l’intervento dei Vigili del fuoco, rimasti sul posto sino al tardo pomeriggio.

Maggio. Un ‘business di rifiuti’ l’8 maggio porta all’arresto del segretario generale della Provincia di Novara, Antonino Princiotta. I fatti riguarderebbero il periodo in cui Princiotta lavorava al settore Ambiente dell’Ente provinciale.

A maggio anche il primo rilievo giudiziario per la vicenda dei palazzi rimasti senza riscaldamento. Nella sua nuova residenza di Morgex, in Valle d’Aosta, infatti, viene arrestato il geometra Stefano Albertaro. Le accuse che gli si muovono dalla Procura sono di furto aggravato, appropriazione indebita aggravata e continuata, falso e truffa.

Giugno. Ancora Borgomanero al centro della cronaca. Tragedia famigliare nella frazione Santa Croce, dove un 55enne, Maurizio Candiani, uccide la moglie, Susanna Mo, 60 anni, colpendola alla testa con un vaso. Si toglie poi la vita al Mottarone.

L’11 giugno, nel tardo pomeriggio, diventano definitive le condanne per il delitto di Ettore Marcoli.

La Corte di Cassazione respinge tutti i ricorsi presentati da accusa e difesa per tre dei soggetti coinvolti nella vicenda che il 20 gennaio 2010, a Romentino, vide l’uccisione del giovane imprenditore. Ossia per Andrea Mattiolo, considerato l’autista del gruppo che si recò alla cava dell’imprenditore (condanna definitiva a 16 anni e 8 mesi, maturata in Appello), Vincenzo Fagone (18 anni, anche per lui in Appello: in primo grado aveva rimediato l’ergastolo così come Mattiolo) reputato dagli inquirenti il palo e Tancredi Brezzi, reputato l’armiere del gruppo (10 anni e 6 mesi, anche lui in Appello).

Luglio. Esattamente a un mese dalle altre condanne diventa definitiva anche la condanna di Francesco Gurgone, 26 anni, reputato dagli inquirenti il mandante del delitto di Ettore Marcoli. Per lui confermato l’ergastolo. Già definitiva da tempo la condanna al killer reo confesso, Giuseppe ‘Pino’ Lauretta, condannato a 18 anni in primo grado a Novara, in abbreviato.

Un’estate che continua a fare le bizze. Dopo i problemi che si sono registrati a Cerano a fine giugno, il maltempo continua a colpire anche a luglio, in un’estate che sembra non voler proprio partire. Disagi in particolare nell’alta provincia di Novara, come anche nell’Ovest Ticino.

A luglio, con l’operazione “Caro Nipote” dei carabinieri di Genova (coordinati dalla Procura novarese), Novara risulta essere la centrale operativa, in Italia, di un’estesa organizzazione criminale di rom di origine polacca, dedita alle truffe di persone anziane e sole. La testa dell’organizzazione era in Polonia, ma la base concreta e operativa, per l’area italiana, era Novara, in particolare alcuni rom residenti al campo di Agognate e nella casa posta tra corso Trieste e strada Due Ponti. Il Gip del Tribunale di Novara, Giulia Pravon, ha firmato 32 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe e furti in danno di persone anziane con l’aggravante della transnazionalità. Complessivamente, gli indagati sono stati 71.

Agosto. Ancora maltempo nei primi giorni del mese, con danni tra Borgomanerese e Aronese.

Il mese vede anche ore di ansia per le sorti del capitano dell’Aeronautica militare, Mariangela Valentini, giovane oleggese, coinvolta in uno scontro tra tornado avvenuto nei cieli sopra Ascoli Piceno. Il suo corpo verrà ritrovato dopo alcuni giorni dall’accaduto. Con lei hanno perso la vita altri tre militari. L’incidente in occasione di una missione addestrativa.

A inizio agosto le Fiamme Gialle della Compagnia di Novara hanno individuato i protagonisti di una frode fiscale, commessa, come ricostruito dagli inquirenti, mediante l’emissione, da parte di 2 società edili, e l’uso, da parte di un’azienda operante nell’impiantistica, di documenti fiscali inerenti prestazioni lavorative mai avvenute. L’attività ispettiva condotta ha permesso di scoprire che 200mila euro di imposta sul valore aggiunto sarebbero stati sottratti al fisco, mentre ammonterebbero a 600mila euro i ricavi occultati all’imposizione sui redditi. 500mila euro, invece, l’ammontare dei costi indebitamente dedotti.

Settembre. Un grave lutto colpisce il Novarese e il mondo dell’economia. Si spegne a causa di una malattia il presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, Francesco Del Boca 62 anni. Negli ultimi giorni dell’anno l’Ente camerale novarese ha eletto la nuova guida. Si tratta del presidente di Cim spa, Maurizio Comoli. A sostituire Del Boca in Confartigianato, invece, Michele Giovanardi, 48 anni.

Il primo giorno del mese si apre con un incidente mortale sul lavoro a Borgomanero. Vittima, in un’azienda di via Resega, un 27enne residente a Divignano.

Una rapina si registra il 9 settembre al negozio di vendita al dettaglio di formaggi “Cusio Formaggi” a Pettenasco. Bottino per i malviventi (in azione due uomini sembrerebbe italiani), 5.500 euro. I rapinatori hanno fatto ingresso nel locale entrando da una porta posta sul retro. Presenti nel negozio, molto conosciuto nel comune cusiano, la famiglia del titolare, in particolare i genitori.

In mezzo a tanta cronaca anche una storia positiva, sempre bella da raccontare. E’ quella che avviene il 12 settembre in centro a Novara, quando, intorno alle 10,30, una mamma egiziana, in attesa del proprio terzo bebè, si è ritrovata a dare alla luce il piccolo, un bellissimo maschietto, in strada, in pieno centro. L’episodio è successo in corso Mazzini, all’altezza dell’Ottica Volta, accanto quindi alla centralissima piazza Gramsci. La donna, che pare si stesse proprio recando in ospedale (aveva con sé un borsone, ad accompagnarla il compagno e i due figli), si è improvvisamente fermata all’altezza dell’ottica, iniziando a far capire cosa stesse accadendo. Aveva le doglie e ha iniziato a divaricare le gambe. Tutti han capito cosa stesse succedendo e sono giunti per cercare d’aiutarla. Sono usciti i negozianti e si sono fermati tutti, anche i passanti. Tra i primi a soccorrere la giovane, nel frattempo era stata chiamata un’ambulanza (ma il piccolo aveva fretta d’uscire), la titolare dell’ottica, che, come raccontato da una testimone, “si è ritrovata con il bimbo tra le mani. Qualcosa di bello e molto emozionante. Con l’arrivo dell’ambulanza, la mamma e il bimbo sono stati poi portati in ospedale”. Con lei anche altre persone che hanno cercato di fornire i primi aiuti alla famiglia e un carabiniere, che poi si è recato in ospedale, a trovare il piccolo.

A Oleggio, il 13 settembre, un’anziana, Maria Rosa Milani, è stata ritrovata priva di vita e in una pozza di sangue nella sua abitazione. Tutto è successo nella frazione di Loreto. La casa dell’anziana si trova in fondo a una strada sterrata, in una posizione abbastanza isolata. A fare la tragica scoperta sono stati alcuni famigliari della donna, che si recavano a trovarla con periodicità, per verificare come stesse o se avesse bisogno di qualcosa. Si tratta di un omicidio. A indagare sull’episodio, i carabinieri.

Il 16 settembre si chiude, in Tribunale a Novara, il processo relativo al ‘caso multe’ di San Pietro Mosezzo, vicenda nella quale l’accusa ipotizzava che alcune sanzioni, per amici o conoscenti, fossero state cancellate. Tutti e tre gli imputati sono stati assolti per prescrizione del reato. Alla sbarra per abuso d’ufficio e falso, difesi dagli avvocati Giovanni Porzio e Giuseppe Melone, l’ex comandante dei vigili, Leonardo Borghesani, in servizio a Novara e all’epoca dei fatti (tra il 2006 e il 2007) distaccato per alcune ore la settimana anche a San Pietro, il vicesindaco Tommaso Difonzo e l’assessore all’Urbanistica, Pierantonio Mercalli, ancora in carica. Tutti e tre si sono sempre professati innocenti. «Non è mai stato favorito nessuno. C’era un sistema di rilevazione dei transiti con il rosso molto articolato (il sistema T-Red, ndr), che ha dato qualche problema nel funzionamento, ma che ha comunque portato a una maggiore sicurezza stradale in paese». Lo stesso avvocato Porzio lo aveva evidenziato in un’altra udienza. «Il carico di lavoro di un impianto di questo tipo era notevole. Può essere che non sia stato, magari, gestito tutto in maniera perfetta, vista la complessità del sistema, ma da qui a dire che sono stati compiuti dei reati ce ne vuole».

Ottobre. Incidente mortale il 2 ottobre sulla strada provinciale 211 della Lomellina. Vittima Fabio Gallesi, 27 anni di Vespolate. Il sinistro è avvenuto poco dopo le 7,30 all’altezza di Olengo, nei pressi della Brambati. In questo punto si è registrato l’impatto frontale tra l’Audi del 27enne e un camion. Gallesi, che aveva studiato al Conservatorio Cantelli, era un esecutore e compositore musicale molto conosciuto. Proprio domenica 12 ottobre avrebbe dovuto presentare un suo libro, cui teneva particolarmente, un volume con la prefazione a cura di uno dei principali autori di Fabrizio e Cristiano De Andrè. La presentazione si sarebbe dovuta svolgere nella chiesa di San Giovanni nell’ambito di alcune iniziative del Fai.

Lutto per la cultura novarese a ottobre. Scompare Franco Terzera, giornalista novarese molto conosciuto e apprezzato. Da molto tempo curava una sua rubrica dedicata ai libri in onda su VideoNovara, programma particolarmente seguito. Non solo. Era spesso protagonista, tanto come moderatore quanto come relatore, di importanti convegni e serate dedicati alla cultura, alla lettura e alle tradizioni locali. Un uomo gentile e sempre disponibile, lo ricordano in molti. Il giornalista, 76 anni, è deceduto sabato pomeriggio 4 ottobre, in ospedale, dove era ricoverato da qualche tempo.

Il mese si chiude con la condanna confermata, in Appello a Torino, per Manuel Martelli, trecatese di 38 anni, accusato di concorso nell’agguato in strada che, il 16 giugno 2006 a Trecate, determinò la morte di Lukacs Kobrzeniecki, 22 anni, magazziniere di origine polacca, che lavorava in Lombardia. Dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici torinesi hanno confermato la condanna già espressa in primo grado a Novara, in abbreviato, ossia 16 anni e 4 mesi di carcere.

Novembre. Il mese si apre con le polemiche, in occasione della festa di Ognissanti, della chiusura di alcuni settori del locale cimitero. Completamente chiuso, infatti, l’accesso ai loculi del quinto recinto. Un’analoga situazione i visitatori hanno riscontrato anche al secondo recinto. Due chiusure dovute ad alcuni problemi che si sono segnalati nelle due aree.

A novembre torna a farsi ‘sentire’ il maltempo, con due settimane di vere e proprie criticità un po’ ovunque. Strade danneggiate in tutto il Novarese, frane ad Alzo di Pella e non solo e il lago Maggiore e il lago d’Orta usciti in più punti. Impegnata in aiuto alle popolazioni una vera e propria task force di volontari e di rappresentanti della Protezione civile e delle Forze dell’Ordine.

Il 7 novembre la polizia sorprende un indiano di 34 anni mentre impugna una mannaia nella sua abitazione. E’ stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, minaccia aggravata dall’uso dell’arma e violenza privata.

Il 20 novembre i carabinieri di Novara e le Fiamme Gialle di Torino hanno eseguito un  provvedimento  di  sequestro  e  di  confisca  beni, emesso a carico di un soggetto già conosciuto dalle Forze dell’Ordine, originario della Calabria e residente nel Novarese. Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Novara, unitamente al G.I.C.O. della Guardia di Finanza di  Torino, ha  dato così esecuzione a un provvedimento di confisca di beni, emesso, ai sensi della normativa antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Novara (presidente Fabrizia Pironti di Campagna), nei confronti di M.C., 59enne originario di Vibo Valentia, ma da tempo residente in provincia di Novara, imprenditore nel settore degli autotrasporti. “Il destinatario del provvedimento – spiegava un comunicato stampa delle Forze dell’Ordine – attualmente domiciliato a Meina, ha recentemente terminato di scontare un periodo di detenzione domiciliare per una condanna a 6 anni di reclusione, poi ridotti a 3 anni e 10 mesi, per traffico di stupefacenti. La confisca ha riguardato, oltre a diversi immobili siti a Gozzano e a Trecate, la totalità delle quote sociali e dei beni aziendali di due società, una operante nel settore degli autotrasporti e l’altra nel settore immobiliare, aventi sede a Trecate, e cinque conti correnti, per un valore complessivo stimato in oltre un milione di euro”.

Dicembre. Il mese si apre con una rapina ai danni di un’anziana, derubata della pensione appena prelevata, alla Bicocca. Un anno, il 2014, in cui numerose sono state le truffe e i furti e le rapine con vittime persone anziane, sole o in difficoltà. A rapinarla, un uomo e una donna, a bordo di un’autovettura.

Il 5 la Polizia rende nota una storia risalente all’agosto precedente. “Volevo una vecchiaia tranquilla e non volevo essere trattata così… Sono tormentata dal fatto che ho ricevuto del male da mia figlia. Ho un peso sul cuore che non passerà mai”. Sono le parole di un’anziana donna, classe 1926, residente nel Milanese, spiega la Polizia. La pensionata, come riferisce la Squadra Mobile, sarebbe risultata vittima di maltrattamenti da parte della figlia, di 59 anni, e della nipote, di 32. Una storia iniziata nell’agosto del 2014, quando l’anziana viene trasportata al Pronto Soccorso di Novara e qui riferisce di essere fuggita dalla casa della figlia, residente in città, perché, stando alle sue parole, subiva maltrattamenti.

A metà del mese gli inquirenti arrestano Salvatore Stentardo, che reputano l’uomo che ha ucciso, a settembre, Maria Rosa Milani a Oleggio. L’uomo, 58 anni, originario di Asti, avrebbe confessato la rapina e il delitto. E’ stato arrestato a Bologna, mentre era ancora a letto. Si tratta dell’uomo che era evaso un paio di giorni prima del delitto e sul quale subito si sono poste le attenzioni degli inquirenti (i carabinieri).

 

L’anno si chiude con l’operazione della Polizia di Stato ‘Bloodsucker’ ossia ‘Sanguisuga”. Un’articolata e complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile di Novara, in sinergia con le Squadre Mobili di Torino, Milano, Brescia, Biella e Vercelli e il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, tutte coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Un’indagine che ha sgominato un presunto giro di usura, che partiva da personaggi residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Lazio, nel Veneto, in Lombardia e in altre province del Piemonte. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in Procura a Novara. L’operazione ha portato all’esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare e arresti domiciliari in provincia di Novara e nel resto d’Italia. Duro il colpo inferto alla criminalità locale con soggetti accusati, a vario titolo, di usura, estorsione aggravata e riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria. Destinatari della custodia cautelare in carcere sono stati Giuseppe Di Giovanni, detto “Pino”, nato in Sicilia nel 1962, ma residente nel Novarese, reputato dagli inquirenti come il presunto ‘capo’, il fratello Francesco Di Giovanni, classe 1961, residente in provincia di Novara ma domiciliato a Vercelli, Ignazio Di Giovanni, classe 1983, residente nel Novarese e figlio di ‘Pino’ e Massimiliano Alia, nato a Biella nel 1977, residente a Reggio Calabria e domiciliato nel Biellese (stretto collaboratore, per gli inquirenti, dei Di Giovanni). Ai domiciliari, infine, sono finiti Sergio Agostinelli, classe 1950 e Angelo Migliavacca, residente in provincia di Milano, classe 1949 (reputati dagli inquirenti presunti esperti del riciclaggio del denaro) e Francesco Pirrello, classe 1949, residente a Brescia e considerato dagli inquirenti un altro aiutante del gruppo.

Monica Curino


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