Cronaca

3 anni e 4 mesi per una 39enne: creava documenti non regolari per clandestini

3 anni e 4 mesi per una 39enne: creava documenti non regolari per clandestini
Cronaca 23 Ottobre 2015 ore 17:15

NOVARA – Tre anni e sei mesi di reclusione per associazione a delinquere volta all’ingresso di clandestini.

Si è chiuso così, questa mattina, venerdì 23 ottobre, in Tribunale a Novara, il processo a carico di Sabrina Tosi, 39enne di Caltignaga. La donna, cui sono state concesse le attenuanti, è assistita dall’avvocato Roberto Rognoni. Il pm, alla penultima udienza del processo, aveva chiesto 4 anni, il difensore “l’assoluzione totale. E’ estranea ai fatti”.

La vicenda è del 2009. Una quarantina di pakistani e marocchini si erano recati dalle forze dell’ordine a denunciare quanto era loro accaduto. Per avere il permesso di soggiorno, avevano riferito, avevano versato o garantito di versare cifre tra i mille e i 3mila euro. Una cifra che consentiva loro di avere documenti così come assunzioni a lavorare come badanti o anche come colf. Documenti che, successivamente, come era emerso, presentavano anomalie, non erano regolari. Per l’accusa la donna avrebbe creato una serie di ‘regolarizzazioni’ di stranieri tra Piemonte e Lombardia. 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola sabato 23 ottobre


NOVARA – Tre anni e sei mesi di reclusione per associazione a delinquere volta all’ingresso di clandestini.

Si è chiuso così, questa mattina, venerdì 23 ottobre, in Tribunale a Novara, il processo a carico di Sabrina Tosi, 39enne di Caltignaga. La donna, cui sono state concesse le attenuanti, è assistita dall’avvocato Roberto Rognoni. Il pm, alla penultima udienza del processo, aveva chiesto 4 anni, il difensore “l’assoluzione totale. E’ estranea ai fatti”.

La vicenda è del 2009. Una quarantina di pakistani e marocchini si erano recati dalle forze dell’ordine a denunciare quanto era loro accaduto. Per avere il permesso di soggiorno, avevano riferito, avevano versato o garantito di versare cifre tra i mille e i 3mila euro. Una cifra che consentiva loro di avere documenti così come assunzioni a lavorare come badanti o anche come colf. Documenti che, successivamente, come era emerso, presentavano anomalie, non erano regolari. Per l’accusa la donna avrebbe creato una serie di ‘regolarizzazioni’ di stranieri tra Piemonte e Lombardia. 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola sabato 23 ottobre