Cronaca

30mila prodotti ritrovati dalla Finanza privi di etichettatura tra Novara e Trecate

30mila prodotti ritrovati dalla Finanza privi di etichettatura tra Novara e Trecate
Cronaca 10 Giugno 2015 ore 16:23

NOVARA – I Finanzieri della Compagnia di Novara, nel corso del controllo economico del territorio volto alla lotta alla contraffazione e alla tutela della salute pubblica, hanno individuato tre esercizi commerciali gestiti da cittadini cinesi, di cui due a Novara e uno a Trecate, che mettevano in vendita capi di pelletteria, bigiotteria e accessori privi dell’etichettatura.

L’attenzione dei militari è stata attirata dai prezzi oltremodo vantaggiosi di alcuni prodotti esposti nelle vetrine per la vendita al pubblico. Entrati nei negozi i finanzieri hanno immediatamente notato l’assenza di qualsivoglia etichettatura e/o indicazione, in lingua italiana, circa la provenienza, il marchio e la sede del produttore/importatore.

La tipologia stessa di gran parte della merce rinvenuta (bigiotteria quali orecchini, braccialetti ed anelli per “piercing”) ha una sua pericolosità, in ragione delle potenziali reazioni allergiche che alcuni materiali con cui sono prodotti possono provocare, motivo per cui la corretta ed esaustiva informazione al cliente è quanto mai necessaria. Pertanto tali prodotti, circa 30.000, sono stati immediatamente rimossi dagli scaffali e sequestrati.

Il decreto legislativo 206/2005, meglio conosciuto come Codice del Consumo, stabilisce, tra l’altro, spiegano le Fiamme Gialle, “che il consumatore deve poter effettuare una scelta consapevole del prodotto o del servizio che intende acquistare. I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati alla vendita al pubblico devono riportare, chiaramente visibili e leggibili, le indicazioni relative alla tipologia del prodotto, alla ragione sociale, alla sede legale del produttore o dell’importatore, al paese di origine nonché all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle eventuali precauzioni e la destinazione d’uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto”.

“L’abusivismo – conclude la Finanza – la contraffazione ed il commercio di prodotti insicuri danneggiano il mercato, sottraggono opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole e mettono in pericolo la salute dei consumatori”.

mo.c.

NOVARA – I Finanzieri della Compagnia di Novara, nel corso del controllo economico del territorio volto alla lotta alla contraffazione e alla tutela della salute pubblica, hanno individuato tre esercizi commerciali gestiti da cittadini cinesi, di cui due a Novara e uno a Trecate, che mettevano in vendita capi di pelletteria, bigiotteria e accessori privi dell’etichettatura.

L’attenzione dei militari è stata attirata dai prezzi oltremodo vantaggiosi di alcuni prodotti esposti nelle vetrine per la vendita al pubblico. Entrati nei negozi i finanzieri hanno immediatamente notato l’assenza di qualsivoglia etichettatura e/o indicazione, in lingua italiana, circa la provenienza, il marchio e la sede del produttore/importatore.

La tipologia stessa di gran parte della merce rinvenuta (bigiotteria quali orecchini, braccialetti ed anelli per “piercing”) ha una sua pericolosità, in ragione delle potenziali reazioni allergiche che alcuni materiali con cui sono prodotti possono provocare, motivo per cui la corretta ed esaustiva informazione al cliente è quanto mai necessaria. Pertanto tali prodotti, circa 30.000, sono stati immediatamente rimossi dagli scaffali e sequestrati.

Il decreto legislativo 206/2005, meglio conosciuto come Codice del Consumo, stabilisce, tra l’altro, spiegano le Fiamme Gialle, “che il consumatore deve poter effettuare una scelta consapevole del prodotto o del servizio che intende acquistare. I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati alla vendita al pubblico devono riportare, chiaramente visibili e leggibili, le indicazioni relative alla tipologia del prodotto, alla ragione sociale, alla sede legale del produttore o dell’importatore, al paese di origine nonché all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle eventuali precauzioni e la destinazione d’uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto”.

“L’abusivismo – conclude la Finanza – la contraffazione ed il commercio di prodotti insicuri danneggiano il mercato, sottraggono opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole e mettono in pericolo la salute dei consumatori”.

mo.c.