67enne alla sbarra per circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita

67enne alla sbarra per circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita
Cronaca 02 Agosto 2015 ore 09:45

NOVARA - E’ stato aggiornato al 26 maggio 2016, in Tribunale a Novara, un processo per circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita a carico di una 67enne, assistita dall’avvocato Renzo Inghilleri. Vittima sarebbe stato un 70enne novarese, deceduto nel 2011.

Nell’ultima udienza c’è stata una parte dell’istruttoria dibattimentale, con l’escussione di alcuni testi, tra cui un’assistente sociale e un carabiniere. Al prossimo appuntamento a Palazzo di giustizia sarà ascoltato un teste della parte civile. L’appropriazione indebita, stando a quanto contesta l’accusa, fa riferimento a qualche movimentazione finanziaria e al fatto che, in un certo momento, è stata apportata una modifica a una polizza vita, che, inizialmente destinata solo alla figlia dell’uomo, è stata poi estesa a un secondo beneficiario, al 50%, il figlio dell’attuale imputata, che la donna ha, tra l’altro, avuto proprio dall’anziano. La 67enne, tramite il suo avvocato, ha sempre rigettato ogni addebito che gli viene contestato: «Il beneficiario aggiunto – sostiene la difesa - è figlio dell’uomo. Non si ha circonvenzione d’incapace».

Per l’accusa, dunque, la donna, che è stata per diverso tempo amministratrice di sostegno dell’anziano, malato di Alzheimer, avrebbe approfittato di questo ruolo per estendere la polizza anche al figlio ed effettuare una serie di pagamenti, anche quando aveva ormai lasciato la mansione di amministratrice di sostegno. 

Il figlio che l’anziano ha avuto dalla 67enne è stato riconosciuto qualche anno prima della morte. La modifica nella polizza, a quanto risulterebbe, nel febbraio del 2011. La morte dell’anziano risale all’ottobre successivo. A contrastarsi, nella vicenda giudiziaria, quindi, due famiglie. Quella dell’anziano e quella della donna, con il figlio avuto dal settantenne. A portarla sul banco degli imputati un esposto della figlia della persona deceduta e una relazione dei servizi sociali del Comune.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola da sabato primo agosto


NOVARA - E’ stato aggiornato al 26 maggio 2016, in Tribunale a Novara, un processo per circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita a carico di una 67enne, assistita dall’avvocato Renzo Inghilleri. Vittima sarebbe stato un 70enne novarese, deceduto nel 2011.

Nell’ultima udienza c’è stata una parte dell’istruttoria dibattimentale, con l’escussione di alcuni testi, tra cui un’assistente sociale e un carabiniere. Al prossimo appuntamento a Palazzo di giustizia sarà ascoltato un teste della parte civile. L’appropriazione indebita, stando a quanto contesta l’accusa, fa riferimento a qualche movimentazione finanziaria e al fatto che, in un certo momento, è stata apportata una modifica a una polizza vita, che, inizialmente destinata solo alla figlia dell’uomo, è stata poi estesa a un secondo beneficiario, al 50%, il figlio dell’attuale imputata, che la donna ha, tra l’altro, avuto proprio dall’anziano. La 67enne, tramite il suo avvocato, ha sempre rigettato ogni addebito che gli viene contestato: «Il beneficiario aggiunto – sostiene la difesa - è figlio dell’uomo. Non si ha circonvenzione d’incapace».

Per l’accusa, dunque, la donna, che è stata per diverso tempo amministratrice di sostegno dell’anziano, malato di Alzheimer, avrebbe approfittato di questo ruolo per estendere la polizza anche al figlio ed effettuare una serie di pagamenti, anche quando aveva ormai lasciato la mansione di amministratrice di sostegno. 

Il figlio che l’anziano ha avuto dalla 67enne è stato riconosciuto qualche anno prima della morte. La modifica nella polizza, a quanto risulterebbe, nel febbraio del 2011. La morte dell’anziano risale all’ottobre successivo. A contrastarsi, nella vicenda giudiziaria, quindi, due famiglie. Quella dell’anziano e quella della donna, con il figlio avuto dal settantenne. A portarla sul banco degli imputati un esposto della figlia della persona deceduta e una relazione dei servizi sociali del Comune.

mo.c.

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola da sabato primo agosto