Cronaca

A Novara le esequie di Rita Fossaceca

A Novara le esequie di Rita Fossaceca
Cronaca 30 Novembre 2015 ore 19:40

NOVARA – Si svolgeranno a Novara, in data ancora da definire, i funerali della dottoressa Rita Fossaceca, la 51enne uccisa nella serata di sabato 28 novembre in Kenya da una banda di rapinatori entrata nella casa dove il medico viveva con i genitori, con lo zio e altri italiani, tra cui due infermiere della Radiologia del Maggiore.

La salma dovrebbe giungere in Italia giovedì o nei giorni a seguire.

NOVARA – Si svolgeranno a Novara, in data ancora da definire, i funerali della dottoressa Rita Fossaceca, la 51enne uccisa nella serata di sabato 28 novembre in Kenya da una banda di rapinatori entrata nella casa dove il medico viveva con i genitori, con lo zio e altri italiani, tra cui due infermiere della Radiologia del Maggiore.

La salma dovrebbe giungere in Italia giovedì o nei giorni a seguire.

Intanto, oggi, minuto di silenzio in ospedale e in università e altri interventi per esprimere vicinanza alla famiglia e il cordoglio per una perdita troppo grave. Tra i tanti, quello dell’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri di Novara. «E’ una perdita importante sotto tutti i punti di vista – commenta il presidente, il dottor Federico D’Andrea – Infatti era ben nota la sua alta professionalità e la sua disponibilità nei confronti di tutti i colleghi. Ma era altrettanto noto il suo impegno a favore dei meno fortunati, la sua volontà di aiutare soprattutto i bambini e l’orfanotrofio di Mijomboni: un’attività nella quale era riuscita a trascinare anche molte altre persone, grazie al suo entusiasmo». «La figura della professoressa Fossaceca – continua D’Andrea – rappresenta un esempio per tutti: professionista d’eccellenza, ricercatrice universitaria di vaglia e volontaria impegnata a sostegno dei più deboli. Valori che sono alla base della professione medica». «Proprio per questo è ancora più assurdo quello che è avvenuto in Kenya: chi è là per fare del bene è vittima del male».

Altro comunicato anche dal Centro missionario diocesano, diretto da monsignor Mario Bandera. “La morte violenta della dottoressa Rita Fossaceca, avvenuta in Kenya (Africa) nei giorni scorsi, riporta ancora una volta alla nostra attenzione la dedizione e l’affetto che persone nobili e generose hanno verso le popolazioni del Sud del Mondo, che vivono in condizioni d’indigenza generale dove le speranze di una vita migliore sono affidate il più delle volte ad aiuti economici umanitari provenienti dall’estero. La grande famiglia missionaria novarese si unisce al dolore della famiglia della cara Rita, a tutti i suoi colleghi dell’Azienda Ospedaliera di Novara e ai componenti dell’organizzazione umanitaria “For Life Onlus”, esprimendo il cordoglio del Centro Missionario Diocesano e delle realtà missionarie che nella nostra diocesi cercano di tener desta l’attenzione verso i popoli che vivono in condizioni sub umane, a loro si uniscono in preghiera tutti i missionari novaresi che lavorano in prima linea. Il romanticismo e la poesia della vita missionaria appartengono ad una letteratura desueta di un tempo passato; la promozione umana e l’evangelizzazione verso i più disagiati della terra è invece frutto di tanta fatica, tanto impegno e a volte anche sofferenza e dolore. Ricordiamo che nell’anno duemila il compianto don Carlo Masseroni – patriarca dei missionari novaresi – fu ferito da un colpo di pistola alla testa mentre svolgeva la sua attività in Burundi, nel cuore dell’Africa. I missionari, siano essi volontari laici, religiosi o sacerdoti “Fidei Donum”, proprio perché esposti in prima persona nel loro servizio, vanno considerati quale espressione della parte migliore della società italiana. Preghiamo quindi affinché il sacrificio della dottoressa Rita possa far crescere una solidarietà autentica verso quei popoli particolarmente svantaggiati. Impariamo da queste testimonianze ad aprire i nostri cuori alle necessità del mondo intero per impegnarci nella costruzione di un mondo più umano e fraterno, fondato sulla giustizia e sulla solidarietà, facciamo nostre l’affermazione di Papa Francesco: “Chi non vive per servire non serve per vivere””.

mo.c.