Cronaca

A processo per appropriazione indebita sedicente commercialista

A processo per appropriazione indebita sedicente commercialista
Cronaca 03 Agosto 2015 ore 09:41

NOVARA - Altro processo, venerdì, in Tribunale a Novara davanti al pm Fabrizio Giorcelli, per Simona Bovio, oleggese di 51 anni, alla sbarra con l’accusa di appropriazione indebita. Un’accusa, tra l’altro, per cui è già stata condannata in passato.

La donna, infatti, sedicente commercialista, difesa dall’avvocato Davide Occhipinti, è stata protagonista di una vicenda che, nel 2010, aveva portato nel suo studio di Novara, a pochi passi dalla basilica di San Gaudenzio, decine e decine di immigrati, che protestavano, nel tentativo di riavere i soldi che avevano sborsato per tutte le pratiche relative al permesso di soggiorno, documentazione risultata poi, dalle indagini della Guardia di Finanza, false o comunque in qualche modo irregolari.

Questo nuovo processo vede al centro episodi risalenti al 2009. Vittime della donna tre privati, nei confronti dei quali Bovio non aveva compiuto alcuni necessari adempimenti oppure non aveva versato redditi. In uno di questi casi, un imprenditore si era ritrovato con una multa da 65mila euro dell’Erario, con la donna che, a quanto pare, non aveva versato l’Ici, pur essendo pagata annualmente per questo servizio. In aula è stato escusso un agente della Finanza che si era occupato dell’indagine. «Mancava diversa documentazione – ha riferito – L’imprenditore decise quindi di fare denuncia. In questo modo ha potuto dimostrare come non ci fosse alcun dolo da parte sua». L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 15 giugno 2016.

mo.c.


NOVARA - Altro processo, venerdì, in Tribunale a Novara davanti al pm Fabrizio Giorcelli, per Simona Bovio, oleggese di 51 anni, alla sbarra con l’accusa di appropriazione indebita. Un’accusa, tra l’altro, per cui è già stata condannata in passato.

La donna, infatti, sedicente commercialista, difesa dall’avvocato Davide Occhipinti, è stata protagonista di una vicenda che, nel 2010, aveva portato nel suo studio di Novara, a pochi passi dalla basilica di San Gaudenzio, decine e decine di immigrati, che protestavano, nel tentativo di riavere i soldi che avevano sborsato per tutte le pratiche relative al permesso di soggiorno, documentazione risultata poi, dalle indagini della Guardia di Finanza, false o comunque in qualche modo irregolari.

Questo nuovo processo vede al centro episodi risalenti al 2009. Vittime della donna tre privati, nei confronti dei quali Bovio non aveva compiuto alcuni necessari adempimenti oppure non aveva versato redditi. In uno di questi casi, un imprenditore si era ritrovato con una multa da 65mila euro dell’Erario, con la donna che, a quanto pare, non aveva versato l’Ici, pur essendo pagata annualmente per questo servizio. In aula è stato escusso un agente della Finanza che si era occupato dell’indagine. «Mancava diversa documentazione – ha riferito – L’imprenditore decise quindi di fare denuncia. In questo modo ha potuto dimostrare come non ci fosse alcun dolo da parte sua». L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 15 giugno 2016.

mo.c.