Cronaca

A processo per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della madre

A processo per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della madre
Cronaca 07 Luglio 2015 ore 21:52

NOVARA – E’ stato condannato a cinque anni di reclusione, martedì 7 luglio in Tribunale a Novara, un 30enne originario della Tanzania e residente a Trecate. L’uomo, assistito dall’avvocato Enrico Aina, è alla sbarra con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale. Vittima dei fatti, stando all’accusa, la madre dell’uomo.
Diversi gli episodi al centro del processo. Uno è avvenuto il 17 gennaio 2013, quando la donna stava ospitando il figlio nella sua abitazione. I vicini di casa, dopo aver udito forti rumori e grida d’aiuto, avevano dato l’allarme, chiamando i carabinieri. L’uomo sembra stesse malmenando la madre. Stando alla denuncia la donna avrebbe patito una serie di violenze domestiche anche prima dell’intervento dei militari nella loro casa, almeno a partire dal gennaio del 2012. L’uomo l’avrebbe anche minacciata di morte, con frasi come “… Io stasera ti ucciderò”. Quel giorno del 2013 pare fosse l’ennesimo episodio e la donna si era vista minacciare pesantemente dal figlio, che l’aveva anche picchiata e aveva distrutto alcuni arredi della casa. Ai carabinieri, la vittima aveva anche raccontato come il giovane, qualche anno prima, avesse cercato di avere un rapporto sessuale con lei. Oggi in aula è stato escusso un militare che era intervenuto in occasione della segnalazione dei residenti quel 17 gennaio.
C’è stata poi la requisitoria del pm Marco Grandolfo, che per il 30enne ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione, con la riqualificazione della violenza sessuale in un tentativo di violenza sessuale. «E’ stato tutto dimostrato – ha sostenuto il pm – tanto dai referti medici della donna quanto anche dal vicino di casa». Il difensore: «ritengo non sia provata la responsabilità penale del mio assistito – sostiene l’avvocato – Chiedo l’assoluzione per non aver commesso il fatto o, in subordine, il minimo della pena». Il legale dell’uomo preannuncia appello.

Monica Curino

NOVARA – E’ stato condannato a cinque anni di reclusione, martedì 7 luglio in Tribunale a Novara, un 30enne originario della Tanzania e residente a Trecate. L’uomo, assistito dall’avvocato Enrico Aina, è alla sbarra con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale. Vittima dei fatti, stando all’accusa, la madre dell’uomo.
Diversi gli episodi al centro del processo. Uno è avvenuto il 17 gennaio 2013, quando la donna stava ospitando il figlio nella sua abitazione. I vicini di casa, dopo aver udito forti rumori e grida d’aiuto, avevano dato l’allarme, chiamando i carabinieri. L’uomo sembra stesse malmenando la madre. Stando alla denuncia la donna avrebbe patito una serie di violenze domestiche anche prima dell’intervento dei militari nella loro casa, almeno a partire dal gennaio del 2012. L’uomo l’avrebbe anche minacciata di morte, con frasi come “… Io stasera ti ucciderò”. Quel giorno del 2013 pare fosse l’ennesimo episodio e la donna si era vista minacciare pesantemente dal figlio, che l’aveva anche picchiata e aveva distrutto alcuni arredi della casa. Ai carabinieri, la vittima aveva anche raccontato come il giovane, qualche anno prima, avesse cercato di avere un rapporto sessuale con lei. Oggi in aula è stato escusso un militare che era intervenuto in occasione della segnalazione dei residenti quel 17 gennaio.
C’è stata poi la requisitoria del pm Marco Grandolfo, che per il 30enne ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione, con la riqualificazione della violenza sessuale in un tentativo di violenza sessuale. «E’ stato tutto dimostrato – ha sostenuto il pm – tanto dai referti medici della donna quanto anche dal vicino di casa». Il difensore: «ritengo non sia provata la responsabilità penale del mio assistito – sostiene l’avvocato – Chiedo l’assoluzione per non aver commesso il fatto o, in subordine, il minimo della pena». Il legale dell’uomo preannuncia appello.

Monica Curino