Cronaca

A processo per minacce ed estorsione i 4 coinvolti nell’omicidio Marcoli

A processo per minacce ed estorsione i 4 coinvolti nell’omicidio Marcoli
Cronaca 25 Novembre 2015 ore 08:44

NOVARA - E’ entrato nel vivo, in Tribunale a Novara, il processo per una presunta estorsione a carico di alcuni personaggi già coinvolti nell’omicidio di Ettore Marcoli, imprenditore di 35 anni ucciso il 20 gennaio del 2010 nella sua cava di Romentino.

Alla sbarra si trovano Francesco Gurgone (nella vicenda del delitto ritenuto il mandante), Vincenzo Fagone (il ‘palo’), Tancredi Brezzi (l’armiere) e Alessandro Cavalieri, il super testimone, colui che, con le sue dichiarazioni, portò, insieme alle indagini, a far luce sul delitto.

Al centro del processo, un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore trasporti. Per l’accusa i quattro sarebbero stati interessati a un piazzale dove operava la società di quest’ultimo e avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, per ottenerne l’utilizzo. Una serie di minacce, tra cui, come ha raccontato in aula la stessa vittima, anche l’invio di alcuni proiettili a casa dell’imprenditore. Quest’ultimo aveva avuto già a che fare con una decina di camion con i bulloni allentati e gomme tagliate. In tutto questo anche una serie di discorsi sul lavoro, dove si faceva intuire all’imprenditore che «stava dando fastidio a qualcuno». C’erano state, come ha riferito la vittima, delle frasi che sembravano avvertimenti. «Quando arrivarono i proiettili mi spaventai. Andai subito alla Polizia. Fu un periodo da incubo». L’udienza è stata aggiornata al 5 aprile.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 26 novembre


NOVARA - E’ entrato nel vivo, in Tribunale a Novara, il processo per una presunta estorsione a carico di alcuni personaggi già coinvolti nell’omicidio di Ettore Marcoli, imprenditore di 35 anni ucciso il 20 gennaio del 2010 nella sua cava di Romentino.

Alla sbarra si trovano Francesco Gurgone (nella vicenda del delitto ritenuto il mandante), Vincenzo Fagone (il ‘palo’), Tancredi Brezzi (l’armiere) e Alessandro Cavalieri, il super testimone, colui che, con le sue dichiarazioni, portò, insieme alle indagini, a far luce sul delitto.

Al centro del processo, un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore trasporti. Per l’accusa i quattro sarebbero stati interessati a un piazzale dove operava la società di quest’ultimo e avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, per ottenerne l’utilizzo. Una serie di minacce, tra cui, come ha raccontato in aula la stessa vittima, anche l’invio di alcuni proiettili a casa dell’imprenditore. Quest’ultimo aveva avuto già a che fare con una decina di camion con i bulloni allentati e gomme tagliate. In tutto questo anche una serie di discorsi sul lavoro, dove si faceva intuire all’imprenditore che «stava dando fastidio a qualcuno». C’erano state, come ha riferito la vittima, delle frasi che sembravano avvertimenti. «Quando arrivarono i proiettili mi spaventai. Andai subito alla Polizia. Fu un periodo da incubo». L’udienza è stata aggiornata al 5 aprile.

mo.c.

 

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