Cronaca

A processo per tentata estorsione in 3

A processo per tentata estorsione in 3
Cronaca 29 Ottobre 2015 ore 15:04

NOVARA - In tre alla sbarra per tentata estorsione per una vicenda di ormai 10 anni fa. L’ultima udienza del processo è andata in scena davanti al pm Silvia Baglivo.I tre a processo sono Francesco Pirrone di 49 anni, Giorgio Invernizzi di 75, entrambi di Grignasco, e Vincenzo Quattromani, di 51 di Novara. Tutti e tre sono stati denunciati nel 2005 da un imprenditore che aveva abbandonato l’accordo che lo legava a Pirrone in una società. Al centro del dibattito, infatti, una società in comune. Uno dei soci, chi appunto denunciò poi i tre, reputando l’affare non sicuro, aveva abbandonato, lasciando l’altro con una serie di spese da pagare. Questo, quantomeno, stando al solo socio rimasto.
Il creditore, stando all’accusa, pur di recuperare i suoi soldi, avrebbe minacciato l’ex socio, avvicinandolo con alcuni conoscenti. «Ti facciamo fuori». Parrebbe che in un’occasione sia spuntata anche una pistola, messa direttamente alla tempia del debitore. Quest’ultimo non è comparso in aula e i giudici del Tribunale collegiale ne hanno chiesto l’accompagnamento da parte delle Forze dell’Ordine per l’udienza del prossimo 27 novembre, quando saranno ascoltati anche due testimoni. In aula è stato ascoltato come teste un carabiniere. 

mo.c.

NOVARA - In tre alla sbarra per tentata estorsione per una vicenda di ormai 10 anni fa. L’ultima udienza del processo è andata in scena davanti al pm Silvia Baglivo.
I tre a processo sono Francesco Pirrone di 49 anni, Giorgio Invernizzi di 75, entrambi di Grignasco, e Vincenzo Quattromani, di 51 di Novara. Tutti e tre sono stati denunciati nel 2005 da un imprenditore che aveva abbandonato l’accordo che lo legava a Pirrone in una società. Al centro del dibattito, infatti, una società in comune. Uno dei soci, chi appunto denunciò poi i tre, reputando l’affare non sicuro, aveva abbandonato, lasciando l’altro con una serie di spese da pagare. Questo, quantomeno, stando al solo socio rimasto.
Il creditore, stando all’accusa, pur di recuperare i suoi soldi, avrebbe minacciato l’ex socio, avvicinandolo con alcuni conoscenti. «Ti facciamo fuori». Parrebbe che in un’occasione sia spuntata anche una pistola, messa direttamente alla tempia del debitore. Quest’ultimo non è comparso in aula e i giudici del Tribunale collegiale ne hanno chiesto l’accompagnamento da parte delle Forze dell’Ordine per l’udienza del prossimo 27 novembre, quando saranno ascoltati anche due testimoni. In aula è stato ascoltato come teste un carabiniere. 

mo.c.