A processo per turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato padre e figlio

A processo per turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato padre e figlio
Cronaca 14 Maggio 2015 ore 22:32

NOVARA – Si è aperta con un rinvio, mercoledì mattina 13 maggio, in Tribunale a Novara, la vicenda che vede alla sbarra Renzo Piccolroaz, 66enne novarese, e il figlio Claudio, di 38.
I due si trovano alla sbarra con le accuse di truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta. Stando all’accusa, il primo, ai tempi dei fatti alla guida della struttura complessa di Informatica e Telematica dell’ospedale di Novara (adesso è in pensione), avrebbe affidato le forniture di personal computer del nosocomio ad aziende che facevano riferimento, a quanto risultato, al figlio; il tutto, sempre stando all’accusa, senza appalto.
Mercoledì mattina l’udienza si è aperta con un’eccezione attinente alla prescrizione del reato nei confronti delle società informatiche. Il giudice si è, quindi, riservato la decisione, rinviando al prossimo 29 maggio, quando ci saranno le istanze istruttorie. Un’altra udienza è già stata fissata per l’11 febbraio del 2016, quando interverranno il pm e i tre consulenti.
A difendere padre e figlio, gli avvocati Claudio Bellora e Ignazio Pagani. Parte civile si è costituito l’ospedale, con l’avvocato Carla Zucco (mercoledì in aula la collega Silvia Piloni, sempre dello studio Correnti).

mo.c.

NOVARA – Si è aperta con un rinvio, mercoledì mattina 13 maggio, in Tribunale a Novara, la vicenda che vede alla sbarra Renzo Piccolroaz, 66enne novarese, e il figlio Claudio, di 38.
I due si trovano alla sbarra con le accuse di truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta. Stando all’accusa, il primo, ai tempi dei fatti alla guida della struttura complessa di Informatica e Telematica dell’ospedale di Novara (adesso è in pensione), avrebbe affidato le forniture di personal computer del nosocomio ad aziende che facevano riferimento, a quanto risultato, al figlio; il tutto, sempre stando all’accusa, senza appalto.
Mercoledì mattina l’udienza si è aperta con un’eccezione attinente alla prescrizione del reato nei confronti delle società informatiche. Il giudice si è, quindi, riservato la decisione, rinviando al prossimo 29 maggio, quando ci saranno le istanze istruttorie. Un’altra udienza è già stata fissata per l’11 febbraio del 2016, quando interverranno il pm e i tre consulenti.
A difendere padre e figlio, gli avvocati Claudio Bellora e Ignazio Pagani. Parte civile si è costituito l’ospedale, con l’avvocato Carla Zucco (mercoledì in aula la collega Silvia Piloni, sempre dello studio Correnti).

mo.c.