Cronaca

A processo per usura ed estorsione: la difesa chiede l’assoluzione

A processo per usura ed estorsione: la difesa chiede l’assoluzione
Cronaca 27 Gennaio 2016 ore 13:57

NOVARA - E’ intervenuta la difesa, martedì mattina, in Tribunale a Novara, al processo per estorsione e usura a carico di Domenico Truglio, sessantenne di origine siciliana, arrestato nel marzo dello scorso anno dalla Squadra mobile novarese.

Lo scorso giugno il pm Giovanni Caspani aveva chiesto 3 anni e mezzo e 9mila euro di multa. Martedì, il difensore dell’uomo, l’avvocato Davide Vitali, che sin dall’inizio ha sostenuto come non esistesse in alcun modo il reato contestato, ha chiesto l’assoluzione per l’usura perché il fatto non costituisce reato e la riqualificazione dell’estorsione in minaccia. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 26 febbraio per eventuali repliche e la sentenza. Vittima dell’imputato, un 40enne novarese. Il pm, alla scorsa udienza: «La vittima era senza lavoro, aveva il padre invalido e si era buttato sulle macchinette. Era nel bisogno ed è stato così raggiunto dall’imputato, che sapeva di queste difficoltà e ne ha approfittato». Il 60enne rigetta gli addebiti.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 28 gennaio


NOVARA - E’ intervenuta la difesa, martedì mattina, in Tribunale a Novara, al processo per estorsione e usura a carico di Domenico Truglio, sessantenne di origine siciliana, arrestato nel marzo dello scorso anno dalla Squadra mobile novarese.

Lo scorso giugno il pm Giovanni Caspani aveva chiesto 3 anni e mezzo e 9mila euro di multa. Martedì, il difensore dell’uomo, l’avvocato Davide Vitali, che sin dall’inizio ha sostenuto come non esistesse in alcun modo il reato contestato, ha chiesto l’assoluzione per l’usura perché il fatto non costituisce reato e la riqualificazione dell’estorsione in minaccia. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 26 febbraio per eventuali repliche e la sentenza. Vittima dell’imputato, un 40enne novarese. Il pm, alla scorsa udienza: «La vittima era senza lavoro, aveva il padre invalido e si era buttato sulle macchinette. Era nel bisogno ed è stato così raggiunto dall’imputato, che sapeva di queste difficoltà e ne ha approfittato». Il 60enne rigetta gli addebiti.

mo.c.

 

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