Protesta

Abitanti di Dagnente pronti a una petizione per chiedere più parcheggi

Intanto i residenti incassano anche l'appoggio dell'opposizione

Abitanti di Dagnente pronti a una petizione per chiedere più parcheggi
Arona, 21 Giugno 2020 ore 07:00

Abitanti di Dagnente sono pronti a protestare per chiedere più spazi da adibire ai parcheggi. Il racconto del personaggio simbolo della frazione, Lino Cannone.

Abitanti di Dagnente e opposizione chiedono chiarezza

Del tema si stanno occupando con un’interrogazione anche i rappresentanti dell’opposizione in Consiglio comunale, ma i cittadini della frazione di Dagnente sono intenzionati a non fermarsi e a portare avanti la loro battaglia anche con una raccolta firme se necessario. A farsi portavoce della protesta per la mancanza di parcheggi è uno dei decani dell’abitato, Lino Cannone.

Il caso del parcheggio di via Per Ghevio

La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha provocato il disappunto dei residenti è stata la rimozione del cartello che indicava come parcheggio pubblico la striscia di terra di fronte al condominio di via Per Ghevio. “45 anni fa – sostiene Lino Cannone – in cambio dell’area a parcheggio pubblico la proprietà ha goduto di agevolazioni e privilegi. Purtroppo però degli accordi presi allora non è rimasta traccia documentale. Però esistono numerosi fatti che testimoniano l’esistenza di questo patto. L’asfaltatura con la segnaletica orizzontale di delimitazione degli stalli è sempre stata fatta dal Comune, con i soldi dei cittadini. Inoltre nel corso degli anni il Comune ha preteso il pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico in occasione dei traslochi di alcuni cittadini e quando gli stessi cittadini fecero domanda per posizionare gli specchi fu la polizia locale di Arona ad indicarne il posizionamento. Dopo 45 anni di parcheggio pubblico quell’area deve rimanere tale e il cartello deve essere rimesso al suo posto. Ne va della credibilità del Comune”.

Le richieste dei residenti

Per Cannone e per gli abitanti, la situazione è resa paradossale dal fatto che residenti e visitatori si trovano spesso indotti ad utilizzare come area di sosta un parcheggio che invece è ufficialmente privato. “E’ penoso e ingiusto – continua Cannone – vedere il parcheggio di fronte al condominio semivuoto e il campo sportivo, per altro proprietà privata, invaso da acqua, fango e dalle autovetture. La cronica mancanza di parcheggi a Dagnente è cosa arcinota. I cittadini sono costretti a utilizzare le vie Soardi e Di Sopra e le due piazze, a volte impedendo il transito ai mezzi ingombranti. Oggi più che mai, dopo i casi di Covid-19, è necessario e urgente che l’Amministrazione cerchi un accordo con il condominio per ottenere la trasformazione di almeno la metà degli stalli in parcheggi pubblici e contemporaneamente riprenda il dialogo con il proprietario dell’area di via Di Sopra perché si realizzi il parcheggio pubblico, come previsto dal piano regolatore. Per questo scopo, tra l’altro, sarebbe possibile mettere sul piatto quei 175mila euro che anni fa il Comune ottenne dalla vendita del vecchio asilo e che promise di impiegare a favore della nostra frazione”.

La risposta del Comune

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco ai rilievi dei cittadini. “Purtroppo quando negli anni ‘70 sono stati costruiti i condomini – scrive il primo cittadino Alberto Gusmeroli – sembrerebbe che non siano stati riservati parcheggi a uso pubblico. Nessun accordo scritto è stato fatto negli anni ‘70, né successivamente dalle amministrazioni successive e dall’amministrazione Catapano. La scorsa settimana la proprietà del condominio ha fatto togliere i cartelli che sulla base dell’attuale situazione sembrerebbero impropri. Intanto noi abbiamo reso, temporaneamente, disponibile il campo sportivo e abbiamo preso contatto con la proprietà del condominio per capire se c’è una disponibilità a trovare una soluzione che possa andare bene per tutte le parti in causa. In ordine alla zona del motto che è edificabile, noi ci siamo resi disponibili più volte per trovare soluzioni che permettessero l’ampliamento della strada e la realizzazione in alto di parcheggi. Quella però è un’area privata e la crisi generale dell’edilizia e ora la crisi sanitaria ha reso difficile per i privati proprietari la realizzazione di edificazioni. Noi continueremo a cercare soluzioni e speriamo che si sblocchi in futuro”.

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