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inchiesta "mensa dei poveri"

Accanto a Lara Comi anche il nome del novarese Tolbar

Anche per il professionista di Divignano il pm aveva richiesto la misura cautelare.

Accanto a Lara Comi anche il nome del novarese Tolbar
Cronaca Novara, 14 Novembre 2019 ore 12:31

Ai domiciliari l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi. Tre le misure cautelari, di cui una in carcere, applicate dai finanzieri del Nucleo Polizia economico-finanziaria di Milano e della compagnia Busto Arsizio in seguito all’esecuzione di un’ordinanza del gip di Milano per la seconda fase dell’inchiesta ‘Mensa dei poveri’. Le accuse per gli indagati sono, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Accanto a Lara Comi anche il nome del novarese Tolbar

Il Gip di Milano non ha applicato la sanzione della custodia cautelare, come aveva richiesto il Pm milanese,  a Mauro Tolbar, residente a Divignano, coinvolto nell’inchiesta e considerato “intermediario della dazione corruttiva”.
Si legge nell’ordinanza che, in cambio di comportamenti contrari ai doveri d’ufficio, con un altro indagato, Alessandro Crescenti, Tolbar aveva ricevuto per sè e per altri, la somma di 50mila euro.

Le dichiarazioni di un indagato svelano il rapporto con Sozzani

Secondo le dichiarazioni di Alberto Bilardo, consigliere di amministrazione dell’azienda municipalizzata Accam spa di Busto Arsizio e coordinatore  di Forza Italia a Gallarate, considerato il promotore dell’accordo corruttivo, Gioacchino Caianiello, esponente lombardo di Forza Italia, gli disse di rivolgersi a Diego Sozzani, deputato novarese di Forza Italia. A che scopo? “Gli rappresentai la necessità di Caianiello di trovare un professionista compiacente per un finto incarico e che fatturasse al mio posto in relazione alla vicenda dell’insediamento del supermercato Tigros. Diego Sozzani mi disse che non voleva occuparsi personalmente di questa cosa perché gli importi erano troppo elevati”.
Bilardo riferisce la conversazione a Caianiello che gli assicura che avrebbe trovato una soluzione. Riprende Bilardo: “Mi contattò Diego Sozzani, con il quale mi incontrai all’uscita dell’autostrada, il quale mi disse che c’era una società che conosceva Mauro Tolbar che avrebbe potuto fare l’operazione richiesta. Ricordo che Tolbar venne presso l’Haus Garden e parlammo della questione e dell’accordo per la retrocessione in contanti della cifra. Tolbar mi informò che sarebbe stato Crescenti e la sua società Estro ad emettere la fattura in relazione all’incarico, Tolbar mi disse che dei 50mila ne avrebbe restituito a me e Caianiello 30mila…. I 50mila  dovevano essere pagati da Orrigoni in caso di effettiva vendita dell’immobile”.

Nell’inchiesta anche un altro novaese, Andrea Gallina

In particolare tra gli episodi contestati a Comi risulta, a dire dell’accusa, un finanziamento illecito erogato dall’imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, indagato nei mesi scorsi. Le misure cautelari di ieri, firmate dal gip di Milano Raffaella Mascarino, sono il secondo filone dell’inchiesta ‘Mensa dei poveri’ che lo scorso 7 maggio ha coinvolto 43 persone, tra cui anche il deputato novarese di Forza Italia, Diego Sozzani, e l’amministratore delegato di Acqua Novara Vco, Andrea Gallina.

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