Accusati d’aver dato fuoco a un’auto: assolti in due

Accusati d’aver dato fuoco a un’auto: assolti in due
Cronaca 26 Settembre 2015 ore 15:58

NOVARA - Si è concluso con due assoluzioni venerdì mattina 25 settembre, in Tribunale a Novara, un processo a carico di Paolo Gnemmi, 37enne di Fara Novarese, e di Davide Mossetti, di 25 anni.

I due, il primo assistito dall’avvocato Alessandro Brustia, il secondo dall’avvocato Maria Raciti, erano alla sbarra con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio (articolo 494 del codice penale). Il primo è dunque tornato nelle aule di giustizia dopo il processo d’appello per l’omicidio di Willian Semiao Cock (in arte ‘Brunella’), in cui ha visto la sua pena ridursi dall’ergastolo a 18 anni e 5 mesi. L’uomo è reputato dagli inquirenti l’autore di quel delitto insieme a Rocco Timpano, di Ghislarengo.

A Mossetti e Gnemmi, stando all’accusa, sarebbe attribuibile l’incendio di un’autovettura di proprietà di un senegalese a Fara. 

Il pm Vezio Vicuna, nell’ultima udienza (il processo si è svolto con rito abbreviato), aveva chiesto 10 mesi per Gnemmi e 6 mesi per Mossetti, ravvedendo la responsabilità nei due, che pare quella notte avessero fatto benzina. Non la pensano così i due legali, che ne avevano chiesto l’assoluzione. «Tutto viene considerato sul fatto – aveva detto l’avvocato Brustia – che l’incendio sia stato di natura dolosa. Sono stati, però, mandati i referti ai Ris e il risultato è che non è stata scovata alcuna traccia di combustibile sull’auto. Non è certo quindi che si sia trattato di un incendio doloso. Siamo dinanzi – ha sostenuto – a un processo indiziario. Subito si è pensato a Gnemmi, perché è risaputo delle sue non simpatie per gli stranieri, ma non c’è alcuna prova». Raciti: «Non ci sono prove». Lo stesso ha pensato il giudice, che ieri ha assolto entrambi. 

mo.c.


NOVARA - Si è concluso con due assoluzioni venerdì mattina 25 settembre, in Tribunale a Novara, un processo a carico di Paolo Gnemmi, 37enne di Fara Novarese, e di Davide Mossetti, di 25 anni.

I due, il primo assistito dall’avvocato Alessandro Brustia, il secondo dall’avvocato Maria Raciti, erano alla sbarra con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio (articolo 494 del codice penale). Il primo è dunque tornato nelle aule di giustizia dopo il processo d’appello per l’omicidio di Willian Semiao Cock (in arte ‘Brunella’), in cui ha visto la sua pena ridursi dall’ergastolo a 18 anni e 5 mesi. L’uomo è reputato dagli inquirenti l’autore di quel delitto insieme a Rocco Timpano, di Ghislarengo.

A Mossetti e Gnemmi, stando all’accusa, sarebbe attribuibile l’incendio di un’autovettura di proprietà di un senegalese a Fara. 

Il pm Vezio Vicuna, nell’ultima udienza (il processo si è svolto con rito abbreviato), aveva chiesto 10 mesi per Gnemmi e 6 mesi per Mossetti, ravvedendo la responsabilità nei due, che pare quella notte avessero fatto benzina. Non la pensano così i due legali, che ne avevano chiesto l’assoluzione. «Tutto viene considerato sul fatto – aveva detto l’avvocato Brustia – che l’incendio sia stato di natura dolosa. Sono stati, però, mandati i referti ai Ris e il risultato è che non è stata scovata alcuna traccia di combustibile sull’auto. Non è certo quindi che si sia trattato di un incendio doloso. Siamo dinanzi – ha sostenuto – a un processo indiziario. Subito si è pensato a Gnemmi, perché è risaputo delle sue non simpatie per gli stranieri, ma non c’è alcuna prova». Raciti: «Non ci sono prove». Lo stesso ha pensato il giudice, che ieri ha assolto entrambi. 

mo.c.