Addio a Giamminola, papà del twirling

Addio a Giamminola, papà del twirling
Cronaca 12 Settembre 2015 ore 06:34

OLEGGIO - “Ciao papà, ciao nonno”, è il saluto delle atlete dell’Asd ginnastica twirling Oleggio a Giuseppe “Peppino” Giamminola. E non solo il loro: Giamminola infatti è un simbolo dello sport per la città di Oleggio e per tutto il Novarese. Storico presidente e “papà” del Twirling in Italia, aveva festeggiato 88 anni domenica 6 settembre insieme alla moglie Rita Gallarate e alle loro “ragazze”, le atlete del twirling. Tra i fondatori della società ciclistica Bonalanza prima,  fondatore della Federazione nazionale di Twirling poi nel 1974 e più tardi in quella internazionale. Le squadre oleggesi hanno conquistato ben due volte il titolo mondiale, a Tokyo nell’82 e poi a Torino nell’86. Per lui anche la stella d’oro al merito sportivo del Coni. «Potrei raccontare 40 anni di vita insieme – ricorda Ivana Vaccaroli, prima atleta e ora allenatrice della società – Oppure potrei semplicemente dire che era il mio papà». Proprio Giamminola aveva infatti riposto in lei grande fiducia e l’aveva incoraggiata a intraprendere la carriera in questo sport sin da quando era ragazza, come oggi faceva con le giovani della serie A. «Lo scorso anno pensavamo di ritirarci – dicono le ragazze del team Senior – uno dei motivi per cui abbiamo continuato e vinto un altro campionato italiano sono stati proprio Rita e Peppino. Ci sono sempre stati per noi, sempre insieme, sempre presenti. In palestra come in campo di gara, anche quando negli ultimi anni non riuscivano più a seguirci nelle trasferte Peppino chiamava e si informava per sapere i risultati. Per lui eravamo sempre le migliori anche quando in gara non davamo il meglio». Sempre seduto in prima fila durante le esibizioni, al fianco della “sua” Rita con cui era sposato da 63 anni. «Ci ha sempre portate sul palmo della mano – proseguono le atlete – anche quando ci ha coinvolte negli Azzurri d’Italia ci ha insegnato l’importanza dell’avere indossato la maglia della nazionale; valori come la lealtà sia tra di noi sia nei confronti degli avversari e la voglia di crescere in una squadra-famiglia. Proprio domenica ha detto a Rita che le sue figlie sono circa 4mila. Sapevamo di potere contare su di lui per qualsiasi cosa, anche per problemi lontani dalla palestra e ci ha spinto a fare del nostro meglio, ha sempre fatto tutto con il cuore». E proprio “Mano sul cuore” è l’immagine creata da Fabiola, ex allieva di Ivana Vaccaroli, che circola in questi giorni sui social network in memoria di Giamminola; un modo per ricordarlo in ogni parte del mondo, perché Peppino si sapeva fare volere bene. «Sono arrivati messaggi di cordoglio da ogni federazione, quella spagnola, americana, svedese... Non si può non riconoscere il suo lavoro in questo sport – proseguono le ragazze – noi che diventeremo allenatrici manterremo vivo il suo ricordo raccontando quanto ha fatto anche alle più piccole». I funerali si sono svolti gil10 settembre nella chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo.
Silvia Biasio

OLEGGIO - “Ciao papà, ciao nonno”, è il saluto delle atlete dell’Asd ginnastica twirling Oleggio a Giuseppe “Peppino” Giamminola. E non solo il loro: Giamminola infatti è un simbolo dello sport per la città di Oleggio e per tutto il Novarese. Storico presidente e “papà” del Twirling in Italia, aveva festeggiato 88 anni domenica 6 settembre insieme alla moglie Rita Gallarate e alle loro “ragazze”, le atlete del twirling. Tra i fondatori della società ciclistica Bonalanza prima,  fondatore della Federazione nazionale di Twirling poi nel 1974 e più tardi in quella internazionale. Le squadre oleggesi hanno conquistato ben due volte il titolo mondiale, a Tokyo nell’82 e poi a Torino nell’86. Per lui anche la stella d’oro al merito sportivo del Coni. «Potrei raccontare 40 anni di vita insieme – ricorda Ivana Vaccaroli, prima atleta e ora allenatrice della società – Oppure potrei semplicemente dire che era il mio papà». Proprio Giamminola aveva infatti riposto in lei grande fiducia e l’aveva incoraggiata a intraprendere la carriera in questo sport sin da quando era ragazza, come oggi faceva con le giovani della serie A. «Lo scorso anno pensavamo di ritirarci – dicono le ragazze del team Senior – uno dei motivi per cui abbiamo continuato e vinto un altro campionato italiano sono stati proprio Rita e Peppino. Ci sono sempre stati per noi, sempre insieme, sempre presenti. In palestra come in campo di gara, anche quando negli ultimi anni non riuscivano più a seguirci nelle trasferte Peppino chiamava e si informava per sapere i risultati. Per lui eravamo sempre le migliori anche quando in gara non davamo il meglio». Sempre seduto in prima fila durante le esibizioni, al fianco della “sua” Rita con cui era sposato da 63 anni. «Ci ha sempre portate sul palmo della mano – proseguono le atlete – anche quando ci ha coinvolte negli Azzurri d’Italia ci ha insegnato l’importanza dell’avere indossato la maglia della nazionale; valori come la lealtà sia tra di noi sia nei confronti degli avversari e la voglia di crescere in una squadra-famiglia. Proprio domenica ha detto a Rita che le sue figlie sono circa 4mila. Sapevamo di potere contare su di lui per qualsiasi cosa, anche per problemi lontani dalla palestra e ci ha spinto a fare del nostro meglio, ha sempre fatto tutto con il cuore». E proprio “Mano sul cuore” è l’immagine creata da Fabiola, ex allieva di Ivana Vaccaroli, che circola in questi giorni sui social network in memoria di Giamminola; un modo per ricordarlo in ogni parte del mondo, perché Peppino si sapeva fare volere bene. «Sono arrivati messaggi di cordoglio da ogni federazione, quella spagnola, americana, svedese... Non si può non riconoscere il suo lavoro in questo sport – proseguono le ragazze – noi che diventeremo allenatrici manterremo vivo il suo ricordo raccontando quanto ha fatto anche alle più piccole». I funerali si sono svolti gil10 settembre nella chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo.
Silvia Biasio