Cronaca

Ai domiciliari, da cui poteva uscire solo per lavoro, se ne va in piscina

Ai domiciliari, da cui poteva uscire solo per lavoro, se ne va in piscina
Cronaca 25 Luglio 2016 ore 22:44

NOVARA, Doveva stare ai ‘domiciliari’, dai quali poteva uscire solo per recarsi al lavoro in una ditta di spedizionieri locali e qui svolgere la propria attività lavorativa, ma, invece, da una serie di controlli, è risultato che si recasse in tutt’altri posti, compreso un parco acquatico di una provincia limitrofa a Novara. Così il locale Ufficio di Sorveglianza gli ha revocato i benefici degli arresti domiciliari, ai quali era sottoposto per detenzione e traffico internazionale di cocaina.A far scoprire l’inganno, gli accertamenti della Divisione di Polizia anticrimine, partiti dalle verifiche per alcune incongruenze nella documentazione presentata dall’uomo per la fruizione dei permessi. Sono uscite così una serie di falsità in ordine all’orario di lavoro effettivamente prestato e sulle ‘zone’ coperte con il suo servizio. Obiettivo delle falsità, evitare così il monitoraggio della sua mobilità, permettendogli ogni libertà, compresa quella di raggiungere una piscina in un territorio diverso dal Novarese. Da qui la revoca dei domiciliari e per l’uomo si sono aperte le porte del carcere, dove è stato portato dalla Polizia di Novara.Sempre la Polizia ha arrestato un cinquantenne, italiano e residente in città, che è stato condotto alla Casa circondariale di via Sforzesca, dove deve scontare una pena di cinque anni. Si tratta dell’esecuzione di un provvedimento emesso dalla locale Procura di Novara per ‘esecuzione di pene concorrenti’. L’uomo, P.A., ha qualche precedente per spaccio di sostanze stupefacenti.mo.c.

NOVARA, Doveva stare ai ‘domiciliari’, dai quali poteva uscire solo per recarsi al lavoro in una ditta di spedizionieri locali e qui svolgere la propria attività lavorativa, ma, invece, da una serie di controlli, è risultato che si recasse in tutt’altri posti, compreso un parco acquatico di una provincia limitrofa a Novara. Così il locale Ufficio di Sorveglianza gli ha revocato i benefici degli arresti domiciliari, ai quali era sottoposto per detenzione e traffico internazionale di cocaina.A far scoprire l’inganno, gli accertamenti della Divisione di Polizia anticrimine, partiti dalle verifiche per alcune incongruenze nella documentazione presentata dall’uomo per la fruizione dei permessi. Sono uscite così una serie di falsità in ordine all’orario di lavoro effettivamente prestato e sulle ‘zone’ coperte con il suo servizio. Obiettivo delle falsità, evitare così il monitoraggio della sua mobilità, permettendogli ogni libertà, compresa quella di raggiungere una piscina in un territorio diverso dal Novarese. Da qui la revoca dei domiciliari e per l’uomo si sono aperte le porte del carcere, dove è stato portato dalla Polizia di Novara.Sempre la Polizia ha arrestato un cinquantenne, italiano e residente in città, che è stato condotto alla Casa circondariale di via Sforzesca, dove deve scontare una pena di cinque anni. Si tratta dell’esecuzione di un provvedimento emesso dalla locale Procura di Novara per ‘esecuzione di pene concorrenti’. L’uomo, P.A., ha qualche precedente per spaccio di sostanze stupefacenti.mo.c.

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