Al via il processo al ginecologo accusato di violenza sessuale

Al via il processo al ginecologo accusato di violenza sessuale
10 Febbraio 2015 ore 15:35

NOVARA – Si è aperto stamani, martedì 10 febbraio, in Tribunale a Novara, il processo a carico di Carlo Gambaro, 62 anni, ginecologo residente nel capoluogo e accusato di violenza sessuale nei confronti di tre pazienti straniere.

Un’udienza molto breve e in cui sono state fissate le prossime udienze del processo, aggiornato all’8 maggio, quando saranno ascoltati tutti i testi dell’accusa, le parti offese, che si sono costituite parte civile, e altri testi. Un’udienza che, a quanto annunciato, si protrarrà per l’intera giornata.

Il professionista era stato arrestato dalla Squadra Mobile il 27 settembre 2013. L’inchiesta aveva preso il via ad agosto 2013 dopo la denuncia di una 19enne albanese alla sua prima visita ginecologica. Aveva riferito che, dopo l’ecografia, il medico aveva iniziato a porle domande sulle sue abitudini sessuali e quindi, stando al suo racconto, l’aveva toccata nelle parti intime. Le successive indagini della Questura avevano portato ad altre due donne che avevano vissuto così la visita, una di 19 e l’altra di 29 anni, anch’esse straniere. Le giovani inizialmente non avevano percepito nulla di inusuale, in particolare quelle che non erano mai state visitate da altre persone. Successivamente, confrontandosi, come riferì la Mobile, con alcune amiche e spiegando le modalità ‘particolari’ utilizzate dal medico, furono consigliate a fare denuncia.

Il 62enne, assistito dall’avvocato Mario Tuccillo, ha sempre sostenuto la sua innocenza, rigettando tutti gli addebiti. Lo ha fatto al momento dell’arresto e anche in occasione di due diversi interrogatori. In entrambi ha spiegato ogni suo comportamento, sostenendo come tutto dipenda dalle interpretazioni che vengono date ad alcune tecniche di visita medica. L’avvocato Tuccillo ha già incaricato una perizia tecnica al dottor Polatti, professore di Ostetrica e Ginecologia al San Matteo di Pavia. «Qui si tratta di interpretazioni – aveva riferito il legale – Il mio assistito è un ginecologo, che, per professione, usa determinate manovre, che potrebbero essere state recepite in modo errato da alcune pazienti». Gambaro aveva lavorato all’ospedale Maggiore per poi dedicarsi all’attività in una clinica privata. A seguito della vicenda fu sottoposto per un periodo ai domiciliari e, poi, al divieto temporaneo di esercitare la professione, provvedimento della durata di due mesi e ora concluso. Da aprile 2014 non ha più alcuna misura cautelare a suo carico.

mo.c.


NOVARA – Si è aperto stamani, martedì 10 febbraio, in Tribunale a Novara, il processo a carico di Carlo Gambaro, 62 anni, ginecologo residente nel capoluogo e accusato di violenza sessuale nei confronti di tre pazienti straniere.

Un’udienza molto breve e in cui sono state fissate le prossime udienze del processo, aggiornato all’8 maggio, quando saranno ascoltati tutti i testi dell’accusa, le parti offese, che si sono costituite parte civile, e altri testi. Un’udienza che, a quanto annunciato, si protrarrà per l’intera giornata.

Il professionista era stato arrestato dalla Squadra Mobile il 27 settembre 2013. L’inchiesta aveva preso il via ad agosto 2013 dopo la denuncia di una 19enne albanese alla sua prima visita ginecologica. Aveva riferito che, dopo l’ecografia, il medico aveva iniziato a porle domande sulle sue abitudini sessuali e quindi, stando al suo racconto, l’aveva toccata nelle parti intime. Le successive indagini della Questura avevano portato ad altre due donne che avevano vissuto così la visita, una di 19 e l’altra di 29 anni, anch’esse straniere. Le giovani inizialmente non avevano percepito nulla di inusuale, in particolare quelle che non erano mai state visitate da altre persone. Successivamente, confrontandosi, come riferì la Mobile, con alcune amiche e spiegando le modalità ‘particolari’ utilizzate dal medico, furono consigliate a fare denuncia.

Il 62enne, assistito dall’avvocato Mario Tuccillo, ha sempre sostenuto la sua innocenza, rigettando tutti gli addebiti. Lo ha fatto al momento dell’arresto e anche in occasione di due diversi interrogatori. In entrambi ha spiegato ogni suo comportamento, sostenendo come tutto dipenda dalle interpretazioni che vengono date ad alcune tecniche di visita medica. L’avvocato Tuccillo ha già incaricato una perizia tecnica al dottor Polatti, professore di Ostetrica e Ginecologia al San Matteo di Pavia. «Qui si tratta di interpretazioni – aveva riferito il legale – Il mio assistito è un ginecologo, che, per professione, usa determinate manovre, che potrebbero essere state recepite in modo errato da alcune pazienti». Gambaro aveva lavorato all’ospedale Maggiore per poi dedicarsi all’attività in una clinica privata. A seguito della vicenda fu sottoposto per un periodo ai domiciliari e, poi, al divieto temporaneo di esercitare la professione, provvedimento della durata di due mesi e ora concluso. Da aprile 2014 non ha più alcuna misura cautelare a suo carico.

mo.c.

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