Cronaca

Alla sbarra per falso in atto pubblico: non conosceva la lingua, assolta

Alla sbarra per falso in atto pubblico: non conosceva la lingua, assolta
Cronaca 30 Gennaio 2016 ore 09:34

NOVARA - Si è concluso con un’assoluzione, in Tribunale a Novara, il processo a carico di una donna di 67 anni, originaria dell’Albania e dal 1997 in Italia (abitava all’epoca in una cascina in provincia di Novara). La donna, assistita dall’avvocato Maria Lucia Infantino, era finita alla sbarra con l’accusa di falso in atto pubblico. Stando all’accusa, la donna, quando nel 2011 si è recata in Prefettura per chiedere la cittadinanza italiana, aveva omesso di scrivere che aveva subito una sentenza di patteggiamento al Tribunale di Perugia nel 2002.

Qualcosa che, però, come emerso anche durante l’udienza, non fu fatto volontariamente o con qualche altro scopo, ma solo ed esclusivamente per la scarsa conoscenza della lingua italiana che la donna ha ancora oggi. Tant’è che il Tribunale monocratico l’ha assolta: non c’era alcuna intenzione di raccontare il falso.

Il pm aveva chiesto 10 giorni di reclusione, l’avvocato Infantino l’assoluzione. Il giudice, trattandosi quindi di un malinteso, l’ha assolta.

Monica Curino


NOVARA - Si è concluso con un’assoluzione, in Tribunale a Novara, il processo a carico di una donna di 67 anni, originaria dell’Albania e dal 1997 in Italia (abitava all’epoca in una cascina in provincia di Novara). La donna, assistita dall’avvocato Maria Lucia Infantino, era finita alla sbarra con l’accusa di falso in atto pubblico. Stando all’accusa, la donna, quando nel 2011 si è recata in Prefettura per chiedere la cittadinanza italiana, aveva omesso di scrivere che aveva subito una sentenza di patteggiamento al Tribunale di Perugia nel 2002.

Qualcosa che, però, come emerso anche durante l’udienza, non fu fatto volontariamente o con qualche altro scopo, ma solo ed esclusivamente per la scarsa conoscenza della lingua italiana che la donna ha ancora oggi. Tant’è che il Tribunale monocratico l’ha assolta: non c’era alcuna intenzione di raccontare il falso.

Il pm aveva chiesto 10 giorni di reclusione, l’avvocato Infantino l’assoluzione. Il giudice, trattandosi quindi di un malinteso, l’ha assolta.

Monica Curino


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