Amianto killer alla centrale? Tutti assolti

Amianto killer alla centrale? Tutti assolti
Cronaca 02 Marzo 2015 ore 12:41

Assolti dal Tribunale di Milano "per non aver commesso il fatto" 4 dei 6 imputati (2 sono deceduti qualche settimana fa), ex amministratori e dirigenti Enel, accusati di omicidio colposo plurimo per la morte di 8 dipendenti della centrale termoelettrica di Turbigo, appena al di là del Ticino, dove tra l’altro all’epoca dei fatti lavoravano anche molti novaresi. Le 8 vittime erano impiegate tra gli anni '70 e '80, ed erano poi decedute fra il 2004 e il 2012 per mesotelioma pleurico. Per il giudice monocratico nessuna “negligenza e imperizia” a carico degli imputati, viceversa sostenuta dal pm Maurizio Ascione e dalle parti civili Comune di Turbigo, Inail, Medicina Democratica e Associazione Esposti Amianto (i famigliari delle vittime avevano invece già ottenuto risarcimenti extragiudiziali da parte dell’Enel). Pm che aveva chiesto condanne (a ognuno degli imputati venivano attribuiti solo alcuni decessi) di 7 anni innanzitutto per Francesco Corbellini, presidente della società pubblica dal 1979 al 1987, e una, la più alta, per Aldo Velcich, capo del dipartimento della centrale Enel di Turbigo dal 1973 al 1980: 8 anni e 6 mesi. E poi 5 anni e 6 mesi per l'ex direttore generale di Enel, Alberto Negroni, e 4 anni per l'ex responsabile dello stabilimento di Turbigo, Paolo Beduschi. Pene più basse, invece, per altri due ex responsabili di dipartimento: 3 anni per Paolo Chizzolini e 2 anni per Valeriano Mozzon. Ma Francesco Corbellini e Aldo Velcich, ultranovantenni, sono deceduti qualche settimana fa. Sabato la sentenza assolutoria, che ha scatenato bagarre in aula, con i parenti delle vittime, delusi, che gridavano “vergogna”.

Paolo Viviani

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 2 marzo 2015

Assolti dal Tribunale di Milano "per non aver commesso il fatto" 4 dei 6 imputati (2 sono deceduti qualche settimana fa), ex amministratori e dirigenti Enel, accusati di omicidio colposo plurimo per la morte di 8 dipendenti della centrale termoelettrica di Turbigo, appena al di là del Ticino, dove tra l’altro all’epoca dei fatti lavoravano anche molti novaresi. Le 8 vittime erano impiegate tra gli anni '70 e '80, ed erano poi decedute fra il 2004 e il 2012 per mesotelioma pleurico. Per il giudice monocratico nessuna “negligenza e imperizia” a carico degli imputati, viceversa sostenuta dal pm Maurizio Ascione e dalle parti civili Comune di Turbigo, Inail, Medicina Democratica e Associazione Esposti Amianto (i famigliari delle vittime avevano invece già ottenuto risarcimenti extragiudiziali da parte dell’Enel). Pm che aveva chiesto condanne (a ognuno degli imputati venivano attribuiti solo alcuni decessi) di 7 anni innanzitutto per Francesco Corbellini, presidente della società pubblica dal 1979 al 1987, e una, la più alta, per Aldo Velcich, capo del dipartimento della centrale Enel di Turbigo dal 1973 al 1980: 8 anni e 6 mesi. E poi 5 anni e 6 mesi per l'ex direttore generale di Enel, Alberto Negroni, e 4 anni per l'ex responsabile dello stabilimento di Turbigo, Paolo Beduschi. Pene più basse, invece, per altri due ex responsabili di dipartimento: 3 anni per Paolo Chizzolini e 2 anni per Valeriano Mozzon. Ma Francesco Corbellini e Aldo Velcich, ultranovantenni, sono deceduti qualche settimana fa. Sabato la sentenza assolutoria, che ha scatenato bagarre in aula, con i parenti delle vittime, delusi, che gridavano “vergogna”.

Paolo Viviani

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 2 marzo 2015