Cronaca

Anche due infermiere novaresi ferite nella rapina in Kenya

Anche due infermiere novaresi ferite nella rapina in Kenya
Cronaca 29 Novembre 2015 ore 14:23

NOVARA – Cercava di proteggere la propria madre, Rita Fossaceca, la dottoressa dell’ospedale di Novara uccisa sabato 28 novembre in Kenya, dove operava per conto della For Life Onlus, associazione umanitaria internazionale, diretta da un altro medico che lavora a Novara, il professor Alessandro Carriero.

Tutto è successo nel villaggio di Mijomboni, proprio alle spalle di Malindi. La donna, originaria del Molise, ma a Novara per lavoro ormai dal 2001, è rimasta vittima di una rapina nella casa dove abitava per quest’esperienza di aiuto al prossimo. Con lei c’era la mamma Michelina, il padre Giovanni, rimasto ferito alla testa e a una spalla, lo zio sacerdote, don Luigi Di Lella e altre persone. In particolare due infermiere della Radiologia di Novara, anche loro pronte a mettere a disposizione il proprio tempo per chi è meno fortunato, Monica Zanellato di Cameri e Paola Lenghini di Novara. Le due donne sono rimaste ferite e si trovano ora in ospedale nel Paese africano. Sembrerebbe siano fuori pericolo.

Fossaceca, una delle principali collaboratrici di For Life e vicepresidente dell’associazione, come anticipato, ha cercato di proteggere la madre, aggredita dai banditi con un machete. E’ stata freddata da un colpo di pistola. Il suo campo di attività era l’ambulatorio dell’orfanotrofio di Mijomboni, che ospita una ventina di bambini, cui dedicava tutta se stessa. Stando alle ultime informazioni, Fossaceca, Lenghini e Zanellato sarebbero dovute rientrare in Italia domani, lunedì 30 novembre.
L’ultimo suo contatto in Facebook lo scorso 25 novembre, quando rispondeva a un’amica se si sarebbero viste a Trivento (località d’origine del medico) per Natale. “Ciao, siamo tutti in Kenya, mamma, papà e zio Luigi. Stiamo bene, fa tanto caldo, ma siamo felici. E’ come sempre una bella esperienza”. La Farnesina resta in contatto con le autorità locali.

mo.c.

NOVARA – Cercava di proteggere la propria madre, Rita Fossaceca, la dottoressa dell’ospedale di Novara uccisa sabato 28 novembre in Kenya, dove operava per conto della For Life Onlus, associazione umanitaria internazionale, diretta da un altro medico che lavora a Novara, il professor Alessandro Carriero.

Tutto è successo nel villaggio di Mijomboni, proprio alle spalle di Malindi. La donna, originaria del Molise, ma a Novara per lavoro ormai dal 2001, è rimasta vittima di una rapina nella casa dove abitava per quest’esperienza di aiuto al prossimo. Con lei c’era la mamma Michelina, il padre Giovanni, rimasto ferito alla testa e a una spalla, lo zio sacerdote, don Luigi Di Lella e altre persone. In particolare due infermiere della Radiologia di Novara, anche loro pronte a mettere a disposizione il proprio tempo per chi è meno fortunato, Monica Zanellato di Cameri e Paola Lenghini di Novara. Le due donne sono rimaste ferite e si trovano ora in ospedale nel Paese africano. Sembrerebbe siano fuori pericolo.

Fossaceca, una delle principali collaboratrici di For Life e vicepresidente dell’associazione, come anticipato, ha cercato di proteggere la madre, aggredita dai banditi con un machete. E’ stata freddata da un colpo di pistola. Il suo campo di attività era l’ambulatorio dell’orfanotrofio di Mijomboni, che ospita una ventina di bambini, cui dedicava tutta se stessa. Stando alle ultime informazioni, Fossaceca, Lenghini e Zanellato sarebbero dovute rientrare in Italia domani, lunedì 30 novembre.
L’ultimo suo contatto in Facebook lo scorso 25 novembre, quando rispondeva a un’amica se si sarebbero viste a Trivento (località d’origine del medico) per Natale. “Ciao, siamo tutti in Kenya, mamma, papà e zio Luigi. Stiamo bene, fa tanto caldo, ma siamo felici. E’ come sempre una bella esperienza”. La Farnesina resta in contatto con le autorità locali.

mo.c.