Cronaca

Ancora un rinvio per l’udienza preliminare per il fallimento di Phonemedia

Ancora un rinvio per l’udienza preliminare per il fallimento di Phonemedia
Cronaca 01 Marzo 2016 ore 05:17

NOVARA – Ancora un nulla di fatto, o quasi, lunedì mattina 29 febbraio, in Tribunale a Novara, all’udienza preliminare relativa alla vicenda del crac Raf Phonemedia. Un fallimento che ha toccato molto da vicino anche Novara e numerosi lavoratori che lavoravano nella struttura di corso Risorgimento.

Il pm Marco Grandolfo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone. Si va dal fondatore del gruppo specializzato come call-center, il novarese Fabrizio Cazzago, sino ad Antonangelo Liori, ex direttore dell’Unione Sarda e gestore di call center, passando per Claudio Marcello Massa, commercialista cagliaritano, uno dei responsabili del gruppo Omega che aveva acquistato da Raf, e Giuseppe Belletti, Alessandro Delle Cese e Patrizio Pollini, sindaci della società fallita. Ieri la difesa di Cazzago (avvocato Giuseppe Melone) ha presentato alcuni documenti e l’accusa ha quindi chiesto del tempo per valutare la nuova documentazione. Da qui il rinvio al prossimo 10 maggio.

mo.c.


NOVARA – Ancora un nulla di fatto, o quasi, lunedì mattina 29 febbraio, in Tribunale a Novara, all’udienza preliminare relativa alla vicenda del crac Raf Phonemedia. Un fallimento che ha toccato molto da vicino anche Novara e numerosi lavoratori che lavoravano nella struttura di corso Risorgimento.

Il pm Marco Grandolfo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone. Si va dal fondatore del gruppo specializzato come call-center, il novarese Fabrizio Cazzago, sino ad Antonangelo Liori, ex direttore dell’Unione Sarda e gestore di call center, passando per Claudio Marcello Massa, commercialista cagliaritano, uno dei responsabili del gruppo Omega che aveva acquistato da Raf, e Giuseppe Belletti, Alessandro Delle Cese e Patrizio Pollini, sindaci della società fallita. Ieri la difesa di Cazzago (avvocato Giuseppe Melone) ha presentato alcuni documenti e l’accusa ha quindi chiesto del tempo per valutare la nuova documentazione. Da qui il rinvio al prossimo 10 maggio.

mo.c.


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