Coronavirus

Arona acquista test rapidi per la casa di riposo, nido a Brum

Il vicesindaco è fortemente critico nei confronti del Dpcm.

Arona acquista test rapidi per la casa di riposo, nido a Brum
Arona, 30 Ottobre 2020 ore 06:35

“Dpcm contraddittorio e illogico: allora ci pensiamo noi”. Il vicesindaco Alberto Gusmeroli, nella sua consueta diretta facebook il martedì da Roma, ha comunicato alcune iniziative che il comune di Arona ha preso autonomamente per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal Covid.

Le criticità del Dpcm secondo Gusmeroli

Gusmeroli è fortemente critico verso il governo Conte e soprattutto verso i provvedimenti contenuti nel nuovo Dpcm: <Abbiamo detto per mesi a tante attività di attrezzarsi. Ora li facciamo chiudere e sparare nel mucchio non è mai una buona scelta. Se, ad esempio, un ristorante non rispetta determinate regole sanitarie a cena, non le rispetta neanche a pranzo. Io ho visitato alcune palestre e sono tenute benissimo. Più che dire “chiudiamo tutto entro un certo orario”, si poteva dire “chi segue ferree regole può stare aperto, chi non le rispetta è giusto che venga martellato”>.

Gusmeroli è preoccupato che questo mese di chiusura dei locali negli orari serali non sortisca effetti perché i problemi veri vanno individuati in altri ambiti: <Non è detto che questo Dpcm sortisca effetti: non mettiamo la testa sotto la sabbia, i problemi sono i trasporti: metropolitane e pullman affollati. Su questo non si è intervenuti. Un cruccio poi che noi abbiamo è quello delle case di riposo: per noi sono fortemente a rischio. Basta che un operatore asintomatico entri.. può fare un disastro. Non è colpa degli operatori ma il problema è che il test viene fatto ogni 15 giorni se non di più. Noi stiamo organizzando ad Arona per la casa di riposo, per il brum e anche per il nido un’attività di questo tipo: abbiamo contattato il fornitore dei test rapidi certificati (quelli che useranno anche le Asl), abbiamo fatto un ordine e ora vogliamo passare dai 15 o più giorni dei test agli operatori a un test ogni 3-4 giorni. Questo è l’unico modo per tenere fuori il contagio. Al mattino se un operatore è negativo, entra e va a lavorare se no torna a casa. Così si preservano gli anziani che rappresentano la fascia più debole. In questo momento queste strutture sono tutte a rischio ed è tutto lasciato alla fortuna. E’ inutile intervenire sulle attività di ristorazione e non sulle situazioni di rischio. Non sappiamo quanto tempo durerà il virus: adesso chiudiamo un mese e poi? Altri mesi? No, dobbiamo intervenire prima in tutte le situazioni di rischio. Noi ci proviamo>.

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