Cronaca
Conosciutissimo in città

Arona saluta Antonio Torelli

Anche il rifugio dell'Alpe Veglia porta la sua firma.

Arona saluta Antonio Torelli
Cronaca Arona, 22 Gennaio 2022 ore 08:05

Lutto nel mondo della politica, associazionismo e storia aronese: è mancato all'età di 88 anni l'ingegner Antonio Torelli. Nato a Milano nel 1933, era figlio del senatore Carlo Torelli e di Luigina Re.
Aveva quattro fratelli: Anna, Maria Pia, Franca e la consigliera comunale Carla.

La sua vita

Torelli, laureato Ingegnere civile al Politecnico di Milano, ha sempre esercitato la sua professione ad Arona e sul Lago Maggiore. Persona molto conosciuta e stimata in città: tanti gli edifici costruiti negli anni sessanta portano la sua firma, in particolare il Condominio La Rocca di Viale Berrini, dove risiedeva e quello (sempre in Viale Berrini) all'angolo con Via Martiri.
Cresciuto con sani principi cattolici, fin dall'infanzia ha frequentato l'Oratorio San Carlo del quale per molti anni è stato animatore di molteplici attività, con l'allora assistente Don Franco Avvignano. Quando negli anni sessanta si è resa necessaria la costruzione della nuova Casa della gioventù e annesso cine-teatro San Carlo, ha offerto, gratuitamente, la sua totale disponibilità sia per il progetto che per la direzione lavori.

Come laico impegnato ha affiancato i parroci: Don Mario Ingignoli, don Giancarlo Minchiotti, Don Aldo Ticozzi nel consiglio pastorale ed in quello degli affari economici (CAEP). La sua collaborazione non si è limitata alla parrocchia di Arona, ma anche a quella di Mercurago con don Ugo Parravicini per la realizzazione della Scuola dell'infanzia dei Tre Ponti "papa Giovanni XXIII" e poi del successivo ampliamento con la realizzazione della chiesa. Un periodo molto fecondo è stato quello con le Suore (in particolare la superiora suor Florinda) della Madonna della Neve che gestivano la scuola materna.

Per decenni è stato collaboratore della Stampa diocesana Novarese (per gli aronesi Il Sempione) della quale è stato riconosciuto "Benemerito della S.D.N.)
Il Collegio De Filippi l'ha annoverato per anni, tra i suoi docenti del Corso per geometri, molti, conseguito il diploma, hanno effettuato il praticantato nel suo studio.
Molte sono le associazioni che l'hanno avuto collaboratore, in particolare la parrocchia che, dopo la costruzione della Casa della Gioventù, ha curato il restauro conservativo di tutte le chiese di Arona e la nuova costruzione della Chiesa e annesso capannone (recuperato dal Friuli con l'aiuto degli amici del Cai) del Quartiere San Luigi; sua l'idea di destinare al campanile della nuova chiesa, la campana offerta dal Papa in occasione della sua visita ad Arona nel 1984. L'ultima iniziativa la planimetria con didascalie del Museo Lapidario del quadriportico della Canonica offerto al Gasma.

Amante della montagna, fin che le forze glielo hanno consentito, ha frequentato gli amici del CAI del quale, in più occasioni, è stato presidente. Anche il rifugio dell'Alpe Veglia porta la sua firma.
La Croce Rossa gli è riconoscente per aver contribuito al progetto della nuova sede.
L'Unitre l'ha annoverato tra i suoi docenti di storia locale (sono in molti ad aver attinto notizie al suo archivio ed a quello del padre, del quale custodiva un appassionato ricordo); ha frequentato anche gli amici del corso di dialetto ricordando la storia della città.

"Cultore e amante della sua Arona, sulle orme del padre, non ha lasciato mancare il suo contributo nell'impegno politico - racconta la famiglia - Negli anni ottanta è stato Assessore ai lavori pubblici. Pur con l'impegno professionale e sociale, non ha trascurato la sua famiglia della quale andava orgoglioso in particolare la moglie Armanda con la quale ha condiviso 55 anni di vita coniugale e poi i suoi tre figli Valentina, Carlo e Simona con i rispettivi coniugi e i sei nipoti (Alessandro, Nicolas, Luca, Elisa, Mohamed, Giacomo). L''improvvisa scomparsa della moglie Armanda e qualche problema fisico hanno indebolito la sua forte fibra".

Ha concluso il suo cammino terreno nella serata del 17 gennaio, amorevolmente assistito e sostenuto dall'affetto dei suoi cari.

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