Cronaca

Arrestato truffatore: riconosciuto per strada da una delle sue vittime

Arrestato truffatore: riconosciuto per strada da una delle sue vittime
Cronaca 25 Ottobre 2015 ore 15:23

NOVARA – È stato arrestato dalle Volanti della Questura di Novara, B.N., cinquantacinquenne, già conosciuto dalle Forze dell’Ordine per reati come truffa e sostituzione di persona, e che, nel marzo scorso, era stato indagato in stato di libertà per una truffa di cui si era reso responsabile ai danni di una famiglia novarese.

NOVARA – È stato arrestato dalle Volanti della Questura di Novara, B.N., cinquantacinquenne, già conosciuto dalle Forze dell’Ordine per reati come truffa e sostituzione di persona, e che, nel marzo scorso, era stato indagato in stato di libertà per una truffa di cui si era reso responsabile ai danni di una famiglia novarese.
L’uomo si muoveva tra la Lombardia e il Piemonte, spacciandosi per un appartenente alle Forze dell’Ordine. Diverse le identità, così come fantasiosi gli incarichi di cui si fregiava con le sue vittime. Ne carpiva la fiducia, spacciandosi per appartenente alla Direzione Investigativa Antimafia o ad altri prestigiosi uffici investigativi, utilizzando un portatessera con un distintivo, di libera vendita presso le armerie, che lui stesso aveva approntato con una propria fotografia in formato foto tessera.
Fatale per il truffatore l’essere ritornato nel centro cittadino, dove il figlio di una delle vittime lo ha incrociato fortuitamente su corso XXIII Marzo. Immediata la segnalazione al 113 da parte della vittima, che non ha esitato a indicare il soggetto alla Volante prontamente intervenuta sul posto.
Gli agenti hanno proceduto al controllo dell’uomo, che dapprima si è mostrato agitato, per poi ammutolirsi, non declinando neanche le proprie generalità. Dalla perquisizione è stato trovato in possesso di documenti risultati falsi, tra cui una carta d’identità intestata ad altra persona, una tessera sanitaria, un codice fiscale e un portatessere con un distintivo della Polizia di Stato con la propria effigie.
Proprio questi i suoi “arnesi di lavoro”, che gli avevano consentito a marzo di truffare la famiglia novarese, a cui aveva proposto l’acquisto di un’autovettura, millantando che fosse stata messa all’asta dopo un’operazione di polizia, nel corso della quale il veicolo, di alta categoria, era stato sequestrato.
Un affare sicuro e anche a condizioni vantaggiose, a dire del truffatore, che riusciva a farsi consegnare più di tremila euro, come anticipo, ai fini del perfezionamento della compravendita, salvo poi sparire nel nulla. Con la scusa di dover partire improvvisamente per raggiungere la madre in Calabria, il malvivente si era reso irreperibile, non rispondendo più alle telefonate delle vittime, che si rendevano conto con il passare dei giorni di essere state vilmente ingannate.
Proprio per questi fatti, l’uomo era stato indagato dalla Squadra Mobile di Novara, che era riuscita a risalire alla sua identità, deferendolo all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa già nel marzo scorso. Giovedì scorso per l’uomo è scattata la massima misura afflittiva, dopo che gli agenti delle Volanti lo hanno trovato in possesso di documenti risultati falsi, tra cui anche una carta d’identità valida per l’espatrio e con una residenza fittizia ad Arona. Arrestato in flagranza di reato, è stato associato al carcere di via Sforzesca, dove è stato ricondotto dopo l’udienza di convalida, in attesa della prossima udienza in Tribunale fissata a dicembre.

Monica Curino