Arresto Battisti: onorevole Capitanio incontra figlio Torregiani

Il deputato della Lega a colloquio con il figlio di Pier Luigi Torregiani, ucciso nel 1979 da tre membri dei PAC.

Arresto Battisti: onorevole Capitanio incontra figlio Torregiani
17 Gennaio 2019 ore 07:48

L’onorevole Massimiliano Capitanio incontra il novarese Alberto Torregiani. Breve colloquio tra il deputato leghista e il figlio adottivo di Pier Luigi Torregiani, ucciso nel 1979 da tre membri dei PAC, i Proletari Armati per il Comunismo.

“Una piacevole e toccante chiacchierata”

Massimiliano Capitanio ha incontrato ieri mercoledì 16 gennaio 2019, Alberto Torregiani, rimasto gravemente ferito nell’agguato dei PAC che nel 1979 costò la vita al padre Pier Luigi, noto gioielliere milanese. Costretto da allora su una sedia a rotelle a causa delle ferite riportate, Alberto Torregiani in questi giorni ha potuto celebrare il ritorno in Italia di Cesare Battisti, condannato come co-ideatore e co-organizzatore dell’omicidio del padre. Evaso dal carcere di Frosinone nel 1981, ha fatto ritorno in Italia lunedì dopo una lunga latitanza in Sud America.

“Ho incontrato Alberto Torregiani, vittima dell’odio e della follia ideologica di Cesare Battisti – ha dichiarato Capitanio – E’ stata una piacevole e toccante chiacchierata. Ho avuto modo di lavorare con lui nel 2009 in Provincia di Milano per progetti a sostegno delle persone con disabilità. Il suo impegno rappresenta un valore aggiunto per la nostra società. Sarà un piacere collaborare perché la sua drammatica e coraggiosa testimonianza trovi il giusto spazio nei canali Rai e nel progetto per l’educazione civica obbligatoria nelle scuole. La sua storia può insegnare molto per non dimenticare uno dei momenti più bui del nostro Paese. E’ imprescindibile educare al rispetto dei diritti, delle idee e della vita”.

La reazione a caldo di Torregiani

Catturato Battisti, l’arresto aveva avuto a caldo inevitabilmente eco anche a Novara, come riportato in questo nostro articolo:

“E’ fatta. Credo sia la volta buona. Forse davvero è una buona giornata”

Con queste parole aveva commentato l’arresto in Bolivia di Cesare Battisti, Alberto Torregiani, residente a Novara e figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac (il gruppo terroristico di sinistra in Italia proletari armati per il comunismo) in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe.

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