Cronaca
Tribunale

Assegno rubato usato per pagare commerciante di Borgo: condannato Ruffier

Una condanna a 2 anni e 9 mesi

Assegno rubato usato per pagare commerciante di Borgo: condannato Ruffier
Cronaca Borgomanero, 01 Luglio 2019 ore 10:35

Assegno rubato utilizzato per pagare un commerciante di Borgomanero: arriva una condanna per truffa.

Assegno rubato per pagare un negoziante borgomanerese

Per la truffa ai danni di un commerciante di Borgomanero, Manuel Ruffier, avvocato di Trecate già noto alle cronache giudiziarie, è stato condannato a 2 anni e 9 mesi di carcere e al pagamento di 900 euro di multa (senza la concessione delle generiche attenuanti). La sentenza è arrivata lunedì 24 giugno, al termine del processo celebrato al tribunale di Novara. Il pubblico ministero Ciro Caramore, titolare del fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura, aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione.

Una vicenda che risale al 2006

Pena, dunque, ridotta per l’imputato, che rispondeva dei reati di truffa e favoreggiamento. Il giudice ha anche stabilito una provvisionale a titolo di risarcimento del danno (da liquidarsi in sede civile) di 100mila euro. I fatti al centro del processo risalgono al 2006. La denuncia nei confronti di Ruffier era partita da un negoziante di Borgo che, stando alla ricostruzione, aveva messo in piedi una trattativa di vendita del proprio esercizio commerciale e dello stabile in cui era ospitato con il professionista trecatese. I due, a quanto pare, si erano accordati per la cifra complessiva di circa 400mila euro, ma di questi Ruffier ne aveva versati, tra il 2006 e il 2009, soltanto una modesta parte (128mila euro.) A far scattare la denuncia, come ha raccontato in aula l’avvocato della parte civile Umberto Caldarera, il ricevimento di almeno un assegno circolare, del valore di 50mila euro, poi risultato rubato.

Ruffier annuncia ricorso

Il difensore dell’imputato Daniele Sussman, che quasi certamente ricorrerà in Corte d’Appello, ha rifiutato gli addebiti e parlato di "fervore punitivo". Dal processo, invece, è uscita assolta Maria Ferrante, la segreteria di Ruffier che rispondeva di favoreggiamento (anche il pm, nell’udienza dell’11 giugno, si era espresso in questo senso, non essendo emersa alcuna prova a suo carico). Per l’avvocato di Trecate quella di lunedì scorso è la terza sentenza di condanna - di primo grado - nel giro di un paio di anni. Nel luglio 2017 aveva preso 5 anni per bancarotta, mentre il 17 maggio 2019, 24 mesi per favoreggiamento della prostituzione. Un quarto processo è ancora pendente.

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